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giovedì 9 aprile 2009

Come ci si prepara al G8 all'Isola d'Elba, parte seconda

Strasburgo, dove i grandi della Terra hanno parlato dell'alleanza militare della NATO che in quei giorni ha eletto Rasmussen come comandante supremo. Mentre l'opinione pubblica in Italia era investita dalle movenze "buffe" del nostro premier a Strasburgo la rabbia e la violenza dei black block si è saldata pericolosamente con l'esasperazione degli abitanti delle banlieues, esasperati ben prima dell'elezione di Sarkozy. Quello che deve far riflettere, e a farlo sono stati anche numerosi sociologi, europei e non, è che questo genere di proteste assumono sempre più la fisionomia della rivolta popolare, occorre dare al più presto risposte concrete alle nazioni colpite dalla crisi economica anche per evitare pericolose derive antidemocratiche, sia in politica che all'interno del tessuto sociale.




mercoledì 8 aprile 2009

Come ci si prepara al G8 all'Isola d'Elba, parte prima

Mentre la Grecia vive dall'inizio dell'anno un movimento di protesta che ha praticamente bloccato per diversi giorni qualsiasi attività e la Moldava chiede occupando il Parlamento di ricontrollare i voti, presento la prima di una serie di post per descrivere il G8 dell'isola d'Elba, storico per il periodo in cui viviamo e che speriamo non sia come quello di Genova del 2001, quando i veri colpevoli di quel disastro furono promossi per essere sottratti ad indagini serie. Cominciamo facendo notare in questo filmato come i no global di cui si parla nei tg sono i manifestanti pacifici e casinisti che letteralmente invadono le capitali europee, poi abbiamo i black block, a viso coperto e con i cappucci, specializzati in devastazione e guerriglia urbana, in grado di guadagnare i titoli dei giornali e di depistare l'opinione pubblica nei confronti delle proteste silenziose e numericamente più rilevanti. Poi abbiamo le forze dell'ordine, a volte animate da una strana voglia di farsi giustizia da soli. Il filmato riguarda proprio l'unica vittima del G20 di Londra, quel signore con le mani in tasca spintonato dall'agente e che da lì a poco morirà per infarto. In seguito, dopo questo incidente, gli stessi black block agiranno in maniera molto più violenta a Strasburgo, ma di questo mi occuperò nel prossimo post. Per cominciare sin da ora a dare una copertura mediatica adeguata a movimenti di protesta sanciti dalle costituzioni dei paesi occidentali, perché a volte protestare il proprio dissenso può essere una forma di crescita per la società e nuova linfa per i partiti delegati dai cittadini nello scrivere le regole della vita democratica. Ma anche per documentare quanto la gente sia stufa di essere presa in giro da coloro i quali hanno creato la crisi economica e continuano ad approfittarne per aumentare i propri guadagni.



lunedì 6 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo: cosa bisogna sapere e cosa si può fare

La prima cosa assolutamente da precisare, in modo netto è che al momento la scienza non è in grado di prevedere alcun terremoto. Può essere registrato, si possono intuire le zone più a rischio e determinare dei modelli efficienti dei possibili danni che sono utili subito dopo la scossa di terremoto più forte. L'intuizione di Giampaolo Giuliani riguarderebbe uno dei gas sprigionati dalla terra durante le prime fasi di un terremoto, l'ormai famigerato Radon, gas nobile che trova numerosi utilizzi, sia di tipo sperimentale, in quanto il radon risulta essere radioattivo ma stranamente trova delle applicazioni per la cura di alcune malattie legate all'apparto respiratorio. Il gas nobile più denso che si conosca cela ancora diversi segreti sui suoi effetti principali, ma in generale si sa che può presentarsi lì dove si vengono a creare crepe o si aprono pozzi artesiani abbastanza profondi, nonostante il radon sciolto in acqua al momento non è in diretto collegamento con malattie dell'apparato respiratorio. Sulla validità del metodo proposto da Giuliani al momento non è possibile dare alcun giudizio. In senso negativo non si può negare come prima di un terremoto ci siano degli elementi che possono segnalare una scossa di terremoto, ma al momento non è stato dimostrato come si possono interpretare i segnali che precedono una scossa di terremoto. Giuliani è un geologo che lavora nel laboratorio sotterraneo del Gran Sasso, terminale tra l'altro del mega-impianto che parte dal CERN in cui, oltre allo studio dei buchi neri, si studiano i comportamenti della crosta terrestre. Alla maggior parte degli internauti il nome del progetto H.A.A.R.P. non risulterà 
mappa del sisma
nuovo, un progetto di tipo militare che riguarda lo studio dell'atmosfera e della ionosfera su cui vengono proiettate, durante eventi sismici, notevoli quantità di energia inglobate nella crosta terrestre. Quando sarà possibile ragionare a mente fredda su questa serie di eventi tornerò sull'argomento per cercare di approfondire al meglio la vicenda, mentre al momento chi volesse fornire un aiuto attivo, indispensabile non solo in queste prime ore ma di cui ci sarà bisogno per almeno i prossimi sei mesi, di contattare il numero della protezione civile di Pescara (085 2057631) e di utilizzare principalmente i conti correnti bancari per inviare aiuti. Al momento voci di corridoio dicono che le compagnie telefoniche negli sms di aiuto tengano circa il 60% degli introiti, ma questa voce deve essere ancora verificata. Non lasciate che l'attenzione cali, un aiuto, anche minimo, per chi era pronto a festeggiare la Pasqua ed ora si trova senza niente, servirà più di qualsiasi polemica.

Francesco Quartararo

martedì 31 marzo 2009

E-government: non è uno scherzo

L'intero patrimonio legislativo regionale sarà disponibile da domani online per tutti gli internauti, studiosi di diritto e cittadini siciliani interessati a conoscere in toto lo Statuto Siciliano. Realizzato in partecipazione con la società Dbi s.r.l. che realizza materiale interattivo per la regione dal 1994, metterà a disposizione sul sito della Regione Siciliana l'intero apparato legislativo che differenzia la Sicilia dalle altre regioni italiane. Un piano che sulla carta doveva essere implementato in tutte le regioni italiane già a partire dal 2003, mentre il governo, per bocca del Ministro della Giustizia Angelino Alfano, sta seriamente pensando di far salire l'Italia nella classifica dei paesi che controllano in maniera stretta la Rete. Un progetto che oltre all'identificazione dell'indirizzo IP allegherà al numero in serie nome e cognome dell'utente che naviga online. Un modo per rintracciare chi scarica musica (il)legalmente, film, cerca notizie "sensibili" e anticipazioni di scelte politiche, installazioni militari previste nei decreti legge ed inseriti a margine di leggi quadro scritte sull'onda emotiva di fatti di cronaca, un pò come è successo per l'installazione della base militare di Niscemi. Un controllo della rete che da sempre rappresenta l'anticamera del controllo pressocché totale dell'informazione, della costruzione delle opinioni in maniera sempre più eterogenea, permettendo anche un arricchimento culturale e sociale dei naviganti intenti ad attività lecite. Chi vuole delinquere e praticare attività illecite lo farà a prescindere sia dal luogo che dalle limitazioni approntate. Dove c'è un controllo ci sarà sempre un controllore a cui sarà concesso un potere ed una conoscenza dei fatti privati di milioni di utenti enorme. In attesa di passare indenni dall'attacco previsto per domani del Superworm, la vera rivoluzione nell'e-government non può partire dai software, bensì deve essere il risultato di una rivoluzione culturale all'interno della pubblica amministrazione, abitata generalmente da un'umanità che vede di cattivo occhio le novità, le giovani idee e la meritocrazia generata dal lavoro serio ed efficiente.

Francesco Quartararo Inserisci linkInserisci linkInserisci link Inserisci link

lunedì 9 marzo 2009

La Sicilia al centro dello scudo spaziale

081103-N-9698C-001 WAHIAWA, Hawaii (Nov. 3, 20...Image via Wikipedia

La Sicilia al centro del sistema difensivo NATO dello scudo spaziale. Il
sistema radar MUOS doveva inizialmente essere piazzato nella base
NATO di Sigonella, ma lo spettro elettromagnetico e la p
otenza usata dal
radar avrebbe innescato autocombustioni all'interno della base che
avrebbero potuto innescare, anche a distanza, i missili e tutto il materiale
esplosivo presente nella base. Nel frattempo l'azienda Team Niscemi Muos
con sede legale ad Arcugnano, in provincia di Vicenza, negli stessi locali
della prima azienda italiana per la costruzione di impianti elettrici per
strutture civili e militari, è stata creata apposta con la compartecipazione di
capitali statunitensi e conoscenze italiane, soltanto per costruire le strutture

logistiche da installare in contrada Ulmo, a Niscemi. Un progetto da 13 milioni di dollari che permetterebbe alle forze Nato di potenziare le comunicazioni con le forze terrestri, navali, aeree ed aerospaziali in tutta la zona del nord Atlantico e nord Pacifico e che coprirebbe gran parte del Mediterraneo e dei paesi che vi si affacciano da eventuali minacce missilistiche provenienti da gruppi terroristici. Ma uno degli aspetti più
controversi del MUOS riguarda non solo l'inquinamento elettromagnetico,
ma anche i rischi concreti per la salute derivanti dalla potenza di queste
antenne. Secondo alcuni studi l'esposizione ad alte quantità di microonde,
oltre a provocare intense autocombustioni, abbassa nettamente i livelli di
emoglobina presenti nel sangue e innalza vertiginosamente quelli del
colesterolo, oltre che alterare i segnali elettrobiologici delle fibre nervose e
muscolari. Secondo un dossier redatto da Francesco Mantegna Venerando,
a capo del gruppo interistituzionale di osservazione dei fenomeni di
Canneto di Caronia istituito dalla presidenza del consiglio dei ministri, gli
effetti delle microonde a scopo militare potrebbero spiegare quanto
accaduto nel 2004 nel paesino messinese, alle prese con strani fenomeni di
autocombustione.

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martedì 17 febbraio 2009

La mafia investe sull'eolico e lo Stato rimane a guardare

I boss di Mazara del Vallo l'hanno capito subito. Con l'installazione dei pali eolici a Mazara del Vallo si fanno soldi a palate. Anzi, dalle intercettazioni che gli inquirenti hanno raccolto per incastrare i colpevoli, pare che i boss già nel 2006 avessero intimato "qua non si alza un palo se non lo dico io". E così Vito Martino, assessore e consigliere comunale per Forza Italia al comune di Mazara del Vallo, sarebbe coinvolto assieme a Giovan Battista Agate, boss pluripregiudicato e altri imprenditori tra la città di Salemi e di Trento nell'inchiesta Eolo, nome quanto mai evocativo che riassume il giro di soldi sporchi che sarebbero stati usati per mettere in piedi un giro d'affari intorno ai due milioni di euro. La ditta appaltatrice, la Calcestruzzi Mazara spa, avrebbe coperto l'accordo tra gli uomini della famiglia Agate, gli imprenditori coinvolti ed il "gancio" presso l'amministrazione comunale, che avrebbe truccato la gara pubblica d'appalto per eliminare la concorrenza. Sull'operazione rimane l'ombra del superboss Matteo Messina Denaro, il super latitante che al momento non risulta direttamente coinvolto ma che certamente era a conoscenza dell'operazione sul territorio trapenese. E così dopo la scoperta di Skype come canale privileggiato per le comunicazioni gratuite prima da parte dei mafiosi per le loro comunicazioni e successivamente l'investimento di alcune aziende per contenere i costi del traffico telefonico, un altro settore di sviluppo tecnologico ad alto investimento che viene prima toccato dagli interessi mafiosi e di cui lo Stato, formalmente impegnato a contenere le spese, si accorge solo dopo. Proprio ieri a Palermo il ministro Brunetta, oltre a promettere fondi con cui tenere a galla le ex municipalizzate palermitane, quindi indirettamente a tenere vivo il bacino di voti proveniente dalla galassia degli lsu in vista delle elezioni europee, ha promesso di portare anche in Sicilia l'informatizzazione necessaria alla pubblica amministrazione per ridurre i costi ed aumentare l'efficienza. Una promessa che fu fatta già agli inizi degli anni '90 e che ad oggi aspetta ancora di essere mantenuta.

Francesco Quartararo

venerdì 6 febbraio 2009

Eluana Englaro e l'indegnità dei poteri

Adesso basta. Dopo la fine della libertà di poter far satira politica, di poter manifestare opposizione politica probante e netta, adesso il governo intende intervenire sul diritto di vita e di morte su una persona. In un delirio di onnipotenza di quella che è una dittatura tecnocratica basata sulla sbarluccicante menzogna dell'immagine opposta alla vera realtà del paese, progressivamente si mettono in discussione i princìpi della nostra Costituzione in nome di un consenso artificiale. Cambiare la costituzione in nome del popolo. Dimenticarsi completamente che la magistratura ha già espresso un parere vincolante sulla vicenda di Eluana Englaro, scordare che il Presidente della Repubblica ha il ruolo di arbitro della Repubblica e garante della Costituzione, quella cartaccia che è stata scritta con il sangue dei partigiani, degli italