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sabato 22 agosto 2009
Favola palermitana pubblicata su Repubblica.it
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martedì 14 luglio 2009
Il patto tra mafia e stato
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Il patto tra mafia e stato
Protesta silenziosa contro il DDL Alfano
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Protesta silenziosa contro il DDL Alfano
mercoledì 17 giugno 2009
Censura su Internet
Ciao frakua86 (frakua86)
Hai inviato contenuti su Yahoo! Answers in violazione delle nostre linee guida della community o dei Termini del Servizio. Per questo motivo, i tuoi contenuti sono stati eliminati. Le linee guida della community aiutano a mantenere Yahoo! Answers un posto sicuro e utile. Per questo motivo, ti ringraziamo di tenerne conto.
Domanda: Ariel Sharon è in coma per colpa di quel gruppo di ebrei tradizionalisti che ha ucciso Rabin?
Dettagli aggiuntivi:
Motivo della violazione:
Se ritieni che l’eliminazione non sia giustificata, ti preghiamo di prendere nuovamente visione delle linee guida e di accertarti, in particolar modo, che i contenuti in questione: 1. Rispettino il formato domanda-risposta e non siano “chat” o comunicazioni personali; 2. Non contengano link a siti esterni o ad altre domande non attinenti con l’argomento trattato; 3. Rispettino le idee altrui, siano espressi con educazione e senza offendere altri membri della community. Se tuttora ritieni che i contenuti siano stati rimossi per errore, contatta l'assistenza clienti spiegando le tue motivazioni.
Saluti,
Il Customer Care di Yahoo!
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mercoledì 3 giugno 2009
La sfida di Youtube per la poltrona di casa
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La sfida di Youtube per la poltrona di casa
venerdì 22 maggio 2009
I ricordi sul giudice Falcone 17 anni dopo
Manca la fiducia nella gente comune, l'intransingenza vera della politica (non quella che unge le casse regionali con manifestazioni antimafia piene di tante belle parole e poi fa finta di scordarsi "degli amici" che portano voti). Qua la guerra continua, aspettiamo il via ai fuochi d'artificio, quando assieme ai capi salteranno poltrone eccellenti, da Palermo sino a Roma e ancora più su, passando da Milano fino a Bruxelles, Dusserdorlf, New York ed una delle tante ambasciate siciliane all'estero. Affinché quando un siciliano è all'estero gli si possa dire ah, Falcone, antimafia, cassata, cannoli, cancellando dalla storia tutto il resto.
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Giovanni Falcone
martedì 5 maggio 2009
Il Financial Times si occupa degli impianti eolici siciliani
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lunedì 27 aprile 2009
Febbre mortale dal centro america. La Mappa della Crisi
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Febbre mortale dal centro america. La Mappa della Crisi,
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giovedì 23 aprile 2009
A lungo termine: cosa può nascere dal G20, cosa può produrre la crisi
Una riflessione nata dal vivo ascolto dell'intervista che Gianni Minoli ha condotto con Romano Prodi come interlocutore, una visione a largo specchio rispetto agli stretti spazi concessi dall'analisi spesso miope rispetto all'analisi quotidiana che si limita ad un bollettino di cifre più che ad un'analisi approfondita. L'idea è che la crisi vada risolta con l'accordo definitivo tra politica ed economia dei ruoli che le competono: guida e direzione del convivere civile l'uno, strumenti di crescita economica l'altro. Sembrano affermazioni banali, ma in una crisi determinata dal liberismo selvaggio, pensare di perpetuare l'inclinazione naturale del capitalismo, che in questi anni è stata ulteriormente pompata da una classe politica che si è illusa di indirizzare l'economia, o risolvere il tutto con interventi neo-comunisti, ovvero con interventi governativi che limitano la libertà d'azione dell'economia, innescando quei meccanismi che hanno fatto detonare l'URSS su se stessa non è più pensabile. Occorre creare un sistema economico che non ha ancora un nome, ecoliberismo, socio-capitalismo se preferite, ma che deve comunque paritre da alcune costatazioni da cui nessuno può più prescindere:
- Qualsiasi progetto politico ed economico, a livello locale e globale, deve sempre mantenere un contatto con la realtà. Tutto ciò che viene creato, in termini economici, deve tenere conto del lavoro effettuato sul bene prodotto. La lezione di Marx relativa al valore aggiunto va coerentemente inserita in uno schema in cui la competizione tra soggetti economici sia regolamentata da regole ferree, stabilite a priori dai paesi che muovono l'economia mondiale. Stabilite le regole ed il valore reale di qualsiasi prodotto, la "mano invisibile" di Adam Smith può creare un mercato sano.
