Il caso dell’uccisione di Joele Leotta diventa un caso internazionale | Informazione
I media inglesi sono stati estremamente cauti nelle prime ore dal massacro, cercando di evitare di spiegare nei dettagli il possibile movente di un gesto così violento e apparentemente inspiegabile. Sotto pressione dei media italiani, mentre il governo Letta cerca di convincere i partner europei ad affrontare l'emergenza immigrazione con un profilo comunitario, scopriamo che l'italiano è l'extracomunitario dell'Europa unita, forse non al sicuro in un paese che sta facendo di tutto per bloccare il processo di unificazione europea e potrebbe presto staccarsi da qualsiasi forma di collaborazione con il resto delle nazioni continentali.
Come spesso accade, la realtà non è mai semplice, ma è un prisma complesso che non può essere plasmato a proprio vantaggio. Londra e le aree suburbane hanno subito la crisi più di tutte ed il malcontento nei confronti del governo centrale tende a esplodere da alcuni anni in modo estremamente violento: rivolte cittadine che durano per giorni, ex possibili agenti dell'MI6 che prendono a colpi di machete le forze dell'ordine, un humus fatto di povertà e disperazione in cui crescono le soluzioni facili, fatte di xenofobia, odio razziale e religioso e dove la vendetta è l'unica arma di riscatto sociale.
La vicenda di Joele Leotta ha aperto una ferita che stenta a cicatrizzarsi, il meltin pot britannico non ha ancora tutti gli ingredienti per poter crescere e le spinte isolazionistiche di una nazione strategica come il Regno Unito, non fanno ben sperare per il futuro. La polizia che indaga sul caso non ha ancora fornito un'indicazione precisa sul movente che ha spinto ben 10 lituani a massacrare di botte il giovane italiano, tra le ipotesi, prende corpo anche lo scambio di persona.

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