Le mani del fisco in Trise di tasse, facciamo un po’ di chiarezza | Informazione
Per prima cosa occorre capire cos'è la Trise: la Trise è l'insieme di due nuove tasse, la Tasi e la Tari, sugli immobili e sui servizi indivisibili. Si tratta di imposte dirette ai comuni che vanno a gravare sugli immobili e sulla quantità di rifiuti urbani prodotti, per finanziare la manutenzione stradale, l'illuminazione e tutti quei servizi considerati fondamentali per i comuni. Cosa succede ai proprietari di un immobile? Non pagano IMU, è vero, ma dovranno pagare un'aliquota pari all'1 per mille del valore catastale al Comune. L'aliquota può anche essere azzerata ma potrà anche essere superiore all'1 per mille.
Per i proprietari di una secondo o di una terza casa la tassa sul possesso degli immobili sarà esponenzialmente più cara, perché all'aliquota comunale si sommerà comunque l'IMU, mentre gli affittuari dovrebbero pagare solo il 30% della Trise. In questo modo, i controllori dei bilanci statali sperano di raggiungere un tesoretto di 3 miliardi di euro in aggiunta ai capitoli di spesa, scacciando via i dubbi di Bruxelles sulla cancellazione di un'imposta che faceva mancare allo Stato circa 4 miliardi di introito.
Rimane il dato politico: la manovra di stabilità, senza altri interventi, rimane una manovra di manutenzione dei conti statali, piuttosto che un coraggioso tentativo di ridurre la pressione fiscale e spingere verso l'alto sia i consumi che le buste paga. Per il triennio 2014-2016 infatti sono previsti investimenti per 24,7 miliardi, di cui:
- 14,6 miliardi nel triennio per sgravi fiscali (rispettivamente 9 per le famiglie e 5,6 per le imprese); i 3,7 miliardi del 2014 sono destinati per 2,5 miliardi alle famiglie (1,5 riguardano l’Irpef) e per 1,2 miliardi alle imprese;
- 11,2 miliardi nel triennio per azioni sociali, progetti di investimento, impegni internazionali, di cui 6,2 in conto capitale; per il 2014 si prevedono 6,4 miliardi;
- 1,5 miliardi per investimenti a livello locale e la restituzione di debiti commerciali di parte capitale.
Cifre importanti che andranno viste in un'ottica più ampia di interventi, senza le quali sembra di parlare di numeri a caso. Al momento, per tutto il 2013 tra la possibilità di abolire l'IMU o ridurre l'IVA, il governo Letta sembra abbia scelto di mantenere l'IVA al 22%, almeno per il 2013. Nel frattempo, ecco le cinque macro aree di intervento previste dalla finanziaria:
[toggle style="closed" title="INTERVENTI PER PERSONE, FAMIGLIE E SOCIETÀ"]
- Riduzione dell’Irpef per i lavoratori
- Disposizioni in favore degli esodati
- Rifinanziamento della Cassa Integrazione Guadagni
- Nuove misure contro la povertà
- 5 x 1000
- Fondo per le politiche sociali
- Fondo per la non autosufficienza
- Finanziamento del Fondo per le Università
- Potenziamento della Protezione Civile e Piano per la difesa del suolo
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[toggle style="closed" title="INTERVENTI PER LE IMPRESE"]
- Riduzione del costo del lavoro per le imprese
- Detrazione dell’Irap per i nuovi assunti
- Potenziamento dell’ACE (Aiuto alla Crescita Economica)
- Rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni
- Incremento del Fondo di garanzia per le PMI
- Incremento del Fondo di sviluppo e coesione
- Stop all’aumento IVA per le imprese sociali
- Rifinanziamento del Fondo per i contratti di sviluppo
- Rifinanziamento del Fondo per la crescita sostenibile
[toggle style="open" title="INVESTIMENTI"]
- Allentamento dei vincoli del Patto di Stabilità per i Comuni
- Completamento del sistema MOSE di Venezia
- Fondi ANAS per le Infrastrutture e Salerno-Reggio Calabria
- Manutenzione straordinaria delle Ferrovie e velocizzazione del Corridoio Adriatico
- Ricostruzione dell’Aquila
- Trasporto pubblico locale
- Ecobonus e ristrutturazioni edilizie
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