- Qualsiasi tipo di soluzione politico-economica intrapresa, a breve, medio e lungo termine, deve ormai tener conto dell'impatto ambientale che può comportare. In prospettiva la Terra potrà arrivare ad ospitare 10 miliardi di esseri umani o forse il doppio entro la fine del prossimo secolo. Le risorse a disposizione sono limitate per uno sviluppo ecologicamente sostenibile. I cambiamenti climatici in atto (prodotti dall'uomo o meno) coinvolgono sicuramente paesi che si trovano già ora ad affrontare nuovi eventi climatici, più violenti o inaspettati. La storia umana si misura su migliaia di anni mentre i cambiamenti sul clima e sulla geologia del nostro pianeta investono cicli più ampi di cui l'uomo deve pur tener conto. Aumentando la quantità numerica di abitanti e la nostra capacità di operare modifiche visibili sul territorio, necessariamente l'impatto ambientale della specie umana modifica le condizioni di vita sul nostro pianeta e può accellerare (o rallentare) processi che non conosciamo appieno. Ecco perché le politiche economiche del G20 partono proprio dalla considerazione realistica dei territori fisici in cui si opera: non solo nazioni fatte di cittadini, ma nazioni fatte di cittadini che vivono in un territorio, che subisce mutamenti, e che come i cittadini e le nazioni vanno tutelati.
- A guidare l'economia mondiale, oltre ai paesi del vecchio blocco NATO ed ex comunisti, vanno messi allo stesso tavolo i paesi dell'OPEC, Cina, India e gli stati guida del Sudamerica. Non va dimenticata l'Africa, che al momento porta avanti solo il Sudafrica come stato in grado di proporrre un'economia valida a livello internazionale, ma che comunque prima o poi presenterà altre realtà nazionali come rappresentanti del continente nero.
Dalle macerie di una recessione globale che vedrà il PIL mondiale tornare indietro di una cifra tra l'1% ed il 2%, con un dato che per l'eurozona vedrà diminuire in misura del -4% (con l'Italia leggermente al di sopra della media) si esce sicuramente con investimenti nuovi, coraggiosi, proiettati al futuro: un paese che punta solo ai beni di lusso o all'artigianato di qualità, senza competere nella velocizzazione dei servizi, nella produzione di sistemi di comunicazioni sempre più integrati, veloci ed in grado di portare sul mercato in tempi sempre più stretti le innovazioni provenienti dalla ricerca non è in grado di sopravvivere nel mondo che verrà. Servizi che passano da infrastrutture che seguano parametri di sicurezza accettabili, in grado di trasportare su rotaia un volume di merci doppio rispetto all'attuale, con un rilancio della produzione di beni primari di qualità. Un tessuto politico ed economico che sappia indirizzare le industrie pesanti come quelle siderurgiche in un progetto poderoso in grado, soltanto in Italia, di lanciare contemporaneamente due settori: quello turistico e quello industriale. Quale volume di denaro può essere messo in moto dalla sistemazione graduale dell'intero patrimonio architettonico storico italiano secondo i nuovi parametri antisismici? Un progetto in grado di azionare investimenti poderosi anche dall'estero che avrebbero come boomerang virtuoso un aumento del flusso turistico che a catena attiva altri settori. Un altro settore che potrebbe essere proiettato verso il futuro riguarda il tessile, con la creazione di indumenti prodotti con tessuti naturali, vernici a basso impatto ambientale in grado di interagire con le tecnologie avanzate: chi sarebbe disposto a comprare un giubbotto naturale, traspirante, fotosensibile e autoalimentato dall'energia cinetica dell'indossatore, in grado di cambiare colore o tema a secondo dei gusti del compratore, in grado di acquistare online nuovi "temi" per il proprio giubotto, camicia o t-shirt? Magari un giubotto o un k-way integrato ad una mappa satellitare per chi si deve orientare in mezzo alla giungla urbana, o scarpe che segnalano la temperatura interna del piede e mette in guardia l'utilizzatore dal rischio di un antiestetico odore proveniente da calzature troppo usate. Idee che coniugano la tradizione di un paese come l'Italia con la direzione che il mondo che verrà già indica: più tecnologia nel rispetto dell'ambiente.
