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giovedì 3 settembre 2009

Documenti su Nikola Tesla


Non so quanto possa esserci di vero in tutto questo, so solo che per quanto se ne sa in giro gli ultimi lavori di Nikola Tesla sono realmente stati segretati dagli USA. Fatevi un'idea, a breve posterò la cronaca di un altro paese lontano
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sabato 22 agosto 2009

Un paese a settimana: Paraguay

Per aprire una finestra sul mondo, che dall'Italia osserviamo da dentro un imbuto a causa delle vicende private del premier, dei rigurgiti federalisti della Lega Nord e dal caldo d'agosto che farà spazio al prossimo autunno, caldo grazie alla politica, inauguro una piccola panoramica di storie provenienti dal mondo. Cominciamo dal Paraguay, alle prese con la gestione del gioco del Lotto. Anche nel paese sudamericano il gioco del lotto attira enormi quantità di denaro, sempre più ingenti da quando è cominciata la crisi globale. A spartirsi la gestione del giocattolo quattro società che gestiranno i 30 dollari al giorno spesi dai 54.000 giocatori seriali della "Quiniela". Se una persona la si può conoscere da ciò che si mangia, a volte dalle notizie di un paese se ne può evincere la situazione. Povertà e miseria nel Paraguay di oggi si scontrano con la durezza della vita nelle campagne, dove il padre di un bambino nato prematuramente, dichiarato clinicamente morto da un intero staff di medici che avevano tentato qualsiasi espediente per oltre un'ora, durante il ritorno in paese per la veglia funebre ha ripreso in mano il figlio dalla bara. Un caso incredibile, forse meno tragico di quello uscito da alcuni ospedali nostrani e che lega questi due paesi così lontani. La politica energetica italiana ha ormai puntato molto sul nucleare, mentre a livello internazionale si cerca di rendere l'ENI uno dei principali produttori energetici al mondo. Uno dei mercati da tenere d'occhio è quello dell'idro-elettrico, dove un accordo bilaterale tra Paraguay e Brasile ha stabilito i nuovi termini di sfruttamento della diga più grande al mondo, a Itaipù. Un accordo in realtà rivisto, dato che il Paraguay era in grado di sfruttare solo il 5% del potenziale concessogli dai diritti acquisiti sul bacino idrico nazionale. Con l'intercessione del presidente Lula, dal 27 luglio scorso il Paraguay potrà usufruire dell'energia elettrica prodotta in Brasile grazie all'acqua paraguayana a prezzi ridotti. Insomma, non certo un successo, ma uno dei tanti segnali che fanno capire come il Brasile sia diventato una delle potenze emergenti nel G20 e che testimonia l'enorme ricchezza del Sudamerica, non ancora sfruttata a dovere dai popoli e dalle nazioni che vi abitano.
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Favola palermitana pubblicata su Repubblica.it


Non si può definire Palermo. Ci puoi passare una vita, la ami e la odi con tutte le tue forze, ma da fuori la vedrai solo come una piccola perla di mafia nel Mediterraneo. Per chi arriva la prima volta qui l'unica cosa vera che noti è il traffico, quello vero, che lo stesso Benigni ha assaggiato. Pare che un giorno un palermitano fresco di patente, iniziò a pensare di sorpassare non rispettando la segnaletica e la precedenza. Da allora fu la fine. Perché il palermitano medio applica una sola regola: non mi devo fare fregare. Nel giro di pochi giorni l'epidemia di diseducazione stradale prese tutti e da quel giorno il traffico automobilistico è entrato nel caos senza più riprendersi. La mala organizzata la vedi solo se apri un'impresa sul posto, il comportamento mafioso invece lo noti già quando vedi i bambini uscire dalla scuola, nei rapporti di forza sul posto di lavoro, nei locali la sera. Palermo è un tatuaggio che ti porti appresso ovunque tu vada, con gente straordinaria ed originale. Come Giovanna Bonanno, la strega palermitana impiccata mentre da Parigi partiva la rivoluzione francese. La brava donna forniva aceto per pidocchi come veleno mortale per liberare le povere mogli palermitane dai mariti infedeli, attività probabilmente utile per i tempi, dato che le morti procurate grazie al suo “aceto magico” la possono avvicinare alla definizione che oggi diamo ai serial killer. La magia di Palermo la senti ancora oggi. Se sbirci tra le merlature del castello della Zisa e osservi la città, non puoi dire con precisione cosa si nasconde sotto il manto stradale. Chiese templari, storia e profumi aspettano il viaggiatore che passa di qui. Col tempo, volente o nolente, chiunque passi da qui ne diventa cittadino onorario, portando sulla sua pelle un pezzo di città.

martedì 14 luglio 2009

Il patto tra mafia e stato

Ve lo porto io. Con queste parole Ciancimino jr, ultimo dei cinque figli dell'ex sindaco di Palermo che favorì la discesa dei corleonesi in città, si preparerebbe a consegnare alle procure di Palermo e Caltanissetta la prova autentica del famoso papello, un foglio di carta in cui Totò Riina dettò le condizioni della resa allo Stato in cambio di garanzie per tutti. Niente più attentati e uccisioni di uomini dello Stato in cambio di un più blando controllo sul territorio, niente nomi eccellenti in cambio di una dignitosa custodia in cella, senza colpire i patrimoni delle famiglie. Massimo Ciancimino si era sempre rifiutato di dire agli inquirenti dove avesse nascosto quel prezioso documento, probabilmente vidimato da qualche esponente politico di spicco mai ritiratosi del tutto dalle scene. Molti indizzi portavano ad una cassetta di sicurezza in Francia, a Parigi per la precisione, dove Ciancimino jr si è subito diretto con la moglie dopo aver potuto abbandonare il suo domicilio forzato a Bologna. Si sentiva pedinato, ed infatti alla frontiera con l'Italia ha trovato alcuni magistrati di Caltanissetta ad attenderlo. Ma del magico foglietto non vi è traccia. Almeno fino ad ora, a pochi giorni dell'anniversario della morte di Borsellino potrebbe infatti uscire la prova definitiva del patto che fu stipulato tra Cosa Nostra ed i servizi segreti italiani. Uno degli ostacoli più ingombranti a quel patto avvenuto dopo il maggio del 1992 sarebbe stato proprio Paolo Borsellino, che oltre a scoprire i contatti tra Sismi e Mafia non avrebbe mai permesso di lasciare impuniti i mandanti, reali ed occulti, della strage di Capaci. La volontà di mantenere il controllo politico sulla Sicilia, l'interesse a tenere sotto controllo senza mai debellare realmente la mafia e la prova di un patto tra mafia e Stato chiuderebbe un capitolo sulla storia della prima Repubblica gettando un'ombra sulla situazione attuale. Una situazione in cui, tolta la manovalanza e colpiti i patrimoni, rimane ancora da estirpare quella rete di protezione e di finta omertà che permette ancora oggi alla mafia di essere la prima azienda italiana per fatturato complessivo

Protesta silenziosa contro il DDL Alfano

Contro una legge liberticida come quella proposta dal DDL Alfano, i blogger italiani protestano stoppando l'informazione online che sempre più spesso, purtroppo si affianca, anticipa e sostituisce l'informazione ufficiale imbavagliata dai timori e dal vizio giornalisticamente italiano di non disturbare mai troppo i poteri forti, a scapito della verità e della conoscenza reale dei fatti. Una giornata di silenzio assordante per ricordare a tutti che la differenza tra l'Italia e paesi come l'Iran e la Cina passa anche dalle libertà di espressione, l'idea di bloccare in maniera coercitiva il resoconto dettagliato dell'opera giornaliera di chi ci governa è il primo passo concreto verso una dittatura compiuta.


contro il ddl Alfano

mercoledì 17 giugno 2009

Censura su Internet

Personalmente non mi era mai capitato, ma devo dire che a volte basta poco per vedersi visualizzare un messaggio simile. Spiego cosa è successo: dopo aver visto il programma Complotti, in onda ieri su La7, mi ero chiesto che fine avesse fatto l'ex premier israeliano Ariel Sharon, ed ho chiesto in maniera netta se per caso la sua malattia sia stata causata dallo stesso gruppo che ha fatto fuori Rabin. A spingermi a questo quesito è stata la coincidenza della malattia improvvisa di Sharon in seguito ad una sua apertura ad un dialogo con il popolo palestinese. Ecco quello che è successo dopo:

Ciao frakua86 (frakua86)

Hai inviato contenuti su Yahoo! Answers in violazione delle nostre linee guida della community o dei Termini del Servizio. Per questo motivo, i tuoi contenuti sono stati eliminati. Le linee guida della community aiutano a mantenere Yahoo! Answers un posto sicuro e utile. Per questo motivo, ti ringraziamo di tenerne conto.

