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martedì 31 marzo 2009
lunedì 9 marzo 2009
La Sicilia al centro dello scudo spaziale
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martedì 17 febbraio 2009
La mafia investe sull'eolico e lo Stato rimane a guardare
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venerdì 6 febbraio 2009
Eluana Englaro e l'indegnità dei poteri
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martedì 27 gennaio 2009
La Shoah, Lefebvre ed il perdono
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lunedì 26 gennaio 2009
Paura su un volo Alitalia
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giovedì 15 gennaio 2009
Le prime immagini dell'aereo ammarato nel fiume Hudson
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lunedì 12 gennaio 2009
Restyling vigneti, proroga dal ministero dell'agricoltura
É arrivata una proroga, dal Ministero delle Politiche agricole e forestali, per la presentazione della domanda per accedere ai fondi destinati alla riconversione e ristrutturazione dei vigneti. Lo ha fatto sapere l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via dopo la richiesta fatta a dicembre dal Comitato Tecnico. La Sicilia avrà quindi tempo fino al 16 febbraio per accedere alle risorse messe a disposizione dall'Unione Europea nella ristrutturazione e riconversione dei 34.000 ettari di vigneti presenti sull'isola. Il comparto vitivinicolo siciliano contribuisce per il 17% alla produzione lorda, corrispondente ad un valore medio intorno ai 400 milioni di euro. Dal 2000 ad oggi la Sicilia è stata la regione che più di ogni altra ha speso i fondi provenienti dall'Unione Europea per il potenziamento delle sue risorse vitivinicole, arrivando persino ad impiegare risorse non utilizzate da altre regioni. La parte del leone nell'isola la fanno le province di Palermo, Trapani ed Agrigento, che da sole si accaparrano ben il 92% dei contributi messi a disposizione.
Francesco Quartararo
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Proroga per il restyling dei vigneti
mercoledì 31 dicembre 2008
Tutto il 2008 in un post: storia di un anno di cambiamenti
Un anno che rimarrà impresso nella storia. Al di là delle vicende personali di ognuno di noi, più o meno belle e intense, il 2008 è stato un anno segnato dal cambiamento. In Italia siamo passati dal governo Prodi, alle prese con il "Tesoretto" del ministro de ll'economia Tommaso Padoa Schioppa, con la nascita del PD dalle ceneri dei DS e della Margherita alle dimissioni del ministro della Giustizia Mastella, sotto le pressioni di un'opinione pubblica, capeggiata da Beppe Grillo, Giannantonio Stella e Sergio Rizzo sugli sprechi colossali dell'apparato politico italiano. Un governo che viene trascinato stoicamente a cadere sotto i colpi di un voto parlamentare senza precedenti, con insulti, sputi, mortadelle e spumante. Le elezioni vedranno il ritorno di Silvio Berlusconi, che con un colpo di mano liquida l'UDC di Cesa e Casini e fa rientrare nei ranghi Gianfranco Fini, riuscendo a far confluire AN nel nuovo PDL.
Tempo di elezioni importanti in tutto il mondo, con Sarkozy che esce trionfante dalle macerie delle banlieu in Francia ed apre una stagione di intensa politica estera, con risvolti anche nella cronaca mondana quando sceglie come nuova premìere dame l'italianissima modella Carla Bruni. Zapatero riesce a farsi rieleggere portando la Spagna a superare il PIL italiano. Putin cede il posto a Medvedev in Russia, rimanendo comunque l'eminenza grigia che soffoca ogni forma di protesta. Medvedev sarà poi protagonista di un lunghissimo braccio di ferro con Bush e con Gordon Brown, nuovo premier britannico al posto di To ny Blair: con il presidente americano si scontrerà per la disposizione dei missili tattici per la costruzione dello scudo spaziale e per la guerra in Georgia (di cui parlerò più avanti), mentre Gordon Brown si troverà al centro di una spy story, con l'omicidio di un'agente segreto con materiale radiattivo usato in un cofee bar di Londra. Da gennaio inizia l'estenuante sfida americana per le elezioni del presidente de
gli Stati Uniti, con la prima fase, quella della scelta dei candidati, che appassiona forse più della sfida finale. Mentre in casa repubblicana la candidatura di John McCain procede senza grandi intoppi, la battaglia tra Hillary Clinton e Barack Obama segna la storia delle presidenziali. A rappresentare il partito democratico sarà o una donna o un nero molto atipico, simbolo del meltin pot americano. Una sfida epica che vedrà Hillary Clinton soccombere nonostante l'uso di capitali personali e la vittoria di Obama che si baserà sulla raccolta di fondi da parte della gente e soprattutto sull'uso totalizzante di internet: Barack Obama sarà il primo american web president della storia dell'umanità, in grado di accendere speranza in tutti i paesi del mondo. Nel frattempo il declino di Bush procede inesorabile, con Ridley Scott che gli dedica "un film epitaffio" e con l'ormai celebre giornalista iracheno che gli lancia le scarpe in segno di profondo disprezzo.
L'anno che ci lascia verrà ricordato anche per le grandi proteste, le rivolte studentesche che scimmiottano gli anni '80 ed il '68, l'epopea sindacale dell'Alitalia, la spaccatura dei sindacati e le crociate del ministro Brunetta contro i fannulloni. Una compagnia fallita da anni che si cerca di salvare per mantenere il tricolore italiano sulla fusoleria, una cordata di imprenditori amici del premier che cercano di guadagnare qualcosa da un'azienda i cui debiti saranno pagati da tutti gli italiani per i prossimi anni. La spaccatura pressocché totale tra CGIL e CISL, avvenuta per le accuse reciproche di poca concretezza e di vicinanza ai padroni piuttosto che ai lavoratori. E poi l'onda studentesca, caotica, tecnicamente apartitica ma attraversata trasversalmente da vari sentimenti e nostalgie politiche, ma con un'onoriginalità non indifferente nel segnalare la sua presenza: lezioni in piazza, volantini ai semafori e sit-in spontanei, con gli studenti che per alcuni giorni hanno paralizzato le città.
Il 2008 è anche e soprattutto l'anno delle olimpiadi in Cina, annunciate più per la repressione sanguinosa della protesta tibetana che per i campioni attesi. In tutto il mondo le manifestazioni in difesa del Tibet mettono in allerta il governo cinese, tra le azioni eclatanti si ricordano quelle del sindaco di Parigi e del presidente frances ce Sarkozy, che paventa persino la sua assenza alla cerimonia d'apertura. Il giorno dell'apertura scoppia la guerra tra Russia e Georgia, tra le drammatiche notizie che giungono dal fronte un'atleta russa ed una georgiana si abbracciano sul podio della finale olimpica di tiro a segno con la pistola. Una cerimonia d'apertura che stupisce il mondo, le immagine della marcia dei tamburi rossi invade le tv del mondo con i suoi acrobati, ma crea polemiche la bambina doppiata da una sua coetanea non fotogenica che viene tenuta in disparte.