Dal punto di vista politico la riflessione si chiude con un'utopia, dichiarata da Romano Prodi, che può accendere diversi allarmi ma che in prospettiva sarà resa necessaria dagli eventi. Non ora, non domani, forse tra altri 500 anni, ma in una direzione le cui basi sono state poste da organismi come l'ONU, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e tutti quegli strumenti di controllo e indirizzo internazionale figli del secondo dopoguerra. Per rispondere al meglio ed in maniera sempre più tempestiva a crisi economiche, guerre, aspettative politiche e sociali, la tendenza da inizio del secolo scorso ad ora, è quella di creare organismi sovrannazionali in grado di dettare le regole del gioco. Un gioco che in campo militare è retto dalla NATO, a livello politico dall'ONU e dal punto di vista economico dal G20 e dai vari organismi delegati. Alla luce dei nuovi fatti, un Nuovo Ordine Mondiale è inevitabile. Non può essere arrestato, le forze centrifughe riguardanti le differenze economiche, religiose, etniche sono troppo deboli per resistere alla necessità della politica internazionale, dell'economia globale e della criminalità organizzata. Un'intuizione questa derivante da una costatazione fatta in tempi non lontanissimi dallo stesso Giovanni Falcone: la criminalità organizzata (ed i suoi figli moderni, come il terrorismo islamico e quello ecologico, non ancora espressosi in maniera eclatante ma salito prepotentemente alla ribalta) si muove già in un unico tessuto globale in grado di influenzare l'economia di interi paesi, drogare il sistema politico e distruggere il tessuto sociale. In tal senso, un'anti-sistema che si muove con successo nel mondo globalizzato da almeno vent'anni, presto o tardi sarà imitato dal sistema politico-economico a noi noto. Anticipo le numerose obiezioni e lacune sull'argomento relativo al Nuovo Ordine Mondiale, la sua inevitabilità e la sua creazione segnalando una serie di link per potersi fare un'opinione a riguardo:
Francesco Quartararo
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sabato 18 aprile 2009
Come ci si prepara al G8 all'Isola d'Elba, parte terza
Prima del G8 dell'isola d'Elba ci si occuperà a Siracusa del cosidetto G8 ambientale, in cui necessariamente si parlerà delle centrali nucleari che l'Italia, in barba ai nuovi investimenti in energia rinnovabile e rinnovabile, cioè praticamente infinita, si è impegnata. Proporrò ora tre video per capire al meglio alcuni dei rischi e dei vantaggi delle centrali nucleari, lasciando per il finale una dovuta precisazione.
prova di terremoti, ora immaginate cosa potrebbe accadere ad una centrale nucleare cosrtuita in Italia con i nostri standard di sicurezza, siamo sicuri che il gioco valga la candela?
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venerdì 17 aprile 2009
Dossier Abruzzo
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Dossier Abruzzo
giovedì 9 aprile 2009
Come ci si prepara al G8 all'Isola d'Elba, parte seconda
Strasburgo, dove i grandi della Terra hanno parlato dell'alleanza militare della NATO che in quei giorni ha eletto Rasmussen come comandante supremo. Mentre l'opinione pubblica in Italia era investita dalle movenze "buffe" del nostro premier a Strasburgo la rabbia e la violenza dei black block si è saldata pericolosamente con l'esasperazione degli abitanti delle banlieues, esasperati ben prima dell'elezione di Sarkozy. Quello che deve far riflettere, e a farlo sono stati anche numerosi sociologi, europei e non, è che questo genere di proteste assumono sempre più la fisionomia della rivolta popolare, occorre dare al più presto risposte concrete alle nazioni colpite dalla crisi economica anche per evitare pericolose derive antidemocratiche, sia in politica che all'interno del tessuto sociale.