Domanda: Ariel Sharon è in coma per colpa di quel gruppo di ebrei tradizionalisti che ha ucciso Rabin?

Dettagli aggiuntivi:

Motivo della violazione:

Se ritieni che l’eliminazione non sia giustificata, ti preghiamo di prendere nuovamente visione delle linee guida e di accertarti, in particolar modo, che i contenuti in questione: 1. Rispettino il formato domanda-risposta e non siano “chat” o comunicazioni personali; 2. Non contengano link a siti esterni o ad altre domande non attinenti con l’argomento trattato; 3. Rispettino le idee altrui, siano espressi con educazione e senza offendere altri membri della community. Se tuttora ritieni che i contenuti siano stati rimossi per errore, contatta l'assistenza clienti spiegando le tue motivazioni.

Saluti,
Il Customer Care di Yahoo!




mercoledì 3 giugno 2009

La sfida di Youtube per la poltrona di casa


Si chiama Youtube XL, extralarge, adatto a tutti coloro i quali stanno puntando ad un altro futuro rispetto al digitale terrestre. Si tratta di un'estensione del sito di Youtube che visualizzerà i video del mega-contenitore di video più famoso al mondo in un formato ed una veste grafica adatta ai nuovi televisori HD. Il gruppo Google prepara quindi un supporto mediatico adatto ad accogliere la prossima rivoluzione del video, che integrerà in un unico sistema internet, tv e telefonia, fissa e mobile. Al posto di cavo, tv e inseparabile decoder governativo, con spese obbligatorie per chiunque possieda un apparecchio televisivo sul suolo italiano, negli altri paesi si punta già all'unificazione dei mezzi più usati e presenti nelle case di tutto il mondo. Se i pacchetti e le offerte iniziano ad essere più diffusi (Fastweb è stata la prima, seguita da poco dall'offerta Alice di Telecom Italia) i supporti iniziano solo ora ad affacciarsi. Microsoft in America si sta muovendo per proporre software che renda compatibile e più comodo l'uso di contenuti tipicamente da pc, come i video in streaming, con la fluidità e la qualità video dei più moderni teleschermi. Un progetto già iniziato e che già con Windows Vista ha raggiunto risultati discreti, tant'è che altre compagnie di software note al mondo (su tutte la Ahead, compagnia che distribuisce Nero Burning Rom) già prevedono programmi in grado di registrare da una postazione tv programmi satellitari ed in streaming, olte che usare la tv come centralino unico per le telefonate e le videotelefonate con la possibilità di integrare Skype alla "postazione unica". Per chi insomma vuole programmare già da ora la sua postazione tv preferita, niente di meglio di una potente unità centrale collegata al cavo telefonico e al proprio schermo per avere in un attimo il massimo della tecnologia disponibile a portata di telecomando.

Francesco Quartararo

venerdì 22 maggio 2009

I ricordi sul giudice Falcone 17 anni dopo

Rosario Gambino doveva rientrare oggi in Italia grazie ad un provvedimento firmato Giovanni Falcone. A 17 anni dalla sua drammatica sparizione cosa rimane dell'uomo, del giudice e del palermitano che lotta contro la mafia? Rimangono sicuramente le idee che hanno ispirato a denunciare il pizzo, un'attività sicuramente molto più redditizia che in passato. Oggi come allora ci sarà il Presidente della Repubblica in città. Ma quante cose sono cambiate. Per cominciare l'aria che si respira. Non quella di una primavera che a Palermo sa già d'estate e creme solari, ma quella che 17 anni fa si respirava in città appena saputo dell'attentato lungo l'autostrada all'altezza di Capaci. Un'aria ferma, come se fosse in corso un'eclissi solare, durante la quale un leggero vento spazza via le strade vuote e silenziose. Il primo squarcio, eco lontano di un'esplosione ben più fragorosa, lo sento provenire dalle volanti della squadra mobile e di tutto il corpo della polizia, sceso all'unisono per strada in un unico ruggito di rabbia, disperazione, sconforto. Da uno schermo gracchiante, in uno studio grigio, un giornalista dalla faccia scura scandiva quelle parole tremende. Il giudice Falcone, Francesca Morvillo e la sua scorta sono stati fatti saltare in aria da una bomba all'altezza di Capaci. Una bomba, sembrava la guerra, un'imboscata vile sottrasse dei giusti ad una battaglia non ancora finita. Allora il presidente Scalfaro, fresco di elezione, fu preso a sassate da una folla inferocita. Ci speravano in tanti, magari non ci hanno creduto in fondo, ma due palermitani, Falcone e Borsellino, che lottavano per sconfiggere la mafia nella loro terra, per la loro terra, avevano incendiato i cuori di tutti. Da allora nulla è stato più come prima, sia i processi, le pene, che gli intrighi di potere. Nessuno potrà mai rimpiazzarli, capire fino in fondo cosa vuol dire respirare quell'aria di mafiosità che parte dalle strade della città, dei vicoli della Kalsa, di Ballarò e della Vucciria, si trascina nelle scuole, negli uffici, nei palazzi del potere, in famiglia, nelle riunioni di condominio, allo stadio. Mafia non è un marchio, un'associazione a delinquere o una s.p.a., è un modo d'essere. Il sorpruso che diventa minaccia, paura, silenzio, dimostrazione di forza. Quello che è mio è mio, quello che è tuo te lo concedo perché decido io o perché te lo strapperò con la forza. Il resto è buono solo per i paparazzi e per Hollywood. Niente magliette di Giovanni Falcone qui nel 2009, nelle bancarelle per turisti trionfa the Godfather, con Marlon Brando nella sua posa classica. Oggi come allora le idee di FAlcone camminano sulle nostre gambe, le gambe di chi bambino vedeva quel mondo come assurdo, e che crescendo lo trova grottesco. Ni facimmu un martiri, ne abbiamo fatto un martire, dissero i suoi carnefici. Triste la terra che ha bisogno di martiri per poter crescere. Oggi la mafia si da per morente, le sue strutture sono deboli, manca un leader. MaGiovanni Falcone qualcosa sopravvive, si provano a regolare i conti del passato, le revolverate ogni tanto fanno scruscio, rumore, ma le manovre sotterranee per piazzare i politici giusti in Europa, nei capoluoghi di provincia, alla Regione, vanno avanti senza colpo ferire. Nel silenzio di chi non crede alla fine di una vessazione feudale, nel disicanto dei vecchi che ripetono che la mafia non sparirà mai, nella rabbia dei giovani e nel rinnovo del mito del mafioso figo, alla moda, che fa picciuli a palate e si fa rispettare, crescono le nuove generazioni, reclutate dall'ignoranza di chi guarda alla mafia solo come folklore. Questo è il nostro Afghanistan, il nostro Vietnam e il nostro Iraq se preferite, una nuova guerra di mafia è stata scongiurata a dicembre dall'operazione Perseo, quando la città era avvolta in un lungo respiro, come la quiete prima della tempesta. Il piombo purtroppo non manca, anzi da circa una settimana vengono alla luce i vecchi arsenali nascosti.
Manca la fiducia nella gente comune, l'intransingenza vera della politica (non quella che unge le casse regionali con manifestazioni antimafia piene di tante belle parole e poi fa finta di scordarsi "degli amici" che portano voti). Qua la guerra continua, aspettiamo il via ai fuochi d'artificio, quando assieme ai capi salteranno poltrone eccellenti, da Palermo sino a Roma e ancora più su, passando da Milano fino a Bruxelles, Dusserdorlf, New York ed una delle tante ambasciate siciliane all'estero. Affinché quando un siciliano è all'estero gli si possa dire ah, Falcone, antimafia, cassata, cannoli, cancellando dalla storia tutto il resto.

