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giovedì 30 ottobre 2008
giovedì 23 ottobre 2008
L'istruzione siciliana tra eccellenza e critica
Palermo- La celebrazione della sesta edizione del premio Btscuola presso l'Albergo delle Povere ha riservato più di una sorpresa: la Sicilia è in grado di esprimere grazie al suo corpo docenti eccellenze nella cooperazione tra scuola ed impresa.
Una delle tre scuole premiate, l'Iti “Mottura” di Caltanissetta si è classificata per due anni consecutivi seconda nel concorso nazionale indetto dalla Bticino, con il patrocinio del Ministero dell'Istruzione, l'Ordine nazionale degli ingegneri e l'associazione nazionale dei periti industriali, per la realizzazione di progetti all'avanguardia nel campo dell'elettronica e dei circuiti elettrici.
Le altre due scuole, l'Ipsia “Calapso” di Siracusa e l'Itis “Euclide” di Caltagirone, premiate dall'assessore regionale ai Beni Culturali e alla Pubblica Istruzione, Antonello Antinoro, hanno assistito ad una dura presa di posizione a difesa del corpo docenti siciliano, che a detta del rappresentante del governo regionale «non è secondo a nessuno». Una volta ringraziato il responsabile del settore scuola dell'azienda, Francesco Bianchi, l'assessore Antinoro ha sottolineato come «un'azienda leader mondiale che chiede alle scuole di far praticare uno stage ai più meritevoli dovrebbe essere la norma». Prima di lasciare la premiazione l'assessore non risparmia un consiglio al ministro Gelmini, al quale chiede di «ascoltare gli studenti ed il mondo della scuola, perché magari la riforma non è stata capita ma, probabilmente, non è stata mai spiegata».
F.Q.
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martedì 21 ottobre 2008
La crisi passa anche dalla piazza: l'autunno caldo di Palermo
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mercoledì 8 ottobre 2008
Ecco come seguire passo passo le elezioni americane
Volete sentire la viva voce dei candidati alla Casa Bianca mentre si sfidano per la poltrona più importante al mondo? Volete seguire in differita lo scontro tra Obama e McCain? Da oggi vi basterà visitare questo blog per avere tutti i dibattiti delle presidenziali americane. Per seguire al meglio il dibattito occorre avere un indirizzo IP americano, reperibile tramite vari software. Tra i tanti vi consiglio Tor, veloce e versatile. Buona visione
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Rincorsa alla Casa Bianca
lunedì 6 ottobre 2008
Una crisi simile a quella del '29. Non solo nei mercati
Sembra di rivedere la crisi del '29, con il crack finianziario di Wall Street che travolge tutti i mercati mondiali trascinando l'economia mondiale berso il basso in un'annata di recessione. Ma fino a che punto le due epoche si assomigliano?
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Il Grande Fratello britannico pronto a partire entro la fine dell'anno
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giovedì 25 settembre 2008
Google cerca nuove idee da premiare
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lunedì 22 settembre 2008
La rincorsa alla Casa Bianca, parte nona
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Rincorsa alla Casa Bianca
In arrivo una crisi ben più pericolosa dei subprime
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SOS Pianeta Terra: tra Live Earth
mercoledì 13 agosto 2008
Olimpiadi di Pechino: i medagliati italiani
Davide Rebellin: Sognava di vedere la muraglia cinese e di portare a casa una medaglia nel giorno del suo compleanno e ci è riuscito dimostrando un coraggio immenso. Partito in gita turistica in bici assieme a tutta la carovana in giro per Pechino, nel circuito attorno ad una delle sette meraviglie del mondo si è tenuto alla ruota del capitano Bettini, oro ad Atene 2004. Grazie al lavoro massacrante di Vincenzo Nibali nei primi 200 km, l'Italia ha controllato gli attacchi portati nella prima fase di gara. La foratura di Bettini ha complicato un pò i piani ed ha costretto Rebellin a inseguire la fuga del rivale spagnolo, giunto poi all'oro. Al traguardo ha dichiarato di non avere più avuto benzina al traguardo, dopo 4 ore di gara con 26 gradi di temperatura ed un tasso di umidità superiore al 90%. Va bene anche così.
Giovanni Pellielo: Terzo risultato utile consecutivo nella fossa olimpica dopo Sidney e Atene. Prima della partenza non sapeva che piattelli avrebbe dovuto abbattere, dato che il CIO aveva permesso solo ai cinesi di allenarsi su questi nuovi attrezzi. Poco male, la precisione e la determinazione di Pellielo sono stati più forti della foschia e del piattello misterioso.