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mercoledì 8 aprile 2009
Come ci si prepara al G8 all'Isola d'Elba, parte prima
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lunedì 6 aprile 2009
Terremoto in Abruzzo: cosa bisogna sapere e cosa si può fare
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Terremoto in Abruzzo: cosa bisogna sapere e cosa si può fare
martedì 31 marzo 2009
E-government: non è uno scherzo
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lunedì 9 marzo 2009
La Sicilia al centro dello scudo spaziale
Image via Wikipedia
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martedì 17 febbraio 2009
La mafia investe sull'eolico e lo Stato rimane a guardare
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La mafia investe sull'eolico e lo Stato rimane a guardare
venerdì 6 febbraio 2009
Eluana Englaro e l'indegnità dei poteri
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martedì 27 gennaio 2009
La Shoah, Lefebvre ed il perdono
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Marcel Lefebvre
lunedì 26 gennaio 2009
Paura su un volo Alitalia
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Paura su un volo Alitalia
giovedì 15 gennaio 2009
Le prime immagini dell'aereo ammarato nel fiume Hudson
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lunedì 12 gennaio 2009
Restyling vigneti, proroga dal ministero dell'agricoltura
É arrivata una proroga, dal Ministero delle Politiche agricole e forestali, per la presentazione della domanda per accedere ai fondi destinati alla riconversione e ristrutturazione dei vigneti. Lo ha fatto sapere l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via dopo la richiesta fatta a dicembre dal Comitato Tecnico. La Sicilia avrà quindi tempo fino al 16 febbraio per accedere alle risorse messe a disposizione dall'Unione Europea nella ristrutturazione e riconversione dei 34.000 ettari di vigneti presenti sull'isola. Il comparto vitivinicolo siciliano contribuisce per il 17% alla produzione lorda, corrispondente ad un valore medio intorno ai 400 milioni di euro. Dal 2000 ad oggi la Sicilia è stata la regione che più di ogni altra ha speso i fondi provenienti dall'Unione Europea per il potenziamento delle sue risorse vitivinicole, arrivando persino ad impiegare risorse non utilizzate da altre regioni. La parte del leone nell'isola la fanno le province di Palermo, Trapani ed Agrigento, che da sole si accaparrano ben il 92% dei contributi messi a disposizione.
Francesco Quartararo
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Proroga per il restyling dei vigneti
mercoledì 31 dicembre 2008
Tutto il 2008 in un post: storia di un anno di cambiamenti
Un anno che rimarrà impresso nella storia. Al di là delle vicende personali di ognuno di noi, più o meno belle e intense, il 2008 è stato un anno segnato dal cambiamento. In Italia siamo passati dal governo Prodi, alle prese con il "Tesoretto" del ministro de ll'economia Tommaso Padoa Schioppa, con la nascita del PD dalle ceneri dei DS e della Margherita alle dimissioni del ministro della Giustizia Mastella, sotto le pressioni di un'opinione pubblica, capeggiata da Beppe Grillo, Giannantonio Stella e Sergio Rizzo sugli sprechi colossali dell'apparato politico italiano. Un governo che viene trascinato stoicamente a cadere sotto i colpi di un voto parlamentare senza precedenti, con insulti, sputi, mortadelle e spumante. Le elezioni vedranno il ritorno di Silvio Berlusconi, che con un colpo di mano liquida l'UDC di Cesa e Casini e fa rientrare nei ranghi Gianfranco Fini, riuscendo a far confluire AN nel nuovo PDL.
Tempo di elezioni importanti in tutto il mondo, con Sarkozy che esce trionfante dalle macerie delle banlieu in Francia ed apre una stagione di intensa politica estera, con risvolti anche nella cronaca mondana quando sceglie come nuova premìere dame l'italianissima modella Carla Bruni. Zapatero riesce a farsi rieleggere portando la Spagna a superare il PIL italiano. Putin cede il posto a Medvedev in Russia, rimanendo comunque l'eminenza grigia che soffoca ogni forma di protesta. Medvedev sarà poi protagonista di un lunghissimo braccio di ferro con Bush e con Gordon Brown, nuovo premier britannico al posto di To ny Blair: con il presidente americano si scontrerà per la disposizione dei missili tattici per la costruzione dello scudo spaziale e per la guerra in Georgia (di cui parlerò più avanti), mentre Gordon Brown si troverà al centro di una spy story, con l'omicidio di un'agente segreto con materiale radiattivo usato in un cofee bar di Londra. Da gennaio inizia l'estenuante sfida americana per le elezioni del presidente de
gli Stati Uniti, con la prima fase, quella della scelta dei candidati, che appassiona forse più della sfida finale. Mentre in casa repubblicana la candidatura di John McCain procede senza grandi intoppi, la battaglia tra Hillary Clinton e Barack Obama segna la storia delle presidenziali. A rappresentare il partito democratico sarà o una donna o un nero molto atipico, simbolo del meltin pot americano. Una sfida epica che vedrà Hillary Clinton soccombere nonostante l'uso di capitali personali e la vittoria di Obama che si baserà sulla raccolta di fondi da parte della gente e soprattutto sull'uso totalizzante di internet: Barack Obama sarà il primo american web president della storia dell'umanità, in grado di accendere speranza in tutti i paesi del mondo. Nel frattempo il declino di Bush procede inesorabile, con Ridley Scott che gli dedica "un film epitaffio" e con l'ormai celebre giornalista iracheno che gli lancia le scarpe in segno di profondo disprezzo.
