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venerdì 27 novembre 2009
Bloccato lo scudo spaziale NATO in Sicilia
Il comune di Niscemi blocca il progetto di installazione delle nuove antenne previste nella base militare NATO per incompatibilità ambientali. Il progetto statunitense prevedeva infatti l'installazione di potenti antenne in grado di emettere microonde utili per l'implementazione del progetto dello scudo spaziale di difesa contro missili intercontinentali. La decisione presa dal comune blocca così il primo ok dato dall'Assessorato regionale Territorio e Ambiente.
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lunedì 16 novembre 2009
Arrestato l'attuale numero due di Cosa Nostra Domenico Raccuglia
Giambrone faceva il gommista nel paese, si sentiva le spalle coperte dai Lo Piccolo e dagli amici americani che conosceva, ma fu fatto fuori per ordine del capomafia di Altofonte, Raccuglia, che voleva dire la sua nella spartizione di Palermo. L'arresto di Lo Piccolo quattro giorni dopo mise la parola fine ad una piccola guerra di mafia mai scoppiata, che permise a Raccuglia di allungare le mani non solo su Palermo, ma anche sul feudo storico di Corleone. Tramite la collaborazione dei Fardazza ed il mini-racket delle vacche locali, si è registrato uno spostamento contiguo di interessi di altro tipo da Partinico verso Corleone, sotto gli occhi di Salvatore Riina jr, il figlio del superboss che non ha avuto il tempo di prendere lo scettro del padre. A questo punto gli inquirenti cercano di ricomporre il puzzle, ed un aiuto insperato arriva da oltreoceano, dalla DEA. Come pubblica anche Le Monde, Matteo Messina Denaro, Domenico Raccuglia e Giovanni Nicchi, con l'intercessione di Giovanni Brusca, l'uomo che azionò il detonatore nella strage di Capaci, sfilano di fronte a Frank Calì, boss della mafia americana per ritornare in Sicilia ed avviare una nuova trance di affari. Principalmente sui parchi eolici e le energie rinnovabili, che nel trapanese attraggono grossi investimenti, e sul traffico di droga colombiana che viene gestito in cooperazione con la mafia russa. Il trapanese garantisce una latitanza tranquilla, grazie ad ambienti politici altamente corrotti e dalla diffusione di frange indipendenti della massoneria. Raccuglia si ritrova nel 2008 ad essere il principale socio ed antagonista di Messina Denaro, il nuovo presunto reggente della cupola. Ma Raccuglia ha un grosso vantaggio: a Palermo manca un uomo di peso in grado di gestire la situazione, ed il posto lasciato vuoto da Provenzano spetta ormai di diritto a lui. Negli ambienti della Direzione Investigativa Antimafia si vocifera che il vero capo dei capi sia ormai Raccuglia, dato che Messina Denaro potrebbe non cercare di allargare la sua zona di influenza per essere certo di avere le giuste coperture. La caccia all'uomo insomma si biforca in queste due direzioni: da un lato si cerca di capire chi tiene il posto lasciato vacante da Provenzano e dai Lo Piccolo, dall'altro si cerca di incastrare Messina Denaro ricostruendo il suo patrimonio. Nel frattempo a ridosso di pasqua 2009 arriva una notizia bomba che viene affossata: Domenico Raccuglia è nel monastero bizantino di Piana degli Albanesi. Parte la caccia all'uomo con due elicotteri ed una serie di auto dei carabinieri che circondano la zona mentre altri in borghese perlustrano i lunghi cunicoli del monastero. Tra pochi frati e molte gallerie i carabinieri non riescono a trovare Raccuglia, inghiottito dal nulla. Rabbia e sconforto portano gli inquirenti a trincerarsi dietro un muro di no comment. Il rischio è quello di aver buttato all'aria anni di appostamenti ed aver compromesso l'unità investigativa. Ecco perché quando lo hanno preso alle 17,30 nel paese di Calatafimi in via Cabbasino la Catturandi ha festeggiato così tanto. Con lui se ne va un altro pezzo da novanta della mafia siciliana, e con lui molti altri cadranno a breve, grazie ai numerosi pizzini recuperati nel suo covo. Una pista che potrebbe portare anche al famigerato Matteo Messina Denaro.
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domenica 15 novembre 2009
Com'era il mondo appena 20 anni fa
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martedì 10 novembre 2009
Le priorità in Italia
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Ecco chi è l'uomo dei sogni
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lunedì 2 novembre 2009
Il progetto Haarp, gli studi di Tesla, ma esiste un documento su cui basare queste illazioni?
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mercoledì 28 ottobre 2009
Un pentito fornirebbe la prova per incastrare Dell'Utri?
mafia e Forza Italia. Posti tra la via Giafar e la rotonda di via Oreto, i cartelloni furono piazzati nel 1993 da società controllate o direttamente riconducibili a Marcello Dell'Utri, condannato a 9 anni per concorso in associazione mafiosa ed in attesa del verdetto del processo d'appello. Secondo Spatuzza gli stessi cartelloni pubblicitari furono rimossi tra il 95 ed il 96 in concomitanza con l'inizio delle inchieste a carico del senatore dell'attuale Pdl. A concludere l'affare sarebbero stati i fratelli Graviano, i boss di Brancaccio che garantirono l'accorpamento con il mandamento di Porta Nuova in concomitanza con il rientro di Vittorio Mangano,
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venerdì 23 ottobre 2009
Intervista reale del sindaco di Palermo
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lunedì 19 ottobre 2009
Due ipotesi per l'attacco terroristico in Iran
Ipotesi 1: Frange vicine all'amministrazione Bush hanno armato la mano del gruppo sunnita secessionista che da anni ha dichiarato guerra all'attuale establishment iraniano. L'obiettivo è chiaro, spingere l'Iran a reagire contro Israele per autorizzare un attacco preventivo in grado di aprire un altro fronte nella guerra al terrorismo e bloccare definitivamente qualsiasi speranza iraniana di usare il nucleare per qualsiasi fine.