Gli eroi assoluti dell'olimpiade si dimostreranno su tutti il nuotatore americano Michael Phelps e il giovane giamaicano Usain Bolt. Due personaggi diversissimi uniti solo dalla semplicità per le vittorie: riservato e timido il primo, esplosivo e sfrontato il secondo. Phelps polverizzerà il record precedente di medaglie conquistate in una sola olimpiade prendendo otto medaglie d'oro. Soffre solo in una prova in cui vince per un soffio, per il resto è devastante, uno squalo che nella storia del nuoto mondiale forse è secondo solo a Ian Thorpe. Usain Bolt invece è la leggerezza prestata alla potenza. Bolt non è un ragazzo che mangia pollo fritto prima della gara, è il vento travestito da giamaicano: polverizza il record dei 100 metri quasi frenando, non usa più le braccia per equilibrare il movimento negli ultimi 20 metri. Disarma la sua potenza nei 200 m, mima il gesto del fucile, si prende il rimbrotto del presidente del CIO ma frantuma il record più difficile da battere. L'antidoping non riesce a fermarlo, Bolt è consegnato alla leggenda. Tra gli atleti azzurri i volti di Pechino 2008 saranno quelli di Federica Pellegrini, Valentina Vezzali e
del super massimo Roberto Cammarelle, che con intelligenza suona l'atleta cinese che avrebbe dovuto chiudere l'olimpiade nel segno della Cina. Cina che surclassa per la prima volta gli Stati Uniti nel medagliere, con una quantità impressionante di medaglie saccheggiate nella ginnastica. Il 2008 dal punto di vista sportivo è soprattutto l'anno della Spagna, che trionfa nell'Europeo di calcio (messa in difficoltà solo dall'Italia di Donadoni, buttata fuori come tradizione dai rigori dopo il peggior inizio possibile), scippa con Rafa Nadal il primato nel tennis mondiale a Roger Federer, vince l'olimpiade e la Coppa Davies, trionfa nel ciclismo olimpico ma lascia all'Italia il titolo mondiale su pista, con Bettini che appende la bici al chiodo passando il testimone ad Alessandro Ballan. In Formula 1 il campionato più avvicente degli ultimi 20 anni porta in testa quattro piloti diversi in testa al mondiale, ovvero Raikkonen, Massa, Kubica e Lewis Hamilton, in grado di vincere il mondiale in Brasile all'ultima curva, con una gara vietata ai cardiopatici. Ferrari che conquista il titolo costruttori ma perde quello piloti in Ungheria, quando il motore della Ferrari numero due di Massa si spegne a pochi giri d
alla fine. Nel motomondiale torna a vincere Valentino Rossi, che approfitta delle disgrazie di Jorge Lorenzo e di Casey Stoner per mettere le mani su un mondiale non facile. La scelta delle Bridgestone al posto delle Michelin è un rischio, ma quando il Dottor Rossi rischia riesce sempre a portare a casa il mondiale. In 250 sorge l'astro del riccioluto Marco Simoncelli, che a furia di sportellate e duelli al limite del regolamento strappa il mondiale agli spagnoli. Nel campionato di calcio l'Inter continua a dominare in Italia, ma il suo strapotere viene messo in crisi dall'uscita dalla Champions League, la tensione interna cresce fino al punto da far perdere il posto a Roberto Mancini, campione d'Italia grazie alle due magie di Ibrahimovic che manda il Parma in serie B mentre la Roma, campione d'Italia per 40 minuti, perde in casa del redivivo Catania di Walter Zenga.
Il 2008 dal punto di vista economico è un anno che rimarrà stampato nei libri di storia, anche se ad ora non si sa ancora verso quale scenario si arriverà. I primi mesi del 2008 fino all'estate sono caratterizzate dalla corsa dei titoli legati al petrolio, con l'ENI che fa acquisizioni in tutto il mondo e mette le mani sul gas uzbeko. Il petrolio inizia una corsa folle che porterà il barile ad apprezzarsi intorno ai 160 dollari a barile, con seri probabilità di sfondare quota 200 anni entro la fine dell'anno. Contemporaneamente giunge notizia dagli Stati Uniti dell'esplosione di una bolla speculativa legata ad i mutui subprime. Pochi, pochissimi economisti intravedono il reale pericolo, costruito in anni di speculazione finanziara selvaggia, basata su artifici tanto pericolosi quanto altamente volatili. La crisi finanziaria esplode in maniera devastante in tutto il mondo, spariscono i principali colossi finanziari del mondo nel giro di poche settimane mentre le borse di tutto il mondo perdono un quarto del loro valore totale. Paesi come l'Islanda si scoprono coperti di debiti, gli Stati Uniti, patria del capitalismo, varano un piano di salvataggio pubblico imponente e superiore a qualsiasi piano quinquennale mai prodotto dall'Unione Sovietica. La crisi si sposta lentamente verso l'economia reale, crollano le produzioni industriali, cresce la disoccupazione mentre la FED taglia il costo del denaro. Si naviga a vista, i banchieri mondiali propongono misure di cui non conoscono gli effetti sul medio-lungo termine ma che servono a tamponare l'emorraggia di liquidi. Il costo del petrolio crolla a 45 dollari, con l'OPEC pronta ad operare il più imponente taglio di produzione della storia per rialzare il prezzo. I petro-dollari dei paesi arabi sono pronti ad acquistare aziende in mezza Europa, mentre la Libia aumenta le proprie quote di partecipazione in Unicredit, la principale banca italiana bersagliata da speculazioni e truffe. Quest'anno si chiude con una guerra i cui forti venti spiravano già a novembre. Al 2009 il compito di dare risposte agli interrogativi che ci stiamo lasciando ormai alle spalle.