L'anno che ci lascia verrà ricordato anche per le grandi proteste, le rivolte studentesche che scimmiottano gli anni '80 ed il '68, l'epopea sindacale dell'Alitalia, la spaccatura dei sindacati e le crociate del ministro Brunetta contro i fannulloni. Una compagnia fallita da anni che si cerca di salvare per mantenere il tricolore italiano sulla fusoleria, una cordata di imprenditori amici del premier che cercano di guadagnare qualcosa da un'azienda i cui debiti saranno pagati da tutti gli italiani per i prossimi anni. La spaccatura pressocché totale tra CGIL e CISL, avvenuta per le accuse reciproche di poca concretezza e di vicinanza ai padroni piuttosto che ai lavoratori. E poi l'onda studentesca, caotica, tecnicamente apartitica ma attraversata trasversalmente da vari sentimenti e nostalgie politiche, ma con un'onoriginalità non indifferente nel segnalare la sua presenza: lezioni in piazza, volantini ai semafori e sit-in spontanei, con gli studenti che per alcuni giorni hanno paralizzato le città.
Il 2008 è anche e soprattutto l'anno delle olimpiadi in Cina, annunciate più per la repressione sanguinosa della protesta tibetana che per i campioni attesi. In tutto il mondo le manifestazioni in difesa del Tibet mettono in allerta il governo cinese, tra le azioni eclatanti si ricordano quelle del sindaco di Parigi e del presidente frances ce Sarkozy, che paventa persino la sua assenza alla cerimonia d'apertura. Il giorno dell'apertura scoppia la guerra tra Russia e Georgia, tra le drammatiche notizie che giungono dal fronte un'atleta russa ed una georgiana si abbracciano sul podio della finale olimpica di tiro a segno con la pistola. Una cerimonia d'apertura che stupisce il mondo, le immagine della marcia dei tamburi rossi invade le tv del mondo con i suoi acrobati, ma crea polemiche la bambina doppiata da una sua coetanea non fotogenica che viene tenuta in disparte.
Gli eroi assoluti dell'olimpiade si dimostreranno su tutti il nuotatore americano Michael Phelps e il giovane giamaicano Usain Bolt. Due personaggi diversissimi uniti solo dalla semplicità per le vittorie: riservato e timido il primo, esplosivo e sfrontato il secondo. Phelps polverizzerà il record precedente di medaglie conquistate in una sola olimpiade prendendo otto medaglie d'oro. Soffre solo in una prova in cui vince per un soffio, per il resto è devastante, uno squalo che nella storia del nuoto mondiale forse è secondo solo a Ian Thorpe. Usain Bolt invece è la leggerezza prestata alla potenza. Bolt non è un ragazzo che mangia pollo fritto prima della gara, è il vento travestito da giamaicano: polverizza il record dei 100 metri quasi frenando, non usa più le braccia per equilibrare il movimento negli ultimi 20 metri. Disarma la sua potenza nei 200 m, mima il gesto del fucile, si prende il rimbrotto del presidente del CIO ma frantuma il record più difficile da battere. L'antidoping non riesce a fermarlo, Bolt è consegnato alla leggenda. Tra gli atleti azzurri i volti di Pechino 2008 saranno quelli di Federica Pellegrini, Valentina Vezzali e
del super massimo Roberto Cammarelle, che con intelligenza suona l'atleta cinese che avrebbe dovuto chiudere l'olimpiade nel segno della Cina. Cina che surclassa per la prima volta gli Stati Uniti nel medagliere, con una quantità impressionante di medaglie saccheggiate nella ginnastica. Il 2008 dal punto di vista sportivo è soprattutto l'anno della Spagna, che trionfa nell'Europeo di calcio (messa in difficoltà solo dall'Italia di Donadoni, buttata fuori come tradizione dai rigori dopo il peggior inizio possibile), scippa con Rafa Nadal il primato nel tennis mondiale a Roger Federer, vince l'olimpiade e la Coppa Davies, trionfa nel ciclismo