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venerdì 21 dicembre 2007

Il rock antimafia a Corleone


MTV Italia sbarca in uno dei luoghi più temuti d'Italia: la Corleone di Riina e Provenzano, il paese di Liggio e dell'ex sindaco di Palermo Ciancimino, nodo di collegamento tra l'ambiente politico e quello mafioso. A Palermo tutti sapevano chi era Ciancimino e a chi doveva la sua fortuna, ma nessuno osava dire niente, un pò come il suo degno erede di oggi, che per ovvie motivazioni non posso citare dato che l'indagine a suo carico è ancora in corso. Diversamente da come abbiamo visto in tv Corleone non ha una piazza enorme e dei muri a secco in mezzo alle trazziere, le strade sterrate di campagna. Gli abitanti non parlano nemmeno una specie di ibrido catanese-palermitano come nella fiction dell'anno, "Il capo dei capi" ma un siciliano stretto tipico dei paesi interni. Lo stupore, la sorpresa di chi fino all'ultimo non avrebbe mai pensato che Provenzano stava nelle campagne là vicino è autentica, il sindaco è necessariamente un sostenitore della legalità e non ha potuto che vedere di buon occhio l'iniziativa intrapresa da TRL di montare un palco dive far esibire i gruppi del momento in nome della lotta alla mafia. Una lotta azzoppata quando si toccano interessi troppo alti. Una piacevole eccezione ieri, quando il presidente della Despar Sicilia è stato arrestato con l'accusa di essere il cassiere di uno degli ultimi latitanti considerati influenti, Matteo Messina Denaro. Circa cinquant'anni fà, quando si riconobbe l'esistenza della mafia, qualcuno disse che senza l'interesse della politica la mafia sarebbe sparita. Ecco qual è il segreto della longevità della mafia: la sua capillare distribuzione e la capacità di concentrare grandi sacche di elettori verso un unico partito. Se andate a guardare il primo partito siciliano nell'arco degli ultimi cinquant'anni capirete veramente come si è evoluta la storia della mafia.


F.Q.

mercoledì 19 dicembre 2007

Moggi colpisce ancora

Trapelano alcune indiscrezioni sulle nuove intercettazioni di Moggi, a quanto pare mai del tutto uscito dal mondo del calcio. Ecco qui i verbali riguardanti l'inchiesta. Risultano pressioni sull'arbitro Nucini, reo di non aver ceduto al ricatto di Moggi e aver spifferato tutto all'Inter già nel 2003. Moratti ne parlò ad un ex dirigente indagato per le vicende dello spionaggio Telecom, Tavaroli, in grado di sapere in anticipo se quella di Moggi fosse stata una trappola o meno. Moggi voleva far sparire la sim card segreta che aveva affidato all'arbitro Nucini e per farlo era già pronto a prelevare la scheda telefonica fin dentro la camera d'albergo. Scorrendo i verbali si scopre che Moggi seguiva le mosse di mercato del Milan limitandosi a commentare le scelte del club rossonero, evitando di far cadere su di sé la responsabilità di una clamorosa esclusione del Milan dai preliminari di Champions League (ricordiamoci che grazie a quei preliminari il Milan ha potuto immortalare nella storia il suo 2007). Moggi rassicura anche il d.s. Foschi sulla possibilità che Briatore scelga di comprare il Palermo, interviene per far vendere il Livorno ed il Siena ad un altro presidente. Don Luciano parla anche di Carraro e delle pressioni di Petrucci per ridurre la sua condanna.
Francesco Quartararo

Corri ragazzo laggiù


Guai in vista per Michael Schumacher e Tuncer Yilmaz, il tassista protagonista della folle corsa verso l'areoporto di Coburgo. Il tassista rischia una condanna per aver infranto la legge sul trasporto dei passeggeri mentre Schumy una modesta multa per eccesso di velocità. Mentre la polizia stradale indaga quali infrazioni del codice della strada sono state commesse - ha fatto in 30 minuti un percorso che io faccio in 40 minuti, ha detto Yilmaz - il manager di Schumacher, Willi Weber invita al buon senso mentre l'Opel, casa costruttrice della monovolume incriminata ha invitato il tassista a seguire un corso di guida sportiva su una pista vicino Francoforte.


F.Q.

Allarme tsunami per le Hawaii

Alle ore 10,30 locali il centro meteo giapponese ha segnalato un rischio tsunami per lo stato delle Hawaii a causa di una scossa di 7,3 gradi della scala Richter segnalata al largo dell'Alaska. L'epicentro è stato segnalato nei pressi delle isole Aleutine, nel Pacifico settentrionale. Il servizio metereologico americano sta monitorando la situazione. L'allarme segue a breve distanza quello diramato pochi giorni fà a causa di un altro potente sisma in Giappone, che ha causato onde anomale di modeste dimensioni. Le autorità statunitensi invitano per ora gli abitanti ad abbandonare le zone costiere e aspettare ulteriori istruzioni.


F.Q.

venerdì 14 dicembre 2007

Qualcuno ti ha copiato il sito o il blog? Trovalo!

Il lavoro che uccide

Dopo i funerali di ieri a Torino un'altra fabbrica della ThyssenKrupp ha preso fuoco nei pressi di Terni, questa volta senza gravi conseguenze. Non sono passate nemmeno 24 ore dalla profonda commozione dei funerali di quei quattro operai carbonizzati in una giornata di lavoro come altre, tra forni ad altissima temperatura, turni massacranti sostenuti solo dalla volontà di garantire le condizioni di vita sufficienti per la propria famiglia. Tutti i loro colleghi sapevano che sarebbero potuti morire allo stesso modo. Ma non solo loro. In Italia il lavoro, quello che si trova facilmente, è a nero, senza coperture sanitarie, con un guadagno mensile preso a proprio rischio e pericolo. Basta pensare a tutti quei ragazzi, ex-immigrati ed irregolari che giornalmente lavorano nei cantieri edili, sotto le dipendenze di aziende prive di scrupoli. I metalmeccanici, i forestali, le forze dell'ordine e gli autotrasportatori rischiano in prima persona la loro vita per offrirci servizi, protezione e beni materiali. Gli impiegati interinali e con contratti irregolari più che la vita rischiano la salute, anche se a lungo andare è un pò come morire lentamente giorno per giorno. Una situazione paradossale che porta lavoratori con 25 anni di servizio a doversi trovare un lavoro in un mercato chiuso e pronto ad implodere su se stesso tra qualche anno. Il numero dei futuri pensionati non sarà sostenibile dalle nuove leve che dovranno occupare meno posti di lavoro rispetto al passato. Rischiamo seriamente di dover sostenere almeno una decina di milioni di pensionati con una forza-lavoro vicina alle otto milioni di unità. Una priorità sociale e politica da risolvere prima di qualsiasi legge elettorale, finanziaria, condono o invenzioni di partiti e coalizioni.
F.Q.