Ipotesi 2: Al Qaeda sta cercando di de-localizzare il conflitto in Afghanistan puntando a destabilizzare la situazione anche in Iran, a maggioranza sciita, per distogliere l'attenzione militare dall'Afghanistan e prenderne definitivamente il controllo. Un prossimo ballottaggio tra i due principali candidati inevitabilmente causerà nuove tensioni in Afghanistan, permettendo ai talebani di approfittare della situazione caotica per riprendere il controllo del paese e permettere ad Al Qaeda di avere uno stato a loro disposizione per incendiare il mondo arabo, partendo dal vicino Pakistan, da cui sperano di ottenere materiale atomico, ed arrivando in Iran, l'unico paese arabo al momento in grado di impensierire militarmente sia Israele che i paesi occidentali.
Entrambe le ipotesi non si escludono a vicenda, ma potrebbero essere la miccia per far esplodere una situazione che si trascina da ormai troppo tempo e che fonti vicine al Pentagono confermano possano essere l'inizio di una nuova escalation militare nella zona e nei paesi del medio-oriente entro il 2010.
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martedì 13 ottobre 2009
I legami tra mafia e massoneria nel trapanese
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lunedì 12 ottobre 2009
Neanche Google può contrastare Chuck Norris
Inserisci where is Chuck Norris su Google, e clicca su mi sento fortunato. La risposta sarà sempre questa:
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sabato 10 ottobre 2009
Inaugurazione della ventesima stagione de I Candelai
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giovedì 8 ottobre 2009
Allarme Tsunami nel Pacifico al largo delle Isole Vanuatu
Nuove notizie di un terremoto dell'ottavo grado della scala Richter stanno arrivando al largo delle isole Vanuatu, al largo delle coste australiane. L'allarme tsunami è stato diffuso nell'intera area.
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sabato 3 ottobre 2009
Docu-film sull'affaire Berlusconi
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mercoledì 30 settembre 2009
Nuovo allarme tsnuami in Indonesia
Nel frattempo è stato diramato un nuovo allarme al largo delle isole Sumatra dove un altro terremoto catastrofico, precisamente del grado 7,9 della scala Richter ha investito l'Indonesia circa due ore fa. Lanciato l'allarme tsnumani si parla già di popolazione nel terrore a causa di numerosi incendi scoppiati a causa del nuovo terremoto.
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Un nuovo maremoto agghiacciante al largo delle isole Samoa
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venerdì 25 settembre 2009
L'insinuazione del dubbio nell'ultimo messaggio di Osama Bin Laden
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giovedì 17 settembre 2009
Dopo Michael Jackson, Mike Bongiorno e Patrick Swayze, anche lui
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Afghanistan, una guerra infinita
all'addestramento dei marine statunitensi che offrirono l'appoggio logistico alle truppe guidate ai tempi dal giovane Osama Bin Laden. Senza la possibilità di stroncare i campi di oppio della regione (un terzo dell'intero PIL dipende da questo tipo di colture) senza mettersi contro un'intera popolazione che a stento sta cercando un minimo di coesione sociale e politica, la guerra è destinata a continuare almeno per vent'anni. Una exit strategy al momento è impossibile. L'anno scorso l'Afghanistan era sotto il controllo delle forze alleate, se esclusa la parte meridionale a contatto con il Pakistan. Poche e frammentate notizie si accostavano alle bare che arrivavano più copiose negli stati coinvolti nell'offensiva dello scorso inverno. Da allora il bavaglio messo ai giornalisti al seguito delle truppe impegnate in Afghanistan ci ha catapultati in un paese che mantiene come roccaforte la regione intorno alla capitale Kabul, mentre della frontiera ovest dell'Iran si suppone un travaso di armi e uomini motivati ad affrontare le truppe NATO. Una situazione molto simile a quella che costò la ritirata in Vietnam, ma con una fondamentale differenza: lasciare l'Afghanistan ora significherebbe consegnare al mondo uno stato povero e moralmente demotivato a sedersi accanto alle potenze mondiali per un dialogo di pace. Una volta scelta la strada della guerra senza quartiere nel 2001, senza avviare prima dei serrati contatti diplomatici anche con gli stessi talebani per arginare la situazione, la guerra deve essere vinta. Ad ora nessuna forza militare può impedire ai talebani di impadronirsi di un ordigno nucleare che potrebbe passare 
direttamente nelle mani di Al Qaeda. Se è vero che per costruire una bomba nucleare occorre disporre di una quantità di uranio ben specifica e della tecnologia adeguata, nulla vieta ad un gruppo di terroristi ben organizzati di usare una bomba con piccole quantità di uranio in qualsiasi città del mondo occidentale. Più il livello dello scontro si alza più aumenta il rischio di attacchi terroristici e di contro non è più possibile escludere colpi di coda dei talebani nel momento in cui un'offensiva terrestre vincente riuscisse a stanarli interrompendo i rifornimenti da ovest e da sud. L'unica carta che rimane da giocare è distruggere le coltivazioni di oppio con cui i talebani finanziano la resistenza. Senza un colpo di questo tipo alle loro semplici ma corpose strutture economiche la guerra in Afghanistan potrebbe durare ancora per decenni.
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giovedì 3 settembre 2009
Un paese a settimana: Burkina Faso
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sabato 22 agosto 2009
Un paese a settimana: Paraguay
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Favola palermitana pubblicata su Repubblica.it
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