Matteo Tagliariol: Si è fatto strada pian piano, quasi in sordina fino in finale. Elegante, determinato e vincente ha piegato in finale il francese il quale sembrava stesse per dire c'est ne pas possible. Invece è stato tutto vero per Matteo Tagliariol, prima medaglia d'oro di questa spedizione olimpica. La notorietà improvvisa, la telefonata del Presidente della Repubblica e la gloria olimpica non hanno scomposto più di tanto l'atleta italiano, che ha dichiarato di voler continuare la sua carriera nella spada individuale piuttosto che in tv.
Tatiana Guderzo: Sotto un autentico tifone, bagnata più di un pulcino, la nostra atleta conquista una medaglia di bronzo che vale quanto un oro. Non si poteva chiedere di più alla nostra ciclista portata alla volata dalla squadra italiana, colpita duramente alla partenza dall'esclusione per doping di una nostra eventuale medaglia d'oro.
Galiazio, Di Buò, Nespoli: La medaglia di argento può essere un risultato insperato e inatteso, ma può anche nascondere una grande amarezza per un'occasione fallita. Partiti sulla difensiva, a metà gara di tiro con l'arco a squadre la Corea del Sud sembrava filare dritto verso una vittoria annunciata, ma la costanza di Galiazio, l'esperienza di Di Buò e l'incredibile freddezza della matricola Nespoli ci hanno portato ad un passo dall'impresa. Proprio la sorpresa del torneo, Nespoli, cede alla tensione dell'ultimo, decisivo tiro per strappare l'oro ai campioni assoluti di questa categoria. Faccia dispiaciuta per Nespoli che sente la responsabilità dell'accaduto, mentre il coach lascia a metà la sua imprecazione per mostrare la sua fiducia al gruppo.
Giulia Quintavalle: Così piccola, e...combattiva. Giulia Quintavalle sembra sempre sul punto di spezzarsi ogni volta che sul tatami affronta le avversarie ma ad una ad una le piega, le ribalta, le fa volare e le schiaccia. Anche quando in semifinale l'atleta australiana sembra avergli lussato un braccio e le sue urla sembrano il preludio ad un ritiro lei stringe i denti, vince e poi stravince in finale, con lucidità ed una rapidità estrema nel girare la presa dell'avversario. Sogna di sfilare come una modella ma nel frattempo il destino gli consegna un oro olimpico inatteso. Saluta la vittoria come Toni quando segna un gol ed apre la strada ad un'olimpiade che per l'Italia si tinge di rosa.
Margherita Granbassi: Aveva raccolto l'eredità della Vezzali durante il suo stop, il tabellone l'ha costretta a sfidare la sua maestra in semifinale e a conquistare il bronzo in un altra finale casalinga. Un'atleta destinata a crescere, al momento si dimostra come una delle atlete più in gamba tra le nuove leve della scherma femminile italiana.
Valentina Vezzali: Una delle nostre atlete più attese non ha fallito l'appuntamento con la storia. Ha vari soprannomi, la Dama Bianca, il Cobra, ma per tutti è la madre killer che ha promesso al figlio la medaglia d'oro. Finale non facile per la Vezzali, alle prese con una coreana ostica che gli ha complicato la vita fino all'ultimo, recuperando uno svantaggio di tre stoccate. Da cineteca la stoccata finale, data in parata all'attacco della coreana, colpita d'infilata con un colpo dato con il fioretto dietro le spalle. Memorabile.
Federica Pellegrini: Non è più quella ragazzina sedicenne che ha stupito tutti ad Atene, è diventata la donna più attesa in vasca in queste olimpiadi. Cocente la delusione nei 400 m stile libero, in cui ha imposto il suo record del mondo. Gara al mattino e flop in vasca che ha trasformato la dolce veneta in uno squalo cannibale, con la gara al pomeriggio in cui ha dato un primo ritocco al record del mondo dei 200 m stile libero. Dopo una semifinale di controllo ha messo tutta la sua furia nella finale che gli ha regalato grandi soddisfazioni alle olimpiadi. Vittoria e record del mondo, con lo stesso sorriso sfoggiato già quattro anni prima.