martedì 11 dicembre 2007

Corri ragazzo laggiù

La giornata procede bene, le corse in taxi ti hanno fruttato un buon gruzzoletto. Certo niente di speciale, ti ci vuole ancora un bel pò per permetterti di fare una vacanza estiva in Romagna. Chissà quante altre giornate grigie e clienti insopportabili e petulanti che si lamentano. La prossima corsa ti porta all'aeroporto di Coburgo. Ti ritrovi una famiglia piena di pacchi, con una fretta terribile per prendere il loro volo prima che parta. Mentre sistemi i pacchi e fai accomodare la signora, ti accorgi che il capofamiglia non è una persona qualunque: la leggenda vivente della Formula 1 Michael Schumacher. Che fare? La famiglia Schumacher deve arrivare in tempo, ti tremano le gambe a pensare chi porti in macchina. Il traffico è congestionato, la strada è lunga e non hai una Ferrari tra le mani. Come lo porti in tempo il sette volte campione del mondo di Formula 1 all'aeroporto? Ti sudano le mani mentre fai slalom tra le macchine, ma non rischi la pelle e la tua macchina, devi ancora lavorarci parecchio. Il tempo passa inesorabilmente, là dietro la famiglia Schumacher è in agitazione, quando ad un certo punto il signor Michael si gira verso di te e dice: "Mi scusi, potrei guidare io per arrivare in tempo?". Affidare la tua macchina ad un mostro sacro delle corse automobilistiche, rischiare l'osso del collo oppure rischiare di perdere l'occasione di fare un giro in macchina con Michael Schumacher? Nella frazione di un secondo le chiavi della tua monovolume sono già nelle mani di Schumi, il tempo di allacciare la cintura e renderti conto di aver infranto ogni tua convinzione sulla tenuta di strada e le capacità della tua monovolume che ti ritrovi all'aeroporto di Coburgo, con la famiglia Schumacher che ringrazia, ti paga la corsa e vola via. Ma chi ci crede se racconti una storia del genere? Chiedete a Tuncer Yilma, il fortunato taxista protagonista di questa storia.
Francesco Quartararo

Il dopo Putin affidato al capo della Gazprom

Dmitri Medvedev, presidente della Gazprom, il colosso dell'energia russa che rifornisce l'Europa, è il successore designato da Putin alle presidenziali per il Cremlino. Attuale vicepremier, amico di Putin da più di 17 anni, rappresenta l'anello di congiunzione tra la categoria dei ricchi miliardari e la strettissima cerchia di politici degni della fiducia di ben quattro partiti: Russia Unita - il partito di Putin -, Russia Giusta, il Partito Agrario e Forza Civile. Solo due di questi partiti sono attualmente in Parlamento e l'unico vero avversario alle presidenziali è Kasparov, nella speranza che riesca a fare una campagna elettorale stando lontano dalle carceri russe. Una successione a tutti gli effetti, calcolando il peso elettorale delle quattro compagini più che un'elezione si assisterà ad una ratifica di una decisione già concordata a monte. Ciò che stupisce è che la carenza democratica pare non dipendere dagli strumenti costituzionali, quanto dalla società russa incapace di sfruttare appieno una libertà mai avuta prima. Lo scenario che si prospetta da qui al 2012 (o il 2016, in caso di rielezione) è quello di un paese in grado di tutelare i propri privilegi economici derivanti dalla distribuzione del petrolio e del gas, una politica internazionale aggressiva che mira a stringere in un rapporto di dipendenza stretta tra l'Europa e la Russia. La possibilità di ricevere gas e petrolio dal Mar Nero tramite l'Iran e gli ex paesi sovietici sta per essere smantellata dalla tattica estera russa. I rifornimenti energetici per l'Europa proveniente dal Baltico e - eventualmente - dal polo nord saranno gestiti e cooptati da una Russia guidata da un petroliere. Un motivo in più per rilanciare una politica energetica che non ci costringa a dipendere mani e piedi dalla Repubblica russa targata Gazprom. Un problema in grado di determinare direttamente i costi della produzione industriale in Europa, uno strumento economico forte per piegare l'Unione Europea verso posizioni non facilmente conciliabili, in vista di un ulteriore allargamento ad est dell'area euro. Un altro fronte caldo riguarda l'area dei Balcani, in cui la Serbia è fortemente spinta dall'Italia all'ingresso nell'Unione Europea ed il Kosovo rischia di far deflagare una nuova guerra etnica. La richiesta di indipendenza del Kosovo dalla Serbia può riaccendere vecchi odi etnici che la Russia può trarre a suo vantaggio, facendo dell'area balcanica un nuovo e potenzialmente ricco mercato, scippandolo all'area dei paesi dell'Unione Europea. Un futuro ancora da definire, quello nel segno di Medvedev.
F.Q.