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sabato 29 novembre 2008
Esclusiva sull'attacco terroristico di Mumbay: terroristi formati in Gran Bretagna
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martedì 25 novembre 2008
Sequestro di prodotti ittici in Sicilia, un appuntamento fisso
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giovedì 6 novembre 2008
Barack Obama, le sfide, i sogni
Alle ore 3,19:50 ora italiana Foxnews, televisione legata al partito repubblicano, annunciava per prima la conquista dell'Ohio, stato cruciale per arrivare alla certezza matematica della vittoria. Alle prime luci dell'alba la vittoria avrebbe poi preso le proporzioni di una vera e propria onda che ha spazzato via, nelle intenzioni e nei contenuti, gli otto disastrosi anni dell'amministrazione Bush. In campo nazionale Barack Hussein
Obama (controllate il link per verificare la straordinaria biografia del 44° presidente degli Stati Uniti) intende spegnere la crisi economica cambiando radicalmente il sistema sanitario, tagliando la dipendenza petrolifera, investendo drasticamente sulle energie rinnovabili, riducendo le emissioni di CO2 in maniera netta e riassorbendo parte dei disoccupati attuali nell'indotto energetico. Entro fine mese Obama debutterà a fianco di Bush nel prossimo G20, indetto per cercare di organizzare le potenze economiche mondiali nell'affrontare una crisi che, aldilà delle parole rassicuranti, rischia di dare un colpo mortale al sistema di produzione capitalistico che è stato concepito finora. Lo scudo spaziale che ha rischiato di rompere la recente alleanza con la Russia sarà fatto solo se Medvedev potrà vedere nel sogno militare di Bush un sistema difensivo comune e non un'invasione di campo. In Medio Oriente gli USA saranno sempre a fianco di Israele, ma Obama intende intavolare una trattativa diplomatica con la Siria, l'Iran e il partito che regge le sorti della Palestina (Hamas). L'Iraq sarà affidato gradualmente agli iracheni mentre le truppe saranno spostate in Afghanistan dove quasi sicuramente il presidente Obama chiederà un maggiore sostegno dagli alleati europei. Sicuramente il fatto di avere vissuto nel più grande paese musulmano per una parte della sua vita (Indonesia) e di avere una parte della famiglia in Kenya permettono a Obama di poter affrontare questioni spinose con una sensibilità ed un'apertura mentale diversa rispetto ad i suoi predecessori. Sarà da vedere se il presidente Obama avrà il coraggio di compiere scelte difficili, nuove ma necessarie: battere il terrorismo dialogando con i popoli arabi, radicali e non, usare la forza contro chi limita la libertà e la democrazia, consegnare l'Africa al mondo non come miniera di ricchezze da saccheggiare, ma come terra fatta di uomini e donne che possono dare un loro contributo alla causa mondiale. Il coraggio sarà l'unico strumento con cui Obama può dare fondo al suo spot elettorale: we need a change. Obama ha dato per ora una grandissima risorsa che è stata apprezzata in tutti i continenti da tutti i popoli da est a ovest: ha ridato al mondo una speranza. Entro quattro anni sapremo se un uomo ha avuto il coraggio di trascinare tutti nel cambiare il mondo.