Francesco Quartararo

martedì 5 maggio 2009

Il Financial Times si occupa degli impianti eolici siciliani



I magistrati antimafia siciliani hanno aperto un'inchiesta approfondita sul settore legato all'energia eolica dove politici locali, imprenditori e gang criminali sono sospettati di collusione nell'accaparramento di denaro proveniente dagli impianti eolici prima della loro eventuale vendita alle multinazionali. I sussidi italiani ed europei per la costruzione degli impianti eolici ed i più alti tassi di garanzia per l'elettricità prodotta, corrispondenti a 180 euro per kw/h, hanno attirato nel sud Italia l'interesse del crimine organizzato. Roberto Scarpinato, un procuratore veterano nell'attività antimafia a Palermo, ha riferito al Financial Times come le sue investigazioni partite la settimana scorsa, si stiano focalizzando sulle tre grandi province di Palermo, Trapani ed Agrigento. Una prima indagine per un caso vicino Trapani, nella Sicilia occidentale, si era risolto con otto arresti in febbraio, con l'accusa di sospette vicinanze tra la famiglia mafiosa locale (e i politici locali, ndr) che avrebbero offerto soldi e voti in cambio dei permessi di costruzione degli impianti eolici. "Operazione Eolo" ha rivelato come la Mafia promise ai politici locali di Mazara del Vallo soldi e voti in cambio dell'aiuto per l'approvazione degli impianti eolici. Tra i sospettati, Matteo Messina "Diabolik" (denominato così per il suo desiderio di montare delle mitragliatrici sulla sua auto) Denaro, uno dei latitanti più ricercati in Italia. I procuratori sospettano che la mano della mafia abbia permesso di fissare e costruire gli impianti eolici che sarebbero poi stati venduti a compagnie italiane o eventualmente anche estere. Gli inquirenti locali hanno affermato al Financial Times come in un episodio atto a rimarcare il controllo sul settore, la mafia sia sospettata di aver distrutto due torri eoliche che erano conservate nel porto di Trapani dopo la loro consegna da parte di una nave proveniente dal nord Europa. "Si tratta di un sistema raffinato di collegamenti tra imprenditori e politici. Un gruppo potente di persone controlla il settore eolico. Esistono molte compagnie, ma ci sono le stesse persone dietro", afferma Scarpinato, le cui indagini hanno evidenziato l'evoluzione della mafia in una moderna organizzazione imprenditrice. Cosa Nostra si sta evolvendo, trovando nuove opportunità di arricchimento, incluso il settore delle energie rinnovabili, sfruttando la sua storica presa sul territorio, sulla capacità di costruzione e abilità nella corruzione dei politici locali. Molti impianti eolici costruiti da compagnie sospettate di essere collegate alla mafia non hanno funzionato per uno o due anni, in alcuni casi per l'utilizzo di materiali scadenti. "Cio che è incredibilie è che gli sviluppatori prendono denaro pubblico per costruire impianti eolici che non producoino elettricità" spiega il procuratore. Il governo regionale siciliano, cosi come quello calabrese e della Basilicata sul continente, hanno sospeso le autorizzazioni sui nuovi impianti eolici in parte proprio per sospette infiltrazioni criminali e poca trasparenza sui reali possessori delle compagnie appaltatrici. Molti, se non tutti gli impianti eolici in Sicilia, cominicano come progetti di imprenditori locali che speculano in un mercato secondario, relativo ai permessi di costruzione. Una volta costruiti, la maggior parte degli impianti vengono venduti tramite intermediari italiani ad alcune multinazionali. L'inglese International Power è il più grande operatore nel settore dell'energia eolica in Italia. Tra le altre compagnie troviamo l'taliana Enel e la tedesca Eon attraverso la sua partecipazione tramite la spagnola Endesa. Anche la francese EDF ha degli assett in Italia. Mentre le compagnie internazionali conoscono le identità dei loro sviluppatori siciliani, non ci sono prove che esse siano coinvolti in associazioni mafiose. Ad ogni modo l'Italia si presenta male all'appuntamento che l'Unione Europea ha fissato per il 2020 riguardo le emissioni di CO2, nonostante il settore delle energie rinnovabili stia crescendo molto rapidamente attraendo numerosi investimenti stranieri. International Power divenne il più grande operatore del settore nel 2007, con la sua partecipazione al portafoglio di Maestrale, proprietaria di molti impianti eolici italiani, inclusi cinque in Sicilia, per un valore complessivo di 1,8 miliardi di euro.

Traduzione di Francesco Quartararo

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lunedì 27 aprile 2009

Febbre mortale dal centro america. La Mappa della Crisi


View H1N1 Swine Flu in a larger map

Quella che vedete è la distribuzione del virus H1N1, meglio noto come febbre suina. L'attenzione è alta, lascio questo strumento a disposizione dei miei lettori per consultare rapidamente la situazione.

F.Q.

giovedì 23 aprile 2009

A lungo termine: cosa può nascere dal G20, cosa può produrre la crisi

Una riflessione nata dal vivo ascolto dell'intervista che Gianni Minoli ha condotto con Romano Prodi come interlocutore, una visione a largo specchio rispetto agli stretti spazi concessi dall'analisi spesso miope rispetto all'analisi quotidiana che si limita ad un bollettino di cifre più che ad un'analisi approfondita. L'idea è che la crisi vada risolta con l'accordo definitivo tra politica ed economia dei ruoli che le competono: guida e direzione del convivere civile l'uno, strumenti di crescita economica l'altro. Sembrano affermazioni banali, ma in una crisi determinata dal liberismo selvaggio, pensare di perpetuare l'inclinazione naturale del capitalismo, che in questi anni è stata ulteriormente pompata da una classe politica che si è illusa di indirizzare l'economia, o risolvere il tutto con interventi neo-comunisti, ovvero con interventi governativi che limitano la libertà d'azione dell'economia, innescando quei meccanismi che hanno fatto detonare l'URSS su se stessa non è più pensabile. Occorre creare un sistema economico che non ha ancora un nome, ecoliberismo, socio-capitalismo se preferite, ma che deve comunque paritre da alcune costatazioni da cui nessuno può più prescindere:

  1. Qualsiasi progetto politico ed economico, a livello locale e globale, deve sempre mantenere un contatto con la realtà. Tutto ciò che viene creato, in termini economici, deve tenere conto del lavoro effettuato sul bene prodotto. La lezione di Marx relativa al valore aggiunto va coerentemente inserita in uno schema in cui la competizione tra soggetti economici sia regolamentata da regole ferree, stabilite a priori dai paesi che muovono l'economia mondiale. Stabilite le regole ed il valore reale di qualsiasi prodotto, la "mano invisibile" di Adam Smith può creare un mercato sano.
  2. Qualsiasi tipo di soluzione politico-economica intrapresa, a breve, medio e lungo termine, deve ormai tener conto dell'impatto ambientale che può comportare. In prospettiva la Terra potrà arrivare ad ospitare 10 miliardi di esseri umani o forse il doppio entro la fine del prossimo secolo. Le risorse a disposizione sono limitate per uno sviluppo ecologicamente sostenibile. I cambiamenti climatici in atto (prodotti dall'uomo o meno) coinvolgono sicuramente paesi che si trovano già ora ad affrontare nuovi eventi climatici, più violenti o inaspettati. La storia umana si misura su migliaia di anni mentre i cambiamenti sul clima e sulla geologia del nostro pianeta investono cicli più ampi di cui l'uomo deve pur tener conto. Aumentando la quantità numerica di abitanti e la nostra capacità di operare modifiche visibili sul territorio, necessariamente l'impatto ambientale della specie umana modifica le condizioni di vita sul nostro pianeta e può accellerare (o rallentare) processi che non conosciamo appieno. Ecco perché le politiche economiche del G20 partono proprio dalla considerazione realistica dei territori fisici in cui si opera: non solo nazioni fatte di cittadini, ma nazioni fatte di cittadini che vivono in un territorio, che subisce mutamenti, e che come i cittadini e le nazioni vanno tutelati.
  3. A guidare l'economia mondiale, oltre ai paesi del vecchio blocco NATO ed ex comunisti, vanno messi allo stesso tavolo i paesi dell'OPEC, Cina, India e gli stati guida del Sudamerica. Non va dimenticata l'Africa, che al momento porta avanti solo il Sudafrica come stato in grado di proporrre un'economia valida a livello internazionale, ma che comunque prima o poi presenterà altre realtà nazionali come rappresentanti del continente nero.

Dalle macerie di una recessione globale che vedrà il PIL mondiale tornare indietro di una cifra tra l'1% ed il 2%, con un dato che per l'eurozona vedrà diminuire in misura del -4% (con l'Italia leggermente al di sopra della media) si esce sicuramente con investimenti nuovi, coraggiosi, proiettati al futuro: un paese che punta solo ai beni di lusso o all'artigianato di qualità, senza competere nella velocizzazione dei servizi, nella produzione di sistemi di comunicazioni sempre più integrati, veloci ed in grado di portare sul mercato in tempi sempre più stretti le innovazioni provenienti dalla ricerca non è in grado di sopravvivere nel mondo che verrà. Servizi che passano da infrastrutture che seguano parametri di sicurezza accettabili, in grado di trasportare su rotaia un volume di merci doppio rispetto all'attuale, con un rilancio della produzione di beni primari di qualità. Un tessuto politico ed economico che sappia indirizzare le industrie pesanti come quelle siderurgiche in un progetto poderoso in grado, soltanto in Italia, di lanciare contemporaneamente due settori: quello turistico e quello industriale. Quale volume di denaro può essere messo in moto dalla sistemazione graduale dell'intero patrimonio architettonico storico italiano secondo i nuovi parametri antisismici? Un progetto in grado di azionare investimenti poderosi anche dall'estero che avrebbero come boomerang virtuoso un aumento del flusso turistico che a catena attiva altri settori. Un altro settore che potrebbe essere proiettato verso il futuro riguarda il tessile, con la creazione di indumenti prodotti con tessuti naturali, vernici a basso impatto ambientale in grado di interagire con le tecnologie avanzate: chi sarebbe disposto a comprare un giubbotto naturale, traspirante, fotosensibile e autoalimentato dall'energia cinetica dell'indossatore, in grado di cambiare colore o tema a secondo dei gusti del compratore, in grado di acquistare online nuovi "temi" per il proprio giubotto, camicia o t-shirt? Magari un giubotto o un k-way integrato ad una mappa satellitare per chi si deve orientare in mezzo alla giungla urbana, o scarpe che segnalano la temperatura interna del piede e mette in guardia l'utilizzatore dal rischio di un antiestetico odore proveniente da calzature troppo usate. Idee che coniugano la tradizione di un paese come l'Italia con la direzione che il mondo che verrà già indica: più tecnologia nel rispetto dell'ambiente.

Dal punto di vista politico la riflessione si chiude con un'utopia, dichiarata da Romano Prodi, che può accendere diversi allarmi ma che in prospettiva sarà resa necessaria dagli eventi. Non ora, non domani, forse tra altri 500 anni, ma in una direzione le cui basi sono state poste da organismi come l'ONU, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e tutti quegli strumenti di controllo e indirizzo internazionale figli del secondo dopoguerra. Per rispondere al meglio ed in maniera sempre più tempestiva a crisi economiche, guerre, aspettative politiche e sociali, la tendenza da inizio del secolo scorso ad ora, è quella di creare organismi sovrannazionali in grado di dettare le regole del gioco. Un gioco che in campo militare è retto dalla NATO, a livello politico dall'ONU e dal punto di vista economico dal G20 e dai vari organismi delegati. Alla luce dei nuovi fatti, un Nuovo Ordine Mondiale è inevitabile. Non può essere arrestato, le forze centrifughe riguardanti le differenze economiche, religiose, etniche sono troppo deboli per resistere alla necessità della politica internazionale, dell'economia globale e della criminalità organizzata. Un'intuizione questa derivante da una costatazione fatta in tempi non lontanissimi dallo stesso Giovanni Falcone: la criminalità organizzata (ed i suoi figli moderni, come il terrorismo islamico e quello ecologico, non ancora espressosi in maniera eclatante ma salito prepotentemente alla ribalta) si muove già in un unico tessuto globale in grado di influenzare l'economia di interi paesi, drogare il sistema politico e distruggere il tessuto sociale. In tal senso, un'anti-sistema che si muove con successo nel mondo globalizzato da almeno vent'anni, presto o tardi sarà imitato dal sistema politico-economico a noi noto. Anticipo le numerose obiezioni e lacune sull'argomento relativo al Nuovo Ordine Mondiale, la sua inevitabilità e la sua creazione segnalando una serie di link per potersi fare un'opinione a riguardo:

Link1

Link 2

Link 3

Link 4

Link 5

Francesco Quartararo

sabato 18 aprile 2009

Come ci si prepara al G8 all'Isola d'Elba, parte terza

Prima del G8 dell'isola d'Elba ci si occuperà a Siracusa del cosidetto G8 ambientale, in cui necessariamente si parlerà delle centrali nucleari che l'Italia, in barba ai nuovi investimenti in energia rinnovabile e rinnovabile, cioè praticamente infinita, si è impegnata. Proporrò ora tre video per capire al meglio alcuni dei rischi e dei vantaggi delle centrali nucleari, lasciando per il finale una dovuta precisazione.