Salvatore Sanzo: Il destino toglie, il destino dà. Gli mancava una stoccata per accedere alla finale, gli è bastato piazzare l'ultima stoccata per vincere il bronzo in una sfida degna del campione del mondo. Una gara proibitiva e nervosa, contro il beniamino di casa cinese, apparso subito nervoso e polemico. Qualche stoccata non segnalata a vantaggio dell'italiano sembrava aver fatto involare il cinese verso la vittoria, con una tattica snervante fatta di pause per spezzare il ritmo del fiorettista italiano. Rimontando colpo su colpo ad uno svantaggio di tre stoccate Salvatore Sanzo con buone parate ed un affondo finale ha lasciato sul posto il cinese, portandosi a casa una medaglia di bronzo ben più pesante e difficile di una medaglia d'oro.
Francesco Quartararo
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Olimpiadi di Pechino: i medagliati italiani
mercoledì 30 luglio 2008
Il caos generato dall'ordine: la lotta infinita del cavaliere oscuro
ggendari di Falcone e Borsellino, salvo poi rivelare la usa faccia nascosta e implacabile. Un cast d'eccezione per un film che non è mai banale, con il gusto della battuta tetra nel massimo momento di tensione e della riflessione filosofica e psicologica. Un intero capitolo a parte meritano i due protagonisti della storia. Heath Ledger è stato in grado di spazzare via l'immagine di Joker dalla faccia di Jack Nicholson, ha spinto il suo personaggio a dei livelli impossibili da ripetere, consegnando al cinema un'interpretazione da Oscar. Christian Bale regge perfettamente la sua dualità, non rende Batman ridicolo ma lo spinge drammaticamente ai suoi limiti, mentre Bruce Wayne non viene inghiottito dal confronto col suo doppio mascherato. L'integrità morale della speranza nella giustizia contro la forza devastante del caos e della distruzione fine a sé stessa, due mostri che simboleggiano i due volti estremi di una società che nei momenti difficili si tramuta nell'una o nell'altra maschera. Incredibile come l'analisi più lucida di Gotham City arrivi proprio da chi si estranea da essa per proteggerla o per distruggerla: Batman e Joker si completano e si definiscono tra di loro per contrasto, entrambi hanno la capacità di capire il mondo in cui vivono anche se partono da presupposti totalmente opposti. Un film che lascerà il segno sullo spettatore adulto, al quale il film è consigliato per il terrore che alcune scene possono suscitare nei più piccoli.
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mercoledì 16 luglio 2008
Il bavaglio dell'idiozia
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sabato 12 luglio 2008
La privacy sui social network come arma della magistratura
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giovedì 3 luglio 2008
Nei 60 anni della Costituzione va in scena lo scontro dei poteri
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martedì 24 giugno 2008
La strategia della FIGC per far tornare Lippi
ancio finale: peggiore sconfitta di sempre in un esordio ufficiale, sterilità offensiva dei nostri attacanti mai andati a segno, stabilità difensiva ritrovata in extremis con l'investitura di Chiellini come degno erede di Cannavaro, impossibilità di costruire gioco senza Pirlo. Ecco quindi la possibilità di ripagare Lippi per il prestigio ridato al calcio italiano e mantenere la sua integrità morale. Per Donadoni pronta la panchina del Monaco, acquistato a prezzo stracciato proprio da quello Spinelli che lo aveva misteriosamente licenziato anni fà. Tutti contenti quindi, o quasi. Abbiamo scoperto con un brivido di non avere avuto un ricambio generazionale adeguato a mantenere la nsotra proverbiale integrità difensiva. Chiellini, Grosso e Panucci hanno bisogno di compagni in forma, Cannavaro è mancato troppo. Il centrocampo avrà bisogno della maturazione definitiva di De Rossi ed Aquilani, apparsi a tratti acerbi. Cassano deve avere più spazio mentre si attende l'arrivo di Amauri in nazionale per dare finalmente all'Italia un degno sostituto di Toni, apparso bloccato e sfortunato, dato che un gol l'aveva pure segnato in posizione regolare. Parecchio lavoro per Marcello Lippi, atteso al timone della Nazionale tra giovedì e venerdì.
