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sabato 10 aprile 2010

Le grandi interviste esclusive - La Bandabardò alla conquista del mondo

Banda bardò a Novoli 11 DicebreImage by lore1988 via Flickr

Nei vostri cuori la Sicilia è stata vicina ben prima di venirci a suonare, avete partecipato ad un grandioso concerto per la legalità a Firenze, raccontateci come è andata.

Immaginatevi piazza Santa Croce, una delle piazze più belle d'Italia, stracolma, si parla di 22 mila persone, portate là dal concerto ma anche dalla voglia di far sentire il loro abbraccio a chi giornalmente lotta contro le mafie, contro le violenze a cui siamo sottoposti, chi più chi meno giornalmente. Firenze rimane una città molto orginale, c'è ancora la voglia di non scivolare dentro questo fascismo mafioso. Insomma, potete contare su di noi.

Parlateci del vostro album

Con Ottavio vogliamo raccontare il nostro anti-eroe, ovvero una persona che per ottenere quello che vuole, cioé amore e affetto, usa armi come la timidezza, l'educazione. Secondo noi oggi una persona che non sgomita e non urla più forte degli altri per farsi vedere è un vero e proprio eroe, nel nostro album raccontiamo la storia di questo ragazzo che crescendo capisce ed impara tante cose.


È vero che i vostri album stanno per sbarcare in Giappone?

Contrariamente al pubblico italiano, il pubblico europeo e mondiale è molto più aperto all'ascolto. Se una cosa arriva dall'Inghilterra o dagli Stati Uniti è fantastica a prescindere, se viene dalla Grecia o dall'Islanda, salvo rari casi, non ce ne frega niente, a meno che non si tratti di canzoni tradotte in inglese. Noi suoniamo in Germania e Spagna, dove ci sono anche gruppi bulgari e di altri paesi europei e fanno cose bellissime. In Giappone un discografico ogni anno punta su un prodotto straniero e per due anni consecutivi ha puntato su di noi, ha già fatto uscire "Fuori Orario" e farà uscire quest'anno "Ottavio".

La musica in Italia, può aiutare la libertà d'informazione?

Non direttamente la musica. La musica è un alibi per trovarsi in piazza, confrontarsi e capire, per conoscere Libera ed informarsi. Non crediamo nel messaggio lanciato dal palco, non abbiamo parole migliori, io faccio il musicista, qualcun altro l'elettricista ma siamo tutti cittadini impegnati a fare in modo che l'Italia sia di tutti. Ad aprile insieme ai Negrita, Piero Pelù e tanti altri artisti abbiamo organizzato un concerto per aiutare i lavoratori alla SCA di Pratovecchio, dove una fabbrica svedese vuole smontare le sue attrezzature e trasferirsi altrove. Stiamo parlando di una ditta stimata, in attivo da anni e che produce materiale in maniera etica che rischia di affamare però tutto il paese. Ci hanno coperto di ringraziamenti per il concerto fatto ma in realtà c'è gente che lotta quotidianamente, parlo di sindacalisti, parlo della gente del paese e degli operai, sono loro che vanno ringraziati perché sono comunque un baluardo per la democrazia ed i diritti di tutti.

Progetti futuri?

Noi speriamo di continuare così, siamo al concerto 1186, speriamo non cambi mai nulla tra di noi e che ci sia questa sorta difratellanza tra noi, ci mandiamo a quel paese, ci odiamo, ma abbiamo capito che come amici possiamo dirci tutto in qualsiasi momento, prendiamo decisioni tutti assieme o ognuno per il suo settore, con litigate o votazioni come nelle migliori famiglie.


Francesco Quartararo
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