Questo è uno dei possibili rischi, ma come saranno le centrali nucleari del futuro, quelle per cui l'Italia si è impegnata in patnership con la Francia? Vediamo questo filmato esemplificativo:

Infine lascio il lettore con una domanda fondamentale. Il nostro paese è attraversato da interessi criminali ingenti riguardante il mercato dei rifiuti, mi riferisco ai miliardi di euro che la camorra ha guadagnato riempiendo la Campania di rifiuti persino in alcune bocche spente del zone a rischio sismico in ItaliaVesuvio. Cosa accadrà alle scorie nucleari prodotte in Italia? Quali nuovi metodi inventerà la criminalità organizzata per guadagnare dallo smercio di scorie radioattive? Ed in più, le centrali nucleari di cui si parla sono necessariamente
prova di terremoti, ora immaginate cosa potrebbe accadere ad una centrale nucleare cosrtuita in Italia con i nostri standard di sicurezza, siamo sicuri che il gioco valga la candela?



venerdì 17 aprile 2009

Dossier Abruzzo

L'approfondimento scientifico sul terremoto:

Partiamo dalle considerazioni di tipo scientifico relative all'evento sismico. Il terremoto abruzzese segue perfettamente le caratteristiche che un evento sismico può provocare in una frattura come quella eurasiatica su cui vengono esercitate forti pressioni. Per quanto riguarda l'Italia una delle zone di "tensione" passa proprio da quelle linee. Ecco una mappa esemplificativa riguardante alcuni dati che è importante conoscere prima di andare ad analizzare qualsiasi tipo di responsabilità umana, in quanto se si può discutere all'infinito sulle costruzioni antisismiche crollate, il numero delle vittime sottostimato, l'uso di materiali scadenti ed i molteplici interessi messi in moto, la natura non scherza affatto:


Visualizza Faglia in Abruzzo e zone a rischio in una mappa di dimensioni maggiori



Commentando la mappa si potranno notare due aree gialle, considerate dagli esperti ad altissimo rischio per quanto riguarda probabili eventi tellurici di grosso impatto, mentre sulla mappa interattiva, con numerosi link riguardanti spostamenti medi annui e molte curiosità, ho inserito un segnaposto indicante il Vesuvio, zona densamente abitata in cui un'eruzione di tipo esplosivo non lascerebbe scampo a migliaia di persone. Grattacieli, palazzine e villette allegramente costruite dalla camorra, avvallate dalla ricerca di una casa di proprietà e molta incoscienza all'italiana potrebbero portare a pagare un prezzo troppo alto. Altro grosso problema. All'inizio di questo post ho definito il terremoto in Abruzzo un evento in linea con le caratteristiche della zolla eurasiatica con margini trasformi, ovvero in movimento per scorrimento, come accade per la nota Faglia di Sant'Andrea. Già questo dovrebbe mettere in allarme riguardo la necessità di applicare al meglio i criteri antisismici approntati in seguito al terremoto nel vicino Molise e rinviati al giugno 2010 in seguito all'approvazione del decreto milleproroghe, in attesa di nuove decisioni da parte del Consiglio dei Ministri. Una delle anomalie del terremoto abruzzese riguarda invece lo spostamento registrato dopo la scossa principale del 6 aprile: ben 15 cm di slittamento per una faglia che normalmente si sposta di circa 1 cm l'anno nei suoi cosidetti hotspot, ovvero i punti di movimento documentati nella mappa fornita dalla Nasa ed inserita nella mappa interattiva. In un articolo di Repubblica datato 16 aprile 2009 si afferma che gli esperti californiani stimano che al 97% entro i prossimi vent'anni dalla Faglia di Sant'Andrea si sprigionerà un'energia tale da provocare un terremoto di magnitudo 7,5 della scala Richter. Un evento simile potrebbe verosimilmente verificarsi nel sud Italia, anche se al momento la Protezione Civile preferisce non aumentare le preoccupazioni della popolazione e qualche timida ammissione inizi ad arrivare. Il ponte sullo stretto di Messina stando al progetto ufficiale è costruito per resistere a scosse leggermente superiori al 7° grado della scala Richter, quindi eventi abbastanza forti. Stessa cosa non si può dire per tutta la zona barocca della Val di Noto, con le relative abitazioni civili che in media hanno almeno venti-trent'anni alle spalle.



Le infiltrazioni poco chiare nella costruzione e gestione dell'edilizia abruzzese:

Questo capitolo purtroppo porta ad indagare verso collegamenti evidenziati soltanto da materiale pubblicato online e che può essere oggetto di indagine da parte della magistratura. Data la condizione privilegiata del blog come luogo di condivisione di idee e conoscenze personali, non assimilabili quindi a pubblicazioni periodiche effettuate da una testata giornalistica, intendo proporre numerosi elementi di riflessione riguardante il come e perché edifici pubblici e privati si siano sbriciolati nonostante le garanzie presentate dai costruttori riguardo la loro stabilità in caso di eventi sismici.

La casa dello studente ed altri edifici pubblici sono stati oggetto di indagine giornalistica da parte di Attilio Bolzoni su Repubblica, in cui si appura come la responsabilità giuridica di quelle strutture appartenga alla Regione Abruzzo, Roberto Saviano ha invece evidenziato i collegamenti che legano la camorra agli appalti edilizi in Abruzzo.
Per entrare nello specifico, le gare d'appalto organizzate dallo Stato (proprio ieri in Sardegna un sindaco è stato denunciato per aver completamente saltato la fase d'asta pubblica) vengono organizzate indicando una cifra di massima per la realizzazione di un'opera pubblica che viene commissionata ad imprese private. La compagnia che si offre di costruire la struttura con una spesa minore si aggiudica l'appalto. E la sicurezza? I soldi risparmiati possono essere usati per ungere gli uomini giusti addetti al controllo o possono semplicemente essere girati ad una catena di subappalti ad altre aziende, vere o fittizie, così numerosi da scoraggiare le indagini in tal senso. Un rivolo di soldi spartiti tra notabili e uomini poco noti al grande pubblico, misteriosamente spariti all'indomani del crollo di numerosi edifici. A riguardo segnalo come fra il 23 ed il 25 ottobre si tenne a Montesilvano d'Abruzzo un convegno sui grandi progetti del Mediterraneo, meeting internazionale su iniziative "sane e compatibili con lo sviluppo sostenibile", sponsorizzato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, la Regione Abruzzo ed i rappresentanti delle province dell'Aquila, Pescara e Chieti, la Banca di Credito cooperativo, Associazione costruttori di Confindustria Chieti, unite per un nuovo piano edilizio in vista dei giochi del Mediterraneo previsti a Pescara tra il 26 giugno ed il 5 luglio 2009, che avrebbero sicuramente offerto una vetrina in più alla zona. Nell'elenco degli invitati spiccano imprese edili, enti locali e stando a quanto riportato in questo reportage, una vecchia conoscenza, ovvero quel Parlamento Internazionale per la sicurezza e la Pace di cui ho già parlato il 30 agosto 2007 ed il 12 ottobre dello stesso anno. Il "gestore" del Parlamento Internazionale per la sicurezza e la Pace, tale Vittorio Busà, è stato più volte accusato di falsificare firme e documenti con intestazioni di vari organi statali in giro per il mondo, l'ultimo dei quali riguarderebbe un premio assegnatogli dall'ex presidente George W. Bush sull'active lifestyle. Un'altra occasione per riutilizzare preziosa carta bollata con la quale muoversi in ambito internazionale, tessere accordi e poter chiedere all'IBSSA un robusto sostegno. IBSSA che ha fornito agenti scelti persino durante la campagna elettorale di Barack Obama e che tra i suo dirigenti ha Mr Jerry Brumley, noto esponente americano della massoneria di rito egiziano. Una matassa di interessi che in qualche modo si è concentrata in Abruzzo in occasione di un evento che doveva pianificare su quel territorio una serie di appalti edilizi, con il bene placito degli enti pubblici, ambienti grigi della massoneria internazionale che si avvalgono di strutture para-militari, in grado di reperire i fondi e gli strumenti di persuasione per dirottare le gare d'asta verso concorrenti "favorevoli", che spargono sabbia marina nei palazzi per ridurre i costi, prelevando denaro pubblico per altri scopi. In Abruzzo come in altre parti d'Italia gli appalti edilizi presentano numerose zone d'ombra, squarciate ciclicamente da eventi sismici che dimostrano quell'intreccio mortifero fatto di connivenze, mezze parole ed omertà in cui vengono inghiottiti fondi pubblici.

Quali prove esistono?

Questo compito spetta alla magistratura ed al pm dell'Aquila che ha avviato le indagini, ogni cittadino ha il dovere di far conoscere tutti gli elementi che possono essere utili per cercare di chiarire la situazione. In chiusura voglio lasciare una piccola riflessione a margine dell'intera vicenda: perché tanta fretta nel togliere le macerie, fare funerali di stato e parlare dopo soli due giorni di New Town? Senza l'evento in Abruzzo ci si sarebbe "dimenticati" delle norme antisismiche al momento non obbligatorie per legge? E poi, su cosa saranno costruite queste new town, come mai stabilita una cifra per la ricostruzione (l'Irpinia e la Valle del Belice per nominare due esempi eclatanti) cresce a dismisura? I materiali cambiano o forse la voragine di tangenti ed interessi collaterali è inevitabile quando si approntano piani edilizi in un settore ad alta permeabilità mafiosa? Affido l'ultima domanda sull'intera vicenda ad un link per far riflettere sulla reale portata di questo terremoto: che fine hanno fatto il 90% degli abitanti dell'Aquila che avevano un contratto di affitto in nero?


Macchia 1986
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giovedì 9 aprile 2009

Come ci si prepara al G8 all'Isola d'Elba, parte seconda

Strasburgo, dove i grandi della Terra hanno parlato dell'alleanza militare della NATO che in quei giorni ha eletto Rasmussen come comandante supremo. Mentre l'opinione pubblica in Italia era investita dalle movenze "buffe" del nostro premier a Strasburgo la rabbia e la violenza dei black block si è saldata pericolosamente con l'esasperazione degli abitanti delle banlieues, esasperati ben prima dell'elezione di Sarkozy. Quello che deve far riflettere, e a farlo sono stati anche numerosi sociologi, europei e non, è che questo genere di proteste assumono sempre più la fisionomia della rivolta popolare, occorre dare al più presto risposte concrete alle nazioni colpite dalla crisi economica anche per evitare pericolose derive antidemocratiche, sia in politica che all'interno del tessuto sociale.




mercoledì 8 aprile 2009

Come ci si prepara al G8 all'Isola d'Elba, parte prima

Mentre la Grecia vive dall'inizio dell'anno un movimento di protesta che ha praticamente bloccato per diversi giorni qualsiasi attività e la Moldava chiede occupando il Parlamento di ricontrollare i voti, presento la prima di una serie di post per descrivere il G8 dell'isola d'Elba, storico per il periodo in cui viviamo e che speriamo non sia come quello di Genova del 2001, quando i veri colpevoli di quel disastro furono promossi per essere sottratti ad indagini serie. Cominciamo facendo notare in questo filmato come i no global di cui si parla nei tg sono i manifestanti pacifici e casinisti che letteralmente invadono le capitali europee, poi abbiamo i black block, a viso coperto e con i cappucci, specializzati in devastazione e guerriglia urbana, in grado di guadagnare i titoli dei giornali e di depistare l'opinione pubblica nei confronti delle proteste silenziose e numericamente più rilevanti. Poi abbiamo le forze dell'ordine, a volte animate da una strana voglia di farsi giustizia da soli. Il filmato riguarda proprio l'unica vittima del G20 di Londra, quel signore con le mani in tasca spintonato dall'agente e che da lì a poco morirà per infarto. In seguito, dopo questo incidente, gli stessi black block agiranno in maniera molto più violenta a Strasburgo, ma di questo mi occuperò nel prossimo post. Per cominciare sin da ora a dare una copertura mediatica adeguata a movimenti di protesta sanciti dalle costituzioni dei paesi occidentali, perché a volte protestare il proprio dissenso può essere una forma di crescita per la società e nuova linfa per i partiti delegati dai cittadini nello scrivere le regole della vita democratica. Ma anche per documentare quanto la gente sia stufa di essere presa in giro da coloro i quali hanno creato la crisi economica e continuano ad approfittarne per aumentare i propri guadagni.



lunedì 6 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo: cosa bisogna sapere e cosa si può fare

La prima cosa assolutamente da precisare, in modo netto è che al momento la scienza non è in grado di prevedere alcun terremoto. Può essere registrato, si possono intuire le zone più a rischio e determinare dei modelli efficienti dei possibili danni che sono utili subito dopo la scossa di terremoto più forte. L'intuizione di Giampaolo Giuliani riguarderebbe uno dei gas sprigionati dalla terra durante le prime fasi di un terremoto, l'ormai famigerato Radon, gas nobile che trova numerosi utilizzi, sia di tipo sperimentale, in quanto il radon risulta essere radioattivo ma stranamente trova delle applicazioni per la cura di alcune malattie legate all'apparto respiratorio. Il gas nobile più denso che si conosca cela ancora diversi segreti sui suoi effetti principali, ma in generale si sa che può presentarsi lì dove si vengono a creare crepe o si aprono pozzi artesiani abbastanza profondi, nonostante il radon sciolto in acqua al momento non è in diretto collegamento con malattie dell'apparato respiratorio. Sulla validità del metodo proposto da Giuliani al momento non è possibile dare alcun giudizio. In senso negativo non si può negare come prima di un terremoto ci siano degli elementi che possono segnalare una scossa di terremoto, ma al momento non è stato dimostrato come si possono interpretare i segnali che precedono una scossa di terremoto. Giuliani è un geologo che lavora nel laboratorio sotterraneo del Gran Sasso, terminale tra l'altro del mega-impianto che parte dal CERN in cui, oltre allo studio dei buchi neri, si studiano i comportamenti della crosta terrestre. Alla maggior parte degli internauti il nome del progetto H.A.A.R.P. non risulterà 
mappa del sisma
nuovo, un progetto di tipo militare che riguarda lo studio dell'atmosfera e della ionosfera su cui vengono proiettate, durante eventi sismici, notevoli quantità di energia inglobate nella crosta terrestre. Quando sarà possibile ragionare a mente fredda su questa serie di eventi tornerò sull'argomento per cercare di approfondire al meglio la vicenda, mentre al momento chi volesse fornire un aiuto attivo, indispensabile non solo in queste prime ore ma di cui ci sarà bisogno per almeno i prossimi sei mesi, di contattare il numero della protezione civile di Pescara (085 2057631) e di utilizzare principalmente i conti correnti bancari per inviare aiuti. Al momento voci di corridoio dicono che le compagnie telefoniche negli sms di aiuto tengano circa il 60% degli introiti, ma questa voce deve essere ancora verificata. Non lasciate che l'attenzione cali, un aiuto, anche minimo, per chi era pronto a festeggiare la Pasqua ed ora si trova senza niente, servirà più di qualsiasi polemica.