lunedì 10 dicembre 2007

Mp3 gratuiti

Se si tratta di una pagina veramente funzionante, questo sito è il degno erede di Napster. Su Technorati è segnalato come un sito in cui è possibile scaricare liberamente e gratuitamente mp3. La responsabilità per qualsiasi eventuale costo è a carico dell'utente e l'autore del blog non è responsabile di ciò che è presente in altri siti.
Macchia 1986

giovedì 6 dicembre 2007

Le Russie di Putin

Molti osservatori nazionali si sono affrettati nel ricordare come la vittoria elettorale del partito di Putin non sia stata salutata dal presidente Bush. Una consuetudine forse non rispettata, anche se le elezioni della settimana scorsa riguardavano il rinnovo della Duma e non direttamente le elezioni presidenziali. Molto più interessante l'osservazione lanciata dall'Ocse, secondo cui le norme democratiche convenzionalmente accettate dai paesi occidentali non sono state rispettate. Tutto questo dipende dall'attuale sistema politico russo, annaffiato dai soldi dei grandi miliardari legati alla produzione e alla distribuzione del gas e del petrolio, in grado di piegare la Russia verso un sistema di governo forte e autoritario. Il presidente Vladimir Putin ha dalla sua una conoscenza capillare del sistema di sicurezza degli interni, dovuta ai suoi trascorsi nel KGB, in grado di mantenere un certo grado di sicurezza sociale e stabilità politica. Nel mantenere tutto questo le principali vittime sono le voci indipendenti ed intransingenti dell'informazione, difficili da assoggettare ad un piano di visione comune e uniforme, oltre che gli oppositori politici più rumorosi. L'esclusione del partito di Kasparov e la sua incarcerazione non aiutano gli altri paesi a guardare la Russia con sicurezza. La partecipazione alle elezioni avrebbe dato la possibilità di quantificare il peso politico della compagine politica guidata da Kasparov e stabilirne una sua eventuale sconfitta basata su una scelta elettorale ben precisa. Ad oggi è impossibile affermare con sicurezza se Kasparov deve la sua fortuna politica alle sue doti di giocatore di scacchi o ai temi di cui parla. Per una Russia che pensa di essere ad un passo dal ritorno degli zar, con una classe politica piegata a tramutare in legge i bisogni dei grandi ricchi, vi è una Russia che qualche giorno prima delle elezioni temeva di non raggiungere il 40% dei voti, di non poter contare su una larga maggioranza in grado di guidare il paese. Dal sondaggio qui proposto, al momento gran parte dei visitatori guarda alla Russia come un paese in cui la democrazia può essere assicurata da un partito di maggioranza così forte. Una vittoria assicurata grazie allo spauracchio delle potenze straniere, invidiose della Russia e pronte ad indebolirla su ogni fronte. Sicuramente un grande merito di Putin è quello di aver rilanciato negli ultimi anni l'immagine della Russia come grande potenza mondiale, mostrando i muscoli nello stracciare i trattati di non proliferazione di missili nucleari, nella gestione della lotta al terrorismo e nell'influenza - vedi Georgia, Ungheria e Bielorussia - negli ex stati sovietici. L'unica Russia che manca all'appello è quella dei comuni cittadini, nostalgici della sobrietà dei costumi comunisti, allergici alle ostentazioni di opulenza dei nuovi miliardari e dei sorprusi della malavita organizzata, senza contare tutti quei russi costretti a vivere in città-fantasma, strettamente militarizzate o sottoposte a radiazioni superiori alla norma.
Francesco Quartararo

martedì 27 novembre 2007

La perla d'oriente che rischia di cadere nel fango

Una popolazione di circa 20 milioni di abitanti, una foresta di grattacieli in grado di far cambiare la mappa satellitare della città ogni sei mesi. Un treno a lievitazione magnetica in grado di viaggiare a 400 Km/h, una linea metropolitanea al di sotto del livello del fiume, cinque nuove reti con una portata di 1200 km cubi di gas naturale, una legge che regola le immatricolazioni per i veicoli stradali basandoli su un'asta virtuosa. Un sistema di comunicazioni fluviale in grado di far risalire navi porta container e petroliere che taglia in due una città che rischia di sprofondare su se stessa: Shanghai rischia di sprofondare nel suo terreno sottratto alle paludi. Un ritmo di circa 0,7 mm l'anno che in alcune zone raggiunge la cifra record di 2,56 metri, con vecchie palazzine affondate ed incastrate nel terreno. Un altro rischio deriva dall'avvicinamento del mare alle coste. Ecco perché nel giro di un decennio l'acqua del mare potrebbe ricoprire una città affondata dall'immenso peso del cemento armato che la costituisce. Per bloccare tutto questo un imponente rete di sensori e nervature artificiali è pronta per ricoprire la città e tenerla sotto controllo, mentre sulla costa un imponente sistema di dighe è pronto per evitare al mare di avanzare. Resta aperta la sfida per salvare Shanghai e tenerla letteralmente in piedi. Una sfida affidata alla migliore task force di geologi chiamati di gran corsa da Pechino, interessata più che mai a salvaguardare il forziere della Cina.

F.Q.

Guerriglia di marketing

Qualche tempo fà nella mia casella mail è arrivata un'allarme riguardante alcuni noti prodotti alimentari. Inutile e controproducente farne un elenco, basti sapere che i biscotti, i dolci e i latticini presenti sono presenti da anni nelle nostre tavole. Un allarme riguardante l'uso di coloranti e sostanze tossiche a lungo termine nella produzione di generi alimentari, in grado di far andare di traverso qualsiasi pasto. Ho impiegato qualche settimana nel dedicare un post alla vicenda, quando ieri sera è arrivata una spiegazione insperata: l'e-mail arrivata ed inoltrata a ciclo continuo ai contatti in rubrica fa parte di un'azione, mirata e studiata da alcuni professionisti della comunicazione pubblicitaria, di guerriglia di marketing. Ovvero se non puoi battere la concorrenza, dimostra che la concorrenza danneggia il consumatore ed avrai un vantaggio. Oltre a vere e prprpie agenzie di anti-pubblicità, ci sono interi siti internet dedicati alla guerriglia di marketing per motivi ideologici, contest per pubblicitari che remano contro o intendono svelare le tattiche più aggressive e subliminali. Purtroppo neanche la firma di Beppe Grillo basta per avere la certezza che le grandi multinazionali, legate alla produzione alimentare, possano avvelenarci. L'attenzione deve però sempre rimanere alta, perché mentre ognuno di noi pensa innanzitutto alla propria sopravvivenza, fisica, materiale e intellettuale, le grandi aziende, corporation, aziende assicurative e bancarie pensano solo al profitto, all'utile aziendale e allo stritolamento della concorrenza. Questi colossi del campo finanziario-assicurativo, così come le grandi multinazionali attive nei vari settori di produzione, prendono a prestito valori affettivi, legati al bisogno di sicurezza e stabilità, in cui in realtà non credono. Come convincere un risparmiatore a stipulare un'assicurazione sulla vita sapendo i veri costi dell'operazione? Basta non dirgli come vengono fatti girare su tutti i mercati internazionali i liquidi versati mensilmente. Il settore pubblicitario abbonda di sorrisi, immagini rassicuranti di personaggi, più o meno, noti e affidabili. Chissà quando scatterà l'operazione simpatia del Vampiro della Cassa di Credito o della Banca del Soldo Rubato. Non sarà una pubblicità rassicurante, ma almeno il pubblico apprezzerà l'operazione verità.
F.Q.