olimpico ma lascia all'Italia il titolo mondiale su pista, con Bettini che appende la bici al chiodo passando il testimone ad Alessandro Ballan. In Formula 1 il campionato più avvicente degli ultimi 20 anni porta in testa quattro piloti diversi in testa al mondiale, ovvero Raikkonen, Massa, Kubica e Lewis Hamilton, in grado di vincere il mondiale in Brasile all'ultima curva, con una gara vietata ai cardiopatici. Ferrari che conquista il titolo costruttori ma perde quello piloti in Ungheria, quando il motore della Ferrari numero due di Massa si spegne a pochi giri d
alla fine. Nel motomondiale torna a vincere Valentino Rossi, che approfitta delle disgrazie di Jorge Lorenzo e di Casey Stoner per mettere le mani su un mondiale non facile. La scelta delle Bridgestone al posto delle Michelin è un rischio, ma quando il Dottor Rossi rischia riesce sempre a portare a casa il mondiale. In 250 sorge l'astro del riccioluto Marco Simoncelli, che a furia di sportellate e duelli al limite del regolamento strappa il mondiale agli spagnoli. Nel campionato di calcio l'Inter continua a dominare in Italia, ma il suo strapotere viene messo in crisi dall'uscita dalla Champions League, la tensione interna cresce fino al punto da far perdere il posto a Roberto Mancini, campione d'Italia grazie alle due magie di Ibrahimovic che manda il Parma in serie B mentre la Roma, campione d'Italia per 40 minuti, perde in casa del redivivo Catania di Walter Zenga.
Il 2008 dal punto di vista economico è un anno che rimarrà stampato nei libri di storia, anche se ad ora non si sa ancora verso quale scenario si arriverà. I primi mesi del 2008 fino all'estate sono caratterizzate dalla corsa dei titoli legati al petrolio, con l'ENI che fa acquisizioni in tutto il mondo e mette le mani sul gas uzbeko. Il petrolio inizia una corsa folle che porterà il barile ad apprezzarsi intorno ai 160 dollari a barile, con seri probabilità di sfondare quota 200 anni entro la fine dell'anno. Contemporaneamente giunge notizia dagli Stati Uniti dell'esplosione di una bolla speculativa legata ad i mutui subprime. Pochi, pochissimi economisti intravedono il reale pericolo, costruito in anni di speculazione finanziara selvaggia, basata su artifici tanto pericolosi quanto altamente volatili. La crisi finanziaria esplode in maniera devastante in tutto il mondo, spariscono i principali colossi finanziari del mondo nel giro di poche settimane mentre le borse di tutto il mondo perdono un quarto del loro valore totale. Paesi come l'Islanda si scoprono coperti di debiti, gli Stati Uniti, patria del capitalismo, varano un piano di salvataggio pubblico imponente e superiore a qualsiasi piano quinquennale mai prodotto dall'Unione Sovietica. La crisi si sposta lentamente verso l'economia reale, crollano le produzioni industriali, cresce la disoccupazione mentre la FED taglia il costo del denaro. Si naviga a vista, i banchieri mondiali propongono misure di cui non conoscono gli effetti sul medio-lungo termine ma che servono a tamponare l'emorraggia di liquidi. Il costo del petrolio crolla a 45 dollari, con l'OPEC pronta ad operare il più imponente taglio di produzione della storia per rialzare il prezzo. I petro-dollari dei paesi arabi sono pronti ad acquistare aziende in mezza Europa, mentre la Libia aumenta le proprie quote di partecipazione in Unicredit, la principale banca italiana bersagliata da speculazioni e truffe. Quest'anno si chiude con una guerra i cui forti venti spiravano già a novembre. Al 2009 il compito di dare risposte agli interrogativi che ci stiamo lasciando ormai alle spalle.
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Unknown
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