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sabato 14 giugno 2008
Il diritto degli irlandesi di affossare il Trattato di Lisbona
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La rincorsa alla Casa Bianca, parte ottava
so il senatore colored, ma molti diffidano della ventata di estrema novità presentata da Obama. Ecco che John McCain può sperare nella paura degli americani di cambiare coraggiosamente rotta, mantenendosi come linea di continuità con la (disastrosa) amministrazione Bush. Non è ancora chiaro cosa intenda avere in cambio la coriacea senatrice in cambio, dato che Obama per ricucire gli strappi in casa democratica abbia promesso la vicepresidenza ad Edwards. Probabile un posto come ministro degli Esteri o un altro posto di rilievo in un'eventuale squadra di governo. Il Wall Street Journal ed altri osservatori sono sicuri della vittoria finale del giovane Obama. Da vedere quindi se la tattica dello scontro settimanale proposto da McCain possa logorare il giovane Obama o sfibrare la vecchia volpe repubblicana.
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sabato 31 maggio 2008
L'Italia che merita i rifiuti
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In arrivo nuovi leggi sull'editoria
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martedì 27 maggio 2008
Londra, what a city! Parte quarta
La sua forma, quasi di tempio greco, ti anticipa che quello è un luogo sacro e che i “pellegrini”che vi si recano , avidi di bellezza o solo pieni di curiosità, non devono violare quel luogo con rumori troppo forti o trilli di telefonino.
Già, il telefonino: come il mio che trilla nella mia tasca annunciandomi ( secondo le regole, fin troppo forte) che Simona ci ha raggiunti.
Ma è solo un breve intermezzo in quella passeggiata che come abbiamo ironicamente detto ci sta facendo attraversare ben 5 secoli di storia dell’arte.
Un occhio veloce alla nostra guida: il tempo è tiranno ma io voglio vedere e osservare, sono avida di colori e di tele , di vedere da vicino i quadri che ho osservato solo sulla carta patinata dei libri di scuola.
Cominciamo a girare: per una visita appagante alla National Gallery bisogna puntare più sulla qualità che non sulla quantità.
Guardiamo i primi quadri e in quel turbinio di colori ci domandiamo se è normale trovare lì tutti quei tesori, da Antonello da Messina fino a Caravaggio.
Dopo avere visitato le prime cinque o sei sale la curiosità la fa da padrona e con il nostro accento molto-poco british chiediamo “sorry, where is the “Virgin of the Rocks”?”. Una signorina molto gentile ci rimanda al numero della sala.. ci avviciniamo sempre di più, passando per la Venere e Marte di Botticelli, il Battesimo di Cristo di Piero della Francesca, la sepoltura di Michelangelo, Bacco e Arianna di Tiziano.. e poi eccola lì: La Vergine delle rocce di Leonardo… guardarla da vicino fa quasi impressione.
In me affiorano echi della scuola superiore che hanno la voce della mia prof.ssa di storia dell’arte:
L'interpretazione ufficiale della "Vergine delle Rocce", è quella che identifica la figura di Gesù con quella del bambino posto in basso, nell'atto di benedire, e quella della figura del piccolo Giovanni Battista con il bimbo genuflesso abbracciato dalla Vergine. Ribaltando tale interpretazione, si potrebbe invece immaginare che la figura del Gesù possa essere quella posta in alto, accompagnata dall'amorevole gesto della Madonna, e che quella del bambino sottostante, benedicente, sia invece quella del Battista, quasi a volere prefigurare in questo gesto, l'atto futuro che il Battista avrebbe compiuto nei confronti del Cristo: il Battesimo. Quanta simbologia in questo gesto! Qui sembra che Leonardo, instancabile indagatore, sia voluto pervenire all'origine della scelta del Battista come Colui che un giorno avrebbe potuto compiere un atto talmente sacro, come quello di battezzare Gesù. Forse per questo ambienta tutto in una caverna, che ci ricorda l'origine dei tempi, e dunque l'origine della scelta. E forse è per questo che è presente, sullo fondo, l'elemento dell'acqua. Alla luce di questa possibile interpretazione osservando bene il dipinto “La Vergine delle Rocce”, la prima cosa a risaltare sarebbe il gesto affettuoso con il quale la Madre accosta il figlio al Battista mentre, con l'altra, si accinge a benedire il capo del Giovannino. È come se la Madonna si facesse da tramite, per trasferire la benedizione di Gesù al Battista, che ora a sua volta, può legittimamente osare di benedire il Bambino Gesù. Ma ecco che dal quadro emerge una figura, quella più adeguata a dare annunci, l'Angelo. L''Angelo si rivolge a noi spettatori, e ci indica quale è il figlio di Dio. Pare infatti volerci dire con il suo gesto: è Lui il Bambino divino.