Francesco Quartararo
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Rincorsa alla Casa Bianca
giovedì 30 ottobre 2008
La rincorsa alla Casa Bianca, parte decima
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Rincorsa alla Casa Bianca
giovedì 23 ottobre 2008
L'istruzione siciliana tra eccellenza e critica
Palermo- La celebrazione della sesta edizione del premio Btscuola presso l'Albergo delle Povere ha riservato più di una sorpresa: la Sicilia è in grado di esprimere grazie al suo corpo docenti eccellenze nella cooperazione tra scuola ed impresa.
Una delle tre scuole premiate, l'Iti “Mottura” di Caltanissetta si è classificata per due anni consecutivi seconda nel concorso nazionale indetto dalla Bticino, con il patrocinio del Ministero dell'Istruzione, l'Ordine nazionale degli ingegneri e l'associazione nazionale dei periti industriali, per la realizzazione di progetti all'avanguardia nel campo dell'elettronica e dei circuiti elettrici.
Le altre due scuole, l'Ipsia “Calapso” di Siracusa e l'Itis “Euclide” di Caltagirone, premiate dall'assessore regionale ai Beni Culturali e alla Pubblica Istruzione, Antonello Antinoro, hanno assistito ad una dura presa di posizione a difesa del corpo docenti siciliano, che a detta del rappresentante del governo regionale «non è secondo a nessuno». Una volta ringraziato il responsabile del settore scuola dell'azienda, Francesco Bianchi, l'assessore Antinoro ha sottolineato come «un'azienda leader mondiale che chiede alle scuole di far praticare uno stage ai più meritevoli dovrebbe essere la norma». Prima di lasciare la premiazione l'assessore non risparmia un consiglio al ministro Gelmini, al quale chiede di «ascoltare gli studenti ed il mondo della scuola, perché magari la riforma non è stata capita ma, probabilmente, non è stata mai spiegata».
F.Q.
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martedì 21 ottobre 2008
La crisi passa anche dalla piazza: l'autunno caldo di Palermo
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La crisi passa anche dalla piazza: l'autunno caldo di Palermo
mercoledì 8 ottobre 2008
Ecco come seguire passo passo le elezioni americane
Volete sentire la viva voce dei candidati alla Casa Bianca mentre si sfidano per la poltrona più importante al mondo? Volete seguire in differita lo scontro tra Obama e McCain? Da oggi vi basterà visitare questo blog per avere tutti i dibattiti delle presidenziali americane. Per seguire al meglio il dibattito occorre avere un indirizzo IP americano, reperibile tramite vari software. Tra i tanti vi consiglio Tor, veloce e versatile. Buona visione
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Rincorsa alla Casa Bianca
lunedì 6 ottobre 2008
Una crisi simile a quella del '29. Non solo nei mercati
Sembra di rivedere la crisi del '29, con il crack finianziario di Wall Street che travolge tutti i mercati mondiali trascinando l'economia mondiale berso il basso in un'annata di recessione. Ma fino a che punto le due epoche si assomigliano?
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Una crisi simile a quella del '29. Non solo nei mercati
Il Grande Fratello britannico pronto a partire entro la fine dell'anno
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giovedì 25 settembre 2008
Google cerca nuove idee da premiare
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Google cerca nuove idee da premiare
lunedì 22 settembre 2008
La rincorsa alla Casa Bianca, parte nona
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In arrivo una crisi ben più pericolosa dei subprime
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SOS Pianeta Terra: tra Live Earth
mercoledì 13 agosto 2008
Olimpiadi di Pechino: i medagliati italiani
Davide Rebellin: Sognava di vedere la muraglia cinese e di portare a casa una medaglia nel giorno del suo compleanno e ci è riuscito dimostrando un coraggio immenso. Partito in gita turistica in bici assieme a tutta la carovana in giro per Pechino, nel circuito attorno ad una delle sette meraviglie del mondo si è tenuto alla ruota del capitano Bettini, oro ad Atene 2004. Grazie al lavoro massacrante di Vincenzo Nibali nei primi 200 km, l'Italia ha controllato gli attacchi portati nella prima fase di gara. La foratura di Bettini ha complicato un pò i piani ed ha costretto Rebellin a inseguire la fuga del rivale spagnolo, giunto poi all'oro. Al traguardo ha dichiarato di non avere più avuto benzina al traguardo, dopo 4 ore di gara con 26 gradi di temperatura ed un tasso di umidità superiore al 90%. Va bene anche così.
Giovanni Pellielo: Terzo risultato utile consecutivo nella fossa olimpica dopo Sidney e Atene. Prima della partenza non sapeva che piattelli avrebbe dovuto abbattere, dato che il CIO aveva permesso solo ai cinesi di allenarsi su questi nuovi attrezzi. Poco male, la precisione e la determinazione di Pellielo sono stati più forti della foschia e del piattello misterioso.
Matteo Tagliariol: Si è fatto strada pian piano, quasi in sordina fino in finale. Elegante, determinato e vincente ha piegato in finale il francese il quale sembrava stesse per dire c'est ne pas possible. Invece è stato tutto vero per Matteo Tagliariol, prima medaglia d'oro di questa spedizione olimpica. La notorietà improvvisa, la telefonata del Presidente della Repubblica e la gloria olimpica non hanno scomposto più di tanto l'atleta italiano, che ha dichiarato di voler continuare la sua carriera nella spada individuale piuttosto che in tv.
Tatiana Guderzo: Sotto un autentico tifone, bagnata più di un pulcino, la nostra atleta conquista una medaglia di bronzo che vale quanto un oro. Non si poteva chiedere di più alla nostra ciclista portata alla volata dalla squadra italiana, colpita duramente alla partenza dall'esclusione per doping di una nostra eventuale medaglia d'oro.
Galiazio, Di Buò, Nespoli: La medaglia di argento può essere un risultato insperato e inatteso, ma può anche nascondere una grande amarezza per un'occasione fallita. Partiti sulla difensiva, a metà gara di tiro con l'arco a squadre la Corea del Sud sembrava filare dritto verso una vittoria annunciata, ma la costanza di Galiazio, l'esperienza di Di Buò e l'incredibile freddezza della matricola Nespoli ci hanno portato ad un passo dall'impresa. Proprio la sorpresa del torneo, Nespoli, cede alla tensione dell'ultimo, decisivo tiro per strappare l'oro ai campioni assoluti di questa categoria. Faccia dispiaciuta per Nespoli che sente la responsabilità dell'accaduto, mentre il coach lascia a metà la sua imprecazione per mostrare la sua fiducia al gruppo.
Giulia Quintavalle: Così piccola, e...combattiva. Giulia Quintavalle sembra sempre sul punto di spezzarsi ogni volta che sul tatami affronta le avversarie ma ad una ad una le piega, le ribalta, le fa volare e le schiaccia. Anche quando in semifinale l'atleta australiana sembra avergli lussato un braccio e le sue urla sembrano il preludio ad un ritiro lei stringe i denti, vince e poi stravince in finale, con lucidità ed una rapidità estrema nel girare la presa dell'avversario. Sogna di sfilare come una modella ma nel frattempo il destino gli consegna un oro olimpico inatteso. Saluta la vittoria come Toni quando segna un gol ed apre la strada ad un'olimpiade che per l'Italia si tinge di rosa.
Margherita Granbassi: Aveva raccolto l'eredità della Vezzali durante il suo stop, il tabellone l'ha costretta a sfidare la sua maestra in semifinale e a conquistare il bronzo in un altra finale casalinga. Un'atleta destinata a crescere, al momento si dimostra come una delle atlete più in gamba tra le nuove leve della scherma femminile italiana.
Valentina Vezzali: Una delle nostre atlete più attese non ha fallito l'appuntamento con la storia. Ha vari soprannomi, la Dama Bianca, il Cobra, ma per tutti è la madre killer che ha promesso al figlio la medaglia d'oro. Finale non facile per la Vezzali, alle prese con una coreana ostica che gli ha complicato la vita fino all'ultimo, recuperando uno svantaggio di tre stoccate. Da cineteca la stoccata finale, data in parata all'attacco della coreana, colpita d'infilata con un colpo dato con il fioretto dietro le spalle. Memorabile.
Federica Pellegrini: Non è più quella ragazzina sedicenne che ha stupito tutti ad Atene, è diventata la donna più attesa in vasca in queste olimpiadi. Cocente la delusione nei 400 m stile libero, in cui ha imposto il suo record del mondo. Gara al mattino e flop in vasca che ha trasformato la dolce veneta in uno squalo cannibale, con la gara al pomeriggio in cui ha dato un primo ritocco al record del mondo dei 200 m stile libero. Dopo una semifinale di controllo ha messo tutta la sua furia nella finale che gli ha regalato grandi soddisfazioni alle olimpiadi. Vittoria e record del mondo, con lo stesso sorriso sfoggiato già quattro anni prima.
Salvatore Sanzo: Il destino toglie, il destino dà. Gli mancava una stoccata per accedere alla finale, gli è bastato piazzare l'ultima stoccata per vincere il bronzo in una sfida degna del campione del mondo. Una gara proibitiva e nervosa, contro il beniamino di casa cinese, apparso subito nervoso e polemico. Qualche stoccata non segnalata a vantaggio dell'italiano sembrava aver fatto involare il cinese verso la vittoria, con una tattica snervante fatta di pause per spezzare il ritmo del fiorettista italiano. Rimontando colpo su colpo ad uno svantaggio di tre stoccate Salvatore Sanzo con buone parate ed un affondo finale ha lasciato sul posto il cinese, portandosi a casa una medaglia di bronzo ben più pesante e difficile di una medaglia d'oro.
Francesco Quartararo
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Olimpiadi di Pechino: i medagliati italiani
mercoledì 30 luglio 2008
Il caos generato dall'ordine: la lotta infinita del cavaliere oscuro
ggendari di Falcone e Borsellino, salvo poi rivelare la usa faccia nascosta e implacabile. Un cast d'eccezione per un film che non è mai banale, con il gusto della battuta tetra nel massimo momento di tensione e della riflessione filosofica e psicologica. Un intero capitolo a parte meritano i due protagonisti della storia. Heath Ledger è stato in grado di spazzare via l'immagine di Joker dalla faccia di Jack Nicholson, ha spinto il suo personaggio a dei livelli impossibili da ripetere, consegnando al cinema un'interpretazione da Oscar. Christian Bale regge perfettamente la sua dualità, non rende Batman ridicolo ma lo spinge drammaticamente ai suoi limiti, mentre Bruce Wayne non viene inghiottito dal confronto col suo doppio mascherato. L'integrità morale della speranza nella giustizia contro la forza devastante del caos e della distruzione fine a sé stessa, due mostri che simboleggiano i due volti estremi di una società che nei momenti difficili si tramuta nell'una o nell'altra maschera. Incredibile come l'analisi più lucida di Gotham City arrivi proprio da chi si estranea da essa per proteggerla o per distruggerla: Batman e Joker si completano e si definiscono tra di loro per contrasto, entrambi hanno la capacità di capire il mondo in cui vivono anche se partono da presupposti totalmente opposti. Un film che lascerà il segno sullo spettatore adulto, al quale il film è consigliato per il terrore che alcune scene possono suscitare nei più piccoli.
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mercoledì 16 luglio 2008
Il bavaglio dell'idiozia
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