lunedì 19 novembre 2007

L'ultimo colpo di coda del Cavaliere

Quando i palazzi della politica tremavano per l'ondata di malcontento scatenata da Beppe Grillo, tutti si chiedevano: dove è finito? L'antipolitico per eccellenza, l'uomo che ha scatenato il processo degenerativo della politica italiana era avvolto in un assordante silenzio mediatico. Stava forse architettando qualcosa? Una soluzione estrema per legittimare il potere datogli dai sondaggi che lo ergono a presidente del consiglio in pectore? A ottobre la scoperta da parte dei suoi più acerrimi nemici: il passaggio di alcuni senatori eletti nell'Ulivo nella sezione esteri a Forza Italia. Al ritorno da una visita di cortesia a Putin la soffiata assume la consistenza di notizia, qualche senatore parla e dice di aver rifiutato la proposta. Sfogliando libri di giurisprudenza e di storia quell'operazione messa in atto da Berlusconi prende nomi molto sgradevoli: corruzione, voto di scambio, compravendita di voti. Berlusconi torna prepotentemente in campo annunciando - ma soprattutto facendo annunciare - giornalmente la spallata al governo Prodi. L'occasione si presenta al Senato ma la spallata non riesce, anzi la beffa è ancora più cocente perché ottenuta senza ricorrere al sotterfugio del voto di fiducia al governo. Dal suo schieramento i mugugni e le lamentele si alzano e si manifestano nel suo alleato più forte, AN. Si riconosce a Berlusconi un modo di fare troppo arrogante e ripetitivo, fatto più di spinte emotive che di serietà politica. Basti pensare come Cicchitto, rappresentante di Forza Italia al congresso di AN sia stato subbissato di fischi. Quest'ultimo atto del Cavaliere, da molti definito "a sorpresa", porta con sé molti più pericoli di quanti lo stesso Veltroni non dica: mentre la costruzione del Partito Democratico ha previsto mesi di discussioni nei vertici politici e nella base elettorale, portando a durissimi scontri, scelte sofferte, ma soprattutto piena consapevolezza e responsabilità delle proprie azioni, Berlusconi nel giro di una settimana sceglie di cambiare nome a Forza Italia trascinando i suoi elettori in una confusionaria sbornia di piazza che li autoconvince della dovuta eleggibilità a presidente del consiglio del loro campione. Nessuno dei suoi elettori e nemmeno Silvio si è accorto di aver perso una competizione democratica, ma quel che è peggio è che nessuno a Forza Italia sa perdere una competizione democratica. Una testimonianza della confusa azione di Berlusconi è il nuovo nome di Forza Italia, che dovrebbe diventare Partito delle Libertà o Popolo delle Libertà. Uno schieramento che nominalmente richiama il PPI inventato da Sturzo, ma che ricorda molto da vicino i partiti populisti del Sud america. Un'accozzaglia che di politico ha ben poco e strizza l'occhio all'idea del Grande Centro cercata dalla costellazione di partitini di centro, i liberisti, i vetero-fascisti abbagliati dall'idea di un condottiero di libertà in nome del popolo italiano, parte del pubblico abituale di Mediaset e quei socialisti di destra che esistono solo in Italia. Alcune dichiarazioni sembrano uscite da alcuni libri di barzellette degli anni '50: il mio partito lavorerà contro i parrucconi della politica. Una dichiarazione che a ben guardare, è in linea con la sua idea di partenza: Berlusconi non è un politico, non lo è mai stato, si è sempre presentato come un ricco dirigente che scende in campo per difendere gli interessi - suoi e - del suo paese. I suoi elettori lo ammirano e lo eleggono due volte Presidente del Consiglio perché in lui non vedono un politico, ma un dirigente interessato ai suoi dipendenti. L'idea di azienda si sparge a macchia d'olio nella pubblica istruzione - dove il preside è tutt'ora il dirigente scolastico - fino alla cosidetta "azienda Italia", dove non esiste lo Stato, esiste un'azienda di cui lui è il direttore e Scalfaro prima, Ciampi dopo, sono solo i presidenti nominali. Ciò che conta è tenere al sicuro l'azienda, cacciare gli indesiderati (gli immigrati) e zittire gli agitatori che bloccano i lavori (i magistrati rossi, i politici rossi, i manifestanti rossi, i giornalisti rossi ed i garanti delle comunicazioni rossi). In appena tredici anni è riuscito a farci credere nell'esistenza di una rete di comunisti in grado di bloccare e sabotare il paese. Una sorta di allucinazione collettiva che non ha riscontri fisici: il comunismo non esiste più, il socialismo massimalista è sparito ancora prima del muro di Berlino e gli attuali partiti che si definiscono comunisti sono gli eredi del PCI di Berlinguer, lontani anni luce da Togliatti o Filippo Turati. I no-global agli occhi del Cavaliere sono sovrapposti ai black block fatti volutamente entrare dalle frontiere italiane. In questo quadro la figura di Berlusconi e del suo partito mette ansia, non al governo Prodi o all'elettorato di sinistra, bensì all'integrità democratico dello Stato italiano.



Macchia 1986

mercoledì 14 novembre 2007

Una regola ad personam

Qualcuno si sarà chiesto qualche tempo fà come mai l'Ordine dei Giornalisti della Sicilia ha approvato una nuova regola, entrata a fara parte del codice deontologico della categoria, in cui l'appartenenza ai servizi segreti diventava un'attività incompatibile con la professione giornalistica. Niente più informatori garantiti, e gli 007 devono lavorare da soli nel costruirsi una rete di informatori ed informazioni. La necessità di questo provvedimento, apparso alla maggior parte un tardivo ed occasionale provvedimento chiarificatorio, scaturisce dal caso di Renato "Betulla" Farina. Il link vi porterà al blog che più di tutti si è occupato della vicenda
F.Q.