E mi ritrovo inconsapevolmente a ringraziare la prof.ssa per quello che mi ha insegnato..
Proseguiamo per le sale e ci ritroviamo di fronte ai dipinti Cézanne, Vermeer, Velázquez, Degas, Monet, Rembrandt e Rubens.. quanta emozione nel vedere i quadri del padre del cubismo qui a non più di un metro dal mio viso.. Il pittore delle “ballerine” mi emoziona (forse anche per un motivo personale) e i quadri di Monet mi lasciano senza fiato, quasi in sospeso tra quelle pennellate di colore così approssimative ma così vere, autentiche.
Il puntinismo di Seurat mi cattura… Le dimensioni del suo quadro mi portano in quello stesso prati, accanto ai signori ben vestiti, ad osservare la scena e quella barchetta.
Renoir e le sue forme generose mi fanno sorridere ( sarà perché ho sempre pensato dopotutto di essere una delle sue “bagnanti” in carne -soprattutto quella- e ossa?).
Uno dei momenti topici è stato senz’altro trovarsi davanti ai miei amati “girasoli” di Van Gogh…è il primo vaso di girasoli che Van Gogh dipinse ad Arles, quando divideva casa con Paul Gaugin: quelle pennellate aggressive, che denotano tutta la follia e la lucidità del pittore olandese, mi catturano e per un paio di secondi mi rivolgo al giallo di questo quadro con curiosità: non è né troppo acceso ne è spento ma vibra di un intensità tutta sua e un po’ mi inquieta,
bene, è meglio andare avanti… osserviamo ancora qualche dipinto, nel frattempo un gentilissimo signore ci informa che lo zaino di Francesco è aperto e di controllare se manca qualcosa( e poi dicono che i londinesi sono sgarbati). Stiamo ancora cercando il Caravaggio: sappiamo che è in questa sala ma non sappiamo dove.. e poi qui la gaffe, che alla fin fine ci sta e ci fa ridere di gusto.
F: Quello è un Caravaggio?
C: No, non è lui..mi sa che è quello
F: Sbagliato.. è questo..
C: no, non vedi, è di un altro pittore..
F: questo non mi sembra proprio
C: nemmeno a me..
F: è lui!
La Cena in Emmaus di Caravaggio.. come abbiamo potuto confonderla!
Stavolta mi maledico e ringrazio che la prof. Di storia dell’arte all’Università mi abbia dato 30 e lode ma non legge i blog (per fortuna).
I due discepoli mostrano stupore, Cleofa si alza dalla sedia e mostra in primo piano il gomito piegato; Pietro vestito da pellegrino con la conchiglia sul petto, allarga le braccia con un gesto che mima simbolicamente la croce, e unisce la zona in ombra con quella dove cade la luce; anche il braccio di Cristo, proteso in avanti, dipinto in scorcio, da l'impressione di profondità spaziale; il quarto personaggio, l'oste, mostra uno stupore senza consapevolezza, non coglie il significato dell'episodio cui sta assistendo; il discepolo posto di spalle, infine, funge da espediente per coinvolgere più direttamente lo spettatore nella scena.Caravaggio da risalto al brano di natura morta sul tavolo, con i vari oggetti descritti con grande virtuosismo, unendo ancora una volta realismo e simbolismo in un linguaggio unico. La brocca di vetro e il bicchiere riflettono la luce, il pollo con le g
Poi una voce interrompe questo momento di agape : uno degli addetti ci invita ad avviarci all’uscita perché la galleria chiude alle 18.
A malincuore lasciamo quel regno dorato alle nostre spalle, consapevoli che ci sarebbe voluto più tempo per assaporare a pieno ogni singolo colore, movimento del braccio di quelle figure fantastiche che popolano secoli e secoli di storia dell’arte.
Usciamo ed è il 26 Aprile 2008: fuori dalla galleria è una tipica giornata londinese, la gente si affolla sulla piazza e noi ci ritroviamo a pensare che i nostri piedi stanchi ( dopo ben 10 ore quasi ininterrotte di cammino) non potevano portarci in un posto migliore di Trafalgar, all’ombra della statua dell’impavido ammiraglio che portò la sua Inghilterra alla vittoria e alla gloria. Che però, traduntur, soffriva di mal di mare!
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Londra, what a city! Parte terza
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sabato 17 maggio 2008
Londra, what a city! Seconda parte
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