Francesco Quartararo

martedì 31 marzo 2009

E-government: non è uno scherzo

L'intero patrimonio legislativo regionale sarà disponibile da domani online per tutti gli internauti, studiosi di diritto e cittadini siciliani interessati a conoscere in toto lo Statuto Siciliano. Realizzato in partecipazione con la società Dbi s.r.l. che realizza materiale interattivo per la regione dal 1994, metterà a disposizione sul sito della Regione Siciliana l'intero apparato legislativo che differenzia la Sicilia dalle altre regioni italiane. Un piano che sulla carta doveva essere implementato in tutte le regioni italiane già a partire dal 2003, mentre il governo, per bocca del Ministro della Giustizia Angelino Alfano, sta seriamente pensando di far salire l'Italia nella classifica dei paesi che controllano in maniera stretta la Rete. Un progetto che oltre all'identificazione dell'indirizzo IP allegherà al numero in serie nome e cognome dell'utente che naviga online. Un modo per rintracciare chi scarica musica (il)legalmente, film, cerca notizie "sensibili" e anticipazioni di scelte politiche, installazioni militari previste nei decreti legge ed inseriti a margine di leggi quadro scritte sull'onda emotiva di fatti di cronaca, un pò come è successo per l'installazione della base militare di Niscemi. Un controllo della rete che da sempre rappresenta l'anticamera del controllo pressocché totale dell'informazione, della costruzione delle opinioni in maniera sempre più eterogenea, permettendo anche un arricchimento culturale e sociale dei naviganti intenti ad attività lecite. Chi vuole delinquere e praticare attività illecite lo farà a prescindere sia dal luogo che dalle limitazioni approntate. Dove c'è un controllo ci sarà sempre un controllore a cui sarà concesso un potere ed una conoscenza dei fatti privati di milioni di utenti enorme. In attesa di passare indenni dall'attacco previsto per domani del Superworm, la vera rivoluzione nell'e-government non può partire dai software, bensì deve essere il risultato di una rivoluzione culturale all'interno della pubblica amministrazione, abitata generalmente da un'umanità che vede di cattivo occhio le novità, le giovani idee e la meritocrazia generata dal lavoro serio ed efficiente.

Francesco Quartararo Inserisci linkInserisci linkInserisci link Inserisci link

lunedì 9 marzo 2009

La Sicilia al centro dello scudo spaziale

081103-N-9698C-001 WAHIAWA, Hawaii (Nov. 3, 20...Image via Wikipedia

La Sicilia al centro del sistema difensivo NATO dello scudo spaziale. Il
sistema radar MUOS doveva inizialmente essere piazzato nella base
NATO di Sigonella, ma lo spettro elettromagnetico e la p
otenza usata dal
radar avrebbe innescato autocombustioni all'interno della base che
avrebbero potuto innescare, anche a distanza, i missili e tutto il materiale
esplosivo presente nella base. Nel frattempo l'azienda Team Niscemi Muos
con sede legale ad Arcugnano, in provincia di Vicenza, negli stessi locali
della prima azienda italiana per la costruzione di impianti elettrici per
strutture civili e militari, è stata creata apposta con la compartecipazione di
capitali statunitensi e conoscenze italiane, soltanto per costruire le strutture

logistiche da installare in contrada Ulmo, a Niscemi. Un progetto da 13 milioni di dollari che permetterebbe alle forze Nato di potenziare le comunicazioni con le forze terrestri, navali, aeree ed aerospaziali in tutta la zona del nord Atlantico e nord Pacifico e che coprirebbe gran parte del Mediterraneo e dei paesi che vi si affacciano da eventuali minacce missilistiche provenienti da gruppi terroristici. Ma uno degli aspetti più
controversi del MUOS riguarda non solo l'inquinamento elettromagnetico,
ma anche i rischi concreti per la salute derivanti dalla potenza di queste
antenne. Secondo alcuni studi l'esposizione ad alte quantità di microonde,
oltre a provocare intense autocombustioni, abbassa nettamente i livelli di
emoglobina presenti nel sangue e innalza vertiginosamente quelli del
colesterolo, oltre che alterare i segnali elettrobiologici delle fibre nervose e
muscolari. Secondo un dossier redatto da Francesco Mantegna Venerando,
a capo del gruppo interistituzionale di osservazione dei fenomeni di
Canneto di Caronia istituito dalla presidenza del consiglio dei ministri, gli
effetti delle microonde a scopo militare potrebbero spiegare quanto
accaduto nel 2004 nel paesino messinese, alle prese con strani fenomeni di
autocombustione.

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martedì 17 febbraio 2009

La mafia investe sull'eolico e lo Stato rimane a guardare

I boss di Mazara del Vallo l'hanno capito subito. Con l'installazione dei pali eolici a Mazara del Vallo si fanno soldi a palate. Anzi, dalle intercettazioni che gli inquirenti hanno raccolto per incastrare i colpevoli, pare che i boss già nel 2006 avessero intimato "qua non si alza un palo se non lo dico io". E così Vito Martino, assessore e consigliere comunale per Forza Italia al comune di Mazara del Vallo, sarebbe coinvolto assieme a Giovan Battista Agate, boss pluripregiudicato e altri imprenditori tra la città di Salemi e di Trento nell'inchiesta Eolo, nome quanto mai evocativo che riassume il giro di soldi sporchi che sarebbero stati usati per mettere in piedi un giro d'affari intorno ai due milioni di euro. La ditta appaltatrice, la Calcestruzzi Mazara spa, avrebbe coperto l'accordo tra gli uomini della famiglia Agate, gli imprenditori coinvolti ed il "gancio" presso l'amministrazione comunale, che avrebbe truccato la gara pubblica d'appalto per eliminare la concorrenza. Sull'operazione rimane l'ombra del superboss Matteo Messina Denaro, il super latitante che al momento non risulta direttamente coinvolto ma che certamente era a conoscenza dell'operazione sul territorio trapenese. E così dopo la scoperta di Skype come canale privileggiato per le comunicazioni gratuite prima da parte dei mafiosi per le loro comunicazioni e successivamente l'investimento di alcune aziende per contenere i costi del traffico telefonico, un altro settore di sviluppo tecnologico ad alto investimento che viene prima toccato dagli interessi mafiosi e di cui lo Stato, formalmente impegnato a contenere le spese, si accorge solo dopo. Proprio ieri a Palermo il ministro Brunetta, oltre a promettere fondi con cui tenere a galla le ex municipalizzate palermitane, quindi indirettamente a tenere vivo il bacino di voti proveniente dalla galassia degli lsu in vista delle elezioni europee, ha promesso di portare anche in Sicilia l'informatizzazione necessaria alla pubblica amministrazione per ridurre i costi ed aumentare l'efficienza. Una promessa che fu fatta già agli inizi degli anni '90 e che ad oggi aspetta ancora di essere mantenuta.

Francesco Quartararo

venerdì 6 febbraio 2009

Eluana Englaro e l'indegnità dei poteri

Adesso basta. Dopo la fine della libertà di poter far satira politica, di poter manifestare opposizione politica probante e netta, adesso il governo intende intervenire sul diritto di vita e di morte su una persona. In un delirio di onnipotenza di quella che è una dittatura tecnocratica basata sulla sbarluccicante menzogna dell'immagine opposta alla vera realtà del paese, progressivamente si mettono in discussione i princìpi della nostra Costituzione in nome di un consenso artificiale. Cambiare la costituzione in nome del popolo. Dimenticarsi completamente che la magistratura ha già espresso un parere vincolante sulla vicenda di Eluana Englaro, scordare che il Presidente della Repubblica ha il ruolo di arbitro della Repubblica e garante della Costituzione, quella cartaccia che è stata scritta con il sangue dei partigiani, degli italiani sterminati dai nazifascisti, dalle bombe alleate, dalle rappresaglie contro i fascisti. Dimenticarsi che il Parlamento per il nostro ordinamento
è l'unico luogo che rappresenta l'espressione della volontà popolare, da cui poi provengono i ministri ed il Presidente del Consiglio, che hanno solo il compito di eseguire i compiti che il Parlamento detta. Rovesciare tutto ciò e stracciare l'habeas corpus, dimenticando che la Costituzione parla di diritto alle cure mediche, ma non di dovere alle cure. Costituzione che all'articolo 10 afferma come l'Italia si uniforma alle norme sul diritto internazionale, che garantisce le cure mediche a chiunque, ed inoltre vieta l'estradizione di uno straniero per reati politici, alla faccia della querele con il Brasile. Sarebbe reato istigare alla violenza tramite Internet, ma cosa vieterebbe a qualsiasi cittadino di intubare i rappresentanti del governo Berlusconi e far passare a loro una vita così difficile e grama? Non sarebbe giusto linciare i nostri politici che all'interno di una vicenda personale dolorosissima non perdono occasione per una lotta politica tesa a recuperare le simpatie dell'UDC nel Parlamento? Non è forse corretto mozzare le mani di quei politici che chiedono voti ad ogni tornata elettorale, mandano a rotoli l'Italia ed i nostri comuni sperperando risorse, facendo uso di droghe leggere e pesanti e vietano a qualsiasi mezzo di comunicazione di poterne parlare? Non è poi forse giusto mettere sui pali le teste di quei politici che usano il dolore di una famiglia e la sofferenza di una donna che soffre per dei piccoli giochi di potere? Una risposta che lascio a chi leggerà questo post che spero susciti qualche forma di reazione. Chi può stabilire dove finisce la vita ed inizia la morte? E soprattutto, cosa distingue la vita umana, fatta di emozioni, sensazioni dalla vita di un vegetale, inerte, insensibile agli stimoli esterni ed incapace di manifestare emozioni?


Macchia 1986

martedì 27 gennaio 2009

La Shoah, Lefebvre ed il perdono

Chi era esattamente il vescovo Marcel Lefebvre, scomunicato da Papa Giovanni Paolo II il 30 giugno 1988 per aver ordinato quattro vescovi, scavalcando il Vaticano? Per capire chi era il fondatore della Fraternità Sacerdotale San Pio X occorre ricostruire la sua storia personale. Ordinato sacerdote nel 1929 Marcel Lefebvre partecipò attivamente al Concilio Vaticano II convocato da Giovanni XXIII in qualità di Superiore Generale dello Spirito Santo. Contrario a tutte le correnti di rinnovamento del rito liturgico, del dialogo ecumenico e della liberta re avrebbe lasciato "a tutte le false religioni la libertà d'espressione". Persino il libero uso delle lingue nazionali durante la messa era visto da Marcel Lefebvre come uno slancio neo-protestante. Dall'evento considerato traumatico del Concilio Vaticano II maturò l'idea di creare una comunità di cui facessero parte laici assolutamente contrari a qualsiasi forma di dialogo con altre religioni considerate false perché non basate sul messaggio del Cristo. Tra di loro il vescovo americano Williamson esce allo scoperto e dichiara apertamente come l'olocausto ebraico sia da ridimensionare nelle cifre e bei risultati. Qualche migliaio di ebrei bruciati, da un regìme formalmente cristiano che levò di mezzo un popolo colpevole di aver crocifisso il Cristo. Una posizione che avvicina il vescovo Williamson più agli estremisti islamici che al messaggio universale lanciato ufficilamente dalla chiesa cattolica. Il problema reale che ha creato imbarazzo e una spaccatura tremenda è un altro. Bagnasco in quanto rappresentante della Conferenza Episcopale Italiana ha condannato le parole del vescovo Williamson, rientrato solo domenica, assieme a tutti i lefebvriani, nell'alveo della chiesa cattolica. Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, aveva già tentato una riconciliazione con gli scismatici francesci rinserendo il codice tridentino che voleva la messa in latino. Anche dal punto di vista teologico Ratzinger, rappresentante principale della Congregazione della Fede, è sempre stato molto vicino ad alcune teorie lefebvriane, senza che si sia esposto in maniera netta. Almeno fino a domenica scorsa. Perché in qualità di Benedetto XVI Ratzinger ha annullato la scomunica e quindi la posizione di un vescovo della Chiesa Cattolica rappresenta in maniera ufficiale e fino a smentita papale, la posizione della chiesa cattolica. Nel giorno della Shoah il silenzio del papa pesa come un macigno non solo sui rapporti interni tra confessioni religiose, ma a livello di diplomazia internaziole. Da una recente indagine di Renato Mannaheimer già pubblicata, risulta che il 14% della popolazione italiana si dichiara apertamente anti-semita mentre il 40% non gradisce le mosse di Israele. Se la recente guerra scatenata a Gaza con l'operazione piombo fuso non ha di certo attirato nuove simpatie al popolo ebraico, da qui a voler riaprire i forni ne passa. Il revisionismo antisionista e antifascista è ormai una realtà nell'Italia del 2009 e tutto questo, purtroppo, va ben aldilà della possibilità di perdono che è alla base della civiltà giudaico-cristiana.


Francesco Quartararo
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lunedì 26 gennaio 2009

Paura su un volo Alitalia

Erano decollati da appena dieci minuti, i passeggeri hanno soltanto avuto il tempo di sentire un tonfo ed il silenzio del motore. Il comandante del volo Alitalia Palermo-Roma delle 11,20 ha potuto solo avvisare i passeggeri di allacciare le cinture e prepararsi all'atterraggio. Minuti di muto terrore per i cento passeggeri a bordo, con i testimoni della vicenda che raccontano come persino le hostess e gli steward a bordo, nonostante le numerose ore di volo, non riuscissero a mascherare la preoccupazione. Stando alla dichiarazione rilasciata dal comandante e dalla compagnia, a causare il guasto al motore sarebbe stato uno stormo di uccelli, proprio come successo recentemente al volo 1549 ammarato nel fiume Hudson. L'Enac e la Gesap hanno comunque avviato un'indagine interna per poter verificare le condizioni del velivolo e controllare eventuali guasti alla zona motori.

Francesco Quartararo

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giovedì 15 gennaio 2009

Le prime immagini dell'aereo ammarato nel fiume Hudson





Prime immagini provenienti da New York del velivolo dell'US Airways costretto ad ammarare nel fiume Hudson. Stando alle prime dichiarazioni il velivolo è rimasto in volo per 6 minuti in cerca di un luogo dove poter atterrare in seguito all'esplosione di almeno un motore in volo per il presunto contatto con uno stormo di oche. Queste le prime dichiarazioni a caldo da parte del presidente della compagnia e dell'FBI. Non si tratterebbe di un caso statistico raro, recentemente alcune fonti accusavano la NASA e l'aviazione civile di non avvertire realmente i cittadini americani della quantità di stormi di uccelli che ogni giorno potrebbero collidere con un aereo. Secondo gli esperti basterebbe un solo uccello di medio/grosso taglio per poter far bruciare un motore di un Boeing

lunedì 12 gennaio 2009

Restyling vigneti, proroga dal ministero dell'agricoltura

É arrivata una proroga, dal Ministero delle Politiche agricole e forestali, per la presentazione della domanda per accedere ai fondi destinati alla riconversione e ristrutturazione dei vigneti. Lo ha fatto sapere l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via dopo la richiesta fatta a dicembre dal Comitato Tecnico. La Sicilia avrà quindi tempo fino al 16 febbraio per accedere alle risorse messe a disposizione dall'Unione Europea nella ristrutturazione e riconversione dei 34.000 ettari di vigneti presenti sull'isola. Il comparto vitivinicolo siciliano contribuisce per il 17% alla produzione lorda, corrispondente ad un valore medio intorno ai 400 milioni di euro. Dal 2000 ad oggi la Sicilia è stata la regione che più di ogni altra ha speso i fondi provenienti dall'Unione Europea per il potenziamento delle sue risorse vitivinicole, arrivando persino ad impiegare risorse non utilizzate da altre regioni. La parte del leone nell'isola la fanno le province di Palermo, Trapani ed Agrigento, che da sole si accaparrano ben il 92% dei contributi messi a disposizione.

Francesco Quartararo

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