Il pericolo hacker più silenzioso e letale

La notizia non è proprio recente, ma è già stata trattata da Panorama, Paolo Attivissimo ed altri esperti del settore. L'evoluzione dei worm informatici porta a sistemi infettivi capaci di rimanere silenti fino a nuovo ordine. Non solo, ma sono in grado di sfruttare reti orizzontali di 40 computer per spostarsi ed evitare di essere cancellati. Il nome in codice è Storm Worm, e la sua potenza complessiva supera di gran lunga quella del più potente computer in possesso dell'IBM -per intenderci stiamo parlando del computer in grado di sconfiggere ripetutamente il campione del mondo di scacchi- e capace di sviluppare una rete Internet alternativa. Il codice sorgente di Storm Worm cambia ogni 30 minuti e si diffonde tramite le e-mail. Basta attivare i link che rimandano a YouTube ed il Worm è agganciato. Tramite Storm Worm si possono spedire e-mail con dati personali altrui senza accorgersi di niente. I conti bancari possono essere prosciugati o girati verso altri ed è possibile mascherare da indagini di mercato veri e propri dossier personali. Ma chi gestisce Storm Worm, ed in vista di che cosa? La domanda al momento non ha una risposta ma il rischio è concreto: pensate alle potenzialità di una rete alternativa, in grado di muovere capitali da un conto all'altro in assoluta tranquillità per qualsiasi tipo di azione informatica. Una rete alternativa potente, rapida e veloce con mezzi di difesa ed attacco. Come evitare tutto questo? Evitare di aprire e-mail che parlano di stragi, catastrofi naturali o che fanno leva sulla nostra curiosità e verificare prima che siti di informazione delegati a tutto questo ne parlino. L'e-mail si presenterà con un nome che è nella nostra rubrica, ma che il collega, l'amico o la fidanzata non ha mai inviato. Verificare prima di tutto e cancellare nel dubbio. Al momento la nostra difesa migliore è lo scetticismo
F.Q.

lunedì 12 novembre 2007

La notte buia del calcio

La grossa differenza rispetto alla tragica fine del derby tra Catania e Palermo è che dopo lo sgomento si sapeva che qualcosa andava fatto. Dopo la morte di Raciti si era capito che qualcosa sarebbe cambiato in positivo, non si poteva scendere più in basso. Ma da ieri le cose sono diverse. La morte di un'altra persona ad una stazione dell'autogrill, tifoso di una squadra di calcio ha acceso un incendio di violenza diffusa ed organizzata. Ricostruendo la vicenda nell'arco della giornata di ieri, le colpe di un tale disastro sono diffuse. La presunta rissa tra i due gruppetti di tifosi era già finita, le auto stavano per ripartire mentre dall'altro lato dell'autostrada due poliziotti esplodevano due colpi di pistola per fermare quello che ai loro occhi era l'assalto ad un portavalori lì vicino. La follia umana e la mala sorte hanno voluto che uno di quei proiettili attraversasse l'autostrada - senza beccare nessuno - e si fermasse all'altezza del collo di un dj romano colpevole di essere al posto sbagliato nel momento sbagliato. La ricostruzione ufficiale spiega così questa storia da far west, con molte incertezze e con parecchi punti al limite del fantascientifico. Tre ore di silenzio mediatico sulla vicenda portano alle orecchie dei tifosi laziali poche e confuse notizie, bastevoli per gettare nel caos la Federcalcio, il CONI, i canali che pagano i diritti televisivi per la messa in onda le partite e l'osservatorio del Viminale. Inter-Lazio rinviata, le altre partite posticipate di 1o'. Una scelta motivata da motivi di ordine pubblico. Ovvero per evitare di trasformare le tranquille famiglie allo stadio in un gruppo assatanato pronto a mettere a ferro e fuoco la città. Peccato che nessuno, al Viminale, in Federcalcio o al CONI abbia pensato che non rispettare la scomparsa di un tifoso poteva bastare per fermare per una giornata il campionato, mandando a casa gli ultras in lutto. La protesta ultras, almeno inizialmente, aveva una sua ragion d'essere: fermare la partita sarebbe stato un atto di civiltà. Per attuare questo principio di civiltà si è dovuto ricorrere agli strumenti persuasori degli ultras italiani: spranghe, tombini di ferro, fumogeni e bombe carta. La protesta unisce le tifoserie opposte di Bergamo e Brescia, Lazio e Roma. Ma la situazione è ormai sfuggita di mano e la protesta assume i contorni della rivolta organizzata. Il malumore serpeggiante dal derby di Catania, la rabbia accecante della notizia di un poliziotto che a distanza uccide a colpi di pistola un tifoso indifeso e lo sgomento nei confronti del governo sportivo, incapace di partorire decisioni serie e tempestive. Il Viminale rimane con gli occhi chiusi di fronte all'enorme rischio che si corre e vieta all'ultimo il posticipo Roma-Cagliari per il rischio di ritorsioni dei tifosi romanisti e laziali coalizzati nel punire con durezza il mondo sportivo, governativo e televisivo pronto a condannare sempre le azioni dei tifosi ma sordo e cieco di fronte ad una vicenda che ha coinvolto un tifoso. Il clima a Roma è bollente, a mente fredda un fatto di cronaca che ha i contorni della beffa del destino si ritrova ad investire un'altra situazione a cui è debolmente legata per questioni di fede calcistica. A Roma l'effetto domino è devastante: la furia manifestata nei confronti dei Rom, la rabbia per un delitto commesso da un poliziotto ai danni di un tifoso inerme e il diffuso malcontento per la Federcalcio ed il Governo portano ad un piano di guerriglia urbana degno di una squadra di vietcong. L'appuntamento tra ultras armati ed infuriati era dato nei pressi dello stadio Olimpico dove erano concentrate tutte le forze di polizia in assetto antisomossa. Si presentano poche decine di tifosi, facendo pensare ad un ritorno alla normalità. Scatta la trappola congeniata dagli ultras che assaltano la sede del CONI e devastano ben due caserme dei carabinieri, rimaste sguarnite e rivoltate come un calzino. Vengono i brividi pensando che tutto questo è stato messo in atto solo per fatti che riguardano da lontano il mondo del calcio. In altre parti del mondo certe cose accadono solo per i colpi di Stato o le rivoluzioni per liberarsi delle dittature. Da noi ci basta una domenica di sano sport per distruggere una città e le nostre speranze di normalità e tranquillità.
Francesco Quartararo

lunedì 5 novembre 2007

Un boss in meno, un latitante in più

Preso. Assieme al figlio in una villa vicino Montelepre, il capomafia di Brancaccio e Gaspare Puglisi è stato arrestato uno dei due eredi di Provenzano, Salvatore Lo Piccolo. Arrestati durante un summit nella villa sono stati trovati alcuni pizzini con ordini precisi per gli Inzerrillo, rientrati alla spicciolata dagli Stati Uniti. Scampato per tre volte all'arresto, secondo le indicazioni di Giovanni Brusca il boss di San Lorenzo era sempre in grado di sfruttare uscite secondarie e svignarsela. Da oggi non è più così. La sua carriera criminale inizia come autista del boss di San Lorenzo Riccobono, fiutata l'ascesa dei Corleonesi si è schierato con loro diventando l'ultimo vero padrino in libertà, leggermente più pericoloso di Matteo Messina Denaro. Dopo il vuoto di potere scaturito dalla cattura di Provenzano e vari corrieri dei pizzini, dall'anno scorso in Sicilia si sono presentati vari mafiosi costretti a nascondersi in America durante l'ascesa dei corleonesi ed una presenza inquietante, quella di James Joseph Burgler. Di per sé non è un mafioso di professione, ma risulta essere uno dei dieci uomini più pericolosi accanto all'inafferrabile Bin Laden. Burgler è stato fotografato e filmato a Taormina non più tardi di 9 mesi fà e può contare su una vasta rete di copertura all'interno delle organizzazioni criminali di mezzo mondo. Ma il collegamento tra la Sicilia mafiosa e gli Stati Uniti non finiscono qui. Di recente la mafia organizzata di Chicago ha subito un durissimo colpo e la necessità di preservarsi e riprodursi potrebbe portare ad una connessione sempre più stretta tra i due rami mafiosi. Secondo le rilevazioni del pentito Antonino Giuffré i boss americani sono personalmente addestrati nella gestione degli affari dai boss siciliani nell'area del trapanese, da sempre terra legata da una fortissima rete di connivenza dettata dalla massoneria locale. A confermare queste soffiate l'arresto gli scorsi mesi di un consigliere comunale accusato di aver offerto ospitalità ad un latitante nel trapanese. Lo stesso Giuffré ammette che le stragi di Capaci e di via D'Amelio furono fortemente volute in America e accordate da Riina per via della pesante intrusione di Falcone e di Rudolph Giuliani (ex sindaco di new York ai tempi dell'11 settembre) negli affari di mafia tra Stati Uniti e Sicilia. Adesso che il colpo assestato è tra i più pesanti rimane uno sforzo da compiere: prendere Matteo Messina Denaro, l'ultimo erede di Trapani che per la sua scalata a Cosa Nostra e la conquista del potere dei corleonesi deve chiedere una mano d'oltreoceano
Francesco Quartararo

mercoledì 31 ottobre 2007

Cristina Fernandez Kirchner, da first lady a presidente

Lei può dire di avercela fatta. Simile in molti aspetti ad Hillary Clinton, senatrice, first lady ed avvocato è riuscita a succedere al marito nella corsa alle presidenziali. Esponente del Fronte Nacional Para la Victoria, vicino all'ala sinistra del peronismo, è riuscita a battere tutti gli altri candidati mantenendo l'Argentina lungo l'asse di Venezuela, Cuba, Ecuador ed in generale quella parte del Sud America che cerca di staccarsi dai tentacoli mai avvizziti della dottrina Monroe americana. Non mancano le proteste per le presunte irregolarità, ma un distacco di ben 10 punti percentuali fa pensare ad una vittoria più netta di quella di Bush nel 2000 o di Prodi nel 2006. La famiglia Kirchner rimane all'interno della Casa Rosada, mentre la famiglia Clinton (e forse anche quella Putin) rimane alla finestra sperando che si ripeti quanto successo nell'Argentina ancora abbagliata dalla luce postuma di Evita Peron.
Francesco Quartararo

sabato 27 ottobre 2007

Gli incendi in California risolvono la crisi dei subprime

La crisi dei subprime in America, capace di investire i risparmi di molte famiglie americane, di travolgere i consumi e congelare la crescita può avere una soluzione inaspettata. Quella enorme macchia di fumo visibile dallo spazio che ha inghiottito la California libera ettari di terreno da enormi ville, piccole cittadine e libera nuovi terreni edificabili. Gli investimenti, favoriti dall'amministrazione Bush, daranno una boccata d'ossigeno al mondo dell'edilizia che ha messo alle strette tutte le agenzie di credito legate ai beni immobili. Una tragedia ambientale ed una disgrazia umana capace insomma di risolvere una delle grane più pericolose per gli USA ed i mercati internazionali. Una ricostruzione simile a quella di New Orleans, dove non mancheranno gli abusi edilizi e le "sviste dell'amministrazione" nell'assegnazione dei nuovissimi centri abitati ai vecchi abitanti. Un'occasione per far respirare le imprese edili californiane, favorite dall'urgenza di dare un tetto alle migliaia di sfollati, più o meno noti. Per una villa di stile coloniale spazzata via dalle fiamme si possono costruire una serie di tre mega-appartamenti o una villa con piscina olimpica e pista d'atterraggio per piccoli elicotteri. Una cittadina con 10.000 abitanti con case costruite negli anni '80 può essere ampliato per altre 5.000 unità con costruzioni anti-sismiche e finanziamenti statali. La contemporanea risistemazione dei vecchi abitanti e la possibilità di nuove abitazioni da piazzare nel mercato favoriscono la ripresa degli investimenti a lunga durata basati sui mutui a tasso fisso e variabile. Una boccata d'ossigeno finanziaria che ha l'odore acre e fuligginoso delle fiamme californiane.

Francesco Quartararo

venerdì 26 ottobre 2007

I Km rossi che separano Ducati e Ferrari









Due campioni in rosso, due miracolati dall'asfalto. Battezzati dalle due e quattro ruote, Casey Stoner e Kimi Raikkonen vengono da molto lontano, uno dal profondo sud, in Australia e l'altro dal freddo nord, in Finlandia. Carriere diverse, scelte simili: un destino segnato dalla Rossa. Se guidi una macchina la tua Rossa è una Ferrari, se stai in sella ad una moto la tua Rossa si chiama Ducati. Ti trovi comunque nella focosa Romagna, terra di passioni forti, piadine, lasagne, discoteche e ballo liscio. Persino la politica porta i colori rossi, da queste parti. Il brio e le bollicine le trovi pure nel vino che si usa per brindare alle vittorie di due scuderie gloriose, entrambe nate dalla genialità di italiani avventurosi, passionari ma attenti alla tecnologia ed al rapporto umano. Dietro questi due campioni, uno esploso quest'anno in grado di far impazzire anche il dott. Rossi e l'altro assolutamente spietato nel prendere un mondiale perso a giugno, stanno intere famiglie di meccanici, ingegneri, tecnici aerospaziali e compaesani che dedicano una vita alla loro scuderia e vivono con essa. La famiglia Ferrari gira per il mondo con due piloti, Raikkonen e Massa, che rischiano la vita nel portare a casa vittorie, gloria e soldi. La famiglia Ducati porta con sé Casey e Loris sulle piste di tutto il mondo vivendo a stretto contatto con loro, mettendoli in sella ad una belva scatenata che solo loro riescono a tramutare in vento. Strepitoso perché inatteso il trionfo Ferrari, derisa ed umiliata da Ron Dennis e dalle sue scorrettezze, i piloti frastornati dal giovane Hamilton pericoloso quanto l'indiavolato Alonso. Una vittoria costruita sulle lacrime, i nervi tesi e i denti stretti, pronti a raccogliere tutto ciò che si strappava all'avversario e presentando il conto delle malefatte di fronte alla giustizia sportiva. Sorvolando sul comportamento della FIA, Raikkonen ha dimostrato come il gioco di squadra, la costanza e la tenacia portano sempre risultati. In questo caso più che di risultato sembra quasi un miracolo non ancora spiegabile. A noi non servono spiegazioni, ci crediamo lo stesso. W la Ferrari! W la Ducati!



Macchia 1986

martedì 16 ottobre 2007

Il prossimo presidente di tutte le Russie? Lyudmila Putina

In un periodo storico in cui le relazioni tra gli USA e Russia tornano ad essere coperte da un certo gelo, con minacce reciproche sulla difesa missilistica, una scelta politica unisce i due paesi dello stretto di Bering. Vladimir Putin non può più candidarsi come presidente, almeno per questo mandato e come Boris Eltsin deve nominare un successore. Il successore ideale Vladimir pare averlo trovato proprio in casa sua. Secondo alcune fonti Lyudmila Putina, la moglie di Vladimir, sta per essere gettata nella mischia politica in attesa del ritorno diretto del marito. Le motivazioni appaiono più di una: Vladimir non può rischiare di abbandonare del tutto il Cremlino perché gli oligarchi a cui è legato potrebbero minacciare la sua incolumità fisica, è uno dei pochi a conoscere tutti i passaggi che hanno portato la Russia da Gorbaciov a Eltsin. La proposta è partita dalla città una volta nota come Stalingrado, seguendo un vecchio schema noto sin dai tempi dell'Unione Sovietica: anziché imporre le decisioni direttamente dall'alto, alcune proposte importanti venivano fatte partire dai soviet ed "accettati" dai dirigenti del partito. L'immagine personale di Lyudmila è cambiata nel corso degli anni, da tranquilla moglie e casalinga ad un look da manager rampante, pronta a rappresentare la Russia nel mondo. Il 3 giugno 2007 Putin ha dichiarato che la durata ideale del mandato presidenziale dovrebbe passare da quattro a circa sette anni. Questa modifica costituzionale non può essere affrontata in un periodo così breve (le votazioni cominciano il 2 dicembre per il rinnovo del governo, a marzo per le presidenziali), ma può essere approvata durante il mandato presidenziale di Lyudmila Putina. Il 14 giugno scorso Igor Shuvalov, molto vicino a Putin ha dichiarato: "Non ho dubbi sul fatto che Putin nominerà Lyudmila. Molti sono convinti che il successore uscirà tra Ivanov e Medvedev, ma il mio presidente uscirà con un'altra sorpresa". Al momento non si hanno altri indizi su altri successori ma se abbiamo imparato qualcosa in questi anni, è che nulla è scontato nella Russia di oggi.

F.Q.

venerdì 12 ottobre 2007

Fabrizio Quattrocchi ed il Parlamento Mondiale per la Sicurezza e la Pace

Palermo - Una strana parabola unisce una vicenda di cronaca internazionale di un nostro concittadino morto in Iraq e questa strabiliante ong, sempre più reale e ramificata. Il percorso è lungo, si passa da una nota e ricca agenzia di sicurezza, sponsorizzata in mezzo mondo e con addestratori reclutati tra i migliori al mondo. Oltre al sito ufficiale il web offre la possibilità di seguire corsi guidati da ex generali o militari dei migliori eserciti al mondo, da quello inglese passando per l'esercito israeliano e l'apprendimento della lotta corpo a corpo delle forze armate russe. Qualche tempo fà trovai un sito che certificava un convegno tenutosi a Palermo tra il Parlamento Internazionale per la Sicurezza e la Pace e l'IBSSA, ma andando sul sito ufficiale della compagnia di bodyguard internazionale (basta cliccare sul titolo di questo post) troverete come l'associazione palermitana è tra i primi affiliati. Ma che c'entra Fabrizio Quattrocchi? C'entra eccome. La stampa italiana se ne è occupata poco, gli unici tentativi di approfondimento riguardano pochi casi isolati come "La Voce" e un'inchiesta della tv svizzera RTSI. Pare proprio che Quattrocchi fosse un dipendente della IBSA, una società satellite della IBSSA che faceva capo a Roberto Gobbi e Spartaco Bertoletti, con sede a Budapest e centro operativo in Israele. Secondo Bertoletti, Quattrocchi era partito per l'Iraq in seguito ad una richiesta accettata da un mercenario genovese per l'addestramento di personale a difesa degli oleodotti, rimanendo invischiato nella vicenda che sappiamo. Come legare tutto questo all'ong di Viktor Busà? Come da me scritto in un precedente post il 30 agosto il regolamento del Parlamento Internazionale prevede la presenza in ogni paese del mondo in cui vada garantita la pace e la sicurezza. Il codice penale prevede l'intervento in stati macchiatisi di gravi crimini contro l'umanità. Cosa meglio di una forte affiliazione con un'associazione internazionale di bodyguards e servizi di sicurezza per avere uomini addestrati pronti ad operare? E soprattutto passaporti validi ovunque con immunità garantita e placca identificativa valida in tutti i paesi del mondo? Una vecchia questione con un piccolo giornale online dimostra quanto la faccenda dei passaporti sia alquanto delicata: nel 2002 Biagio Paternostro si è a lungo prodigato per un articolo riguardante la presunta vendita di passaporti falsi da parte di questa organizzazione non governativa. Il lungo carteggio per la rettifica di informazioni false, come previsto dalla legge italiana in caso di possibili diffamazioni a mezzo stampa ha creato non pochi grattacapi alla redazione online. La curiosità di questo carteggio sta nel morboso accanimento del portavoce del Parlamento Internazionale contro la redazione del giornale. Pubblico uno stralcio dell'intero carteggio, visualizzabile dal link:



Es. Prof. Paternostro, onde soddisfare la vostra-sua richiesta, ci invii quanto richiestole reletivamente ai signori in cc. che non conosciamo e neppure i motivi non chiari ed ufficiali per cui sono presenti dall'inizio nel carteggio tra lei e noi.
E, come da noi fatto regolarmente e secondo regole documentali, voglia cortesemente rispondere in testa al post inviatole precedentemente e completo evitando ripetizioni di stemmi ed intestazioni che lo allungano ed appesantiscono di molto.


Una storia che ha bisogno di altri tasselli per capire se si tratta di una mega-truffa costruita ad arte da mitomani che inzozzano Internet o se ci troviamo di fronte un arazzo ben più complesso di quanto potevamo immaginare.


F.Q.

lunedì 8 ottobre 2007

I rischi dell'uomo che vuole assomigliare ad un dio

La creazione di un organismo vivente in laboratorio, non copiato ma che vede la luce grazie alle capacità tecnologiche dell'uomo necessariamente ci porta a fare delle speculazioni che chiamano in causa la fantascienza ma potrebbero rivelarsi più reali di quanto pensiamo. L'uso di cellule staminali in quantità massiccia, distribuite tramite processo industriale permetterebbe il continuo rinnovo dei tessuti lacerati in seguito ad incidenti, tumori o malattie degenerative ma anche la ricostituzione delle cellule di ogni parte del nostro corpo, dal cervello fino all'epidermide. In questo modo il sogno millenario dell'immortalità e dell'eterna giovinezza avrà una base scientifica concreta e riproducibile in serie. La mortalità umana dipenderà solo dalla potenza delle armi usate nelle guerre del futuro, armi in grado di spezzare questo perfezionamento biologico. Inoltre non è detto che automaticamente questo elisir bioteconologico di eterna giovinezza sia disponibile per tutti. Le industrie farmaceutiche potrebbero acquisire sui governi un potere ben più concreto dei grandi gruppi economici finanziari: mentre le banche possiedono i beni in grado di fare girare qualsiasi economia, il potere di distribuire bio-tecnologia in grado di produrre energia, cibo, aria pulita ed aria tossica oltre alla disponibilità di esseri biogeneticamente modificati per il combattimento potrebbe ribaltare i rapporti di forza che regoleranno le società del futuro. L'esplosione demografica conseguente renderà necessaria la colonizzazione di tutti quei corpi celesti adatti ad ospitare la vita. Uno scenario possibile potrebbe portare Marte a diventare un pianeta simile alla Terra grazie all'impianto di micro-organismi in grado di sintetizzare l'anidiride e trasformarla in ossigeno, preparando il pianeta rosso ad ospitare forme di vita complesse. Incredibile come questo singolo batterio, il Mycoplasma laboratorium, porti con sé questa grande forza rivoluzionaria. Persino le religioni non avrebbero più le basi per poter operare nel mondo e guidare i propri credenti. Il concetto di divinità tornerebbe ad essere quello della Grecia classica, dove gli immortali si incrociavano di tanto in tanto con creature mortali ed avevano tutti le stesse pulsioni che ricordavano gli uomini. Un'umanità divinizzata non ha più nessun freno morale per le sue azioni, anzi definisce e regola da sola la propria moralità ed i propri dogmi. Una parte di questo percorso è già stata intrapresa, ma non ci è dato sapere dove ci porterà.
Macchia 1986

Un batterio il primo essere vivente creato dalla genetica

Craig Venter, lo scienziato che ha cambiato la genetica negli ultimi anni è riuscito con la sua équipe a creare la prima forma di vita interamente artificiale partendo da un organismo presente in natura. Nel dettaglio il lavoro degli scienziati si è incentrato sullo studio del DNA del Mycoplasma genitalium da cui sono stati prelevati sequenze essenziali. Il cromosoma creato, agganciato ad altre basi di DNA, possiede caratteristiche nuove adattabili agli scopi più disparati. In questo modo sarà possibile riprogrammare batteri ed altre forme di vita microscopiche per creare dei bio-operatori ecologici, in grado di eliminare gli effetti negativi dell'inquinamento causato dall'uomo. Altri impieghi riguarderebbero l'industria farmaceutica, in grado di avere a disposizione laboratori di sintesi gestiti da batteri "intelligenti". Ma le grandi scoperte scientifiche sono sempre accompagnate da un altro risvolto: altre ricerche effettuate da George Church e Xiaolian Gao dimostrano come per ottenere un batterio sintetico basti "appena" una molecola di DNA formata da 21 geni e 14.500 basi. Un organismo simile può essere piegato a fini distruttivi, sia come mezzo per il bioterrorismo, sia per nuovi missili tecnologicamente avanzati. Nonostante i molteplici impeghi di una vita artificiale è interessante pensare al livello raggiunto dalla biotecnologia. Per la prima volta nella storia la natura ha un concorrente nella creazione della vita, non conosce ancora come plasmare forme di vita complesse. Viene il dubbio che neanche la natura si sia resa conto di come una sua creatura possa diventare a sua volta creatore.


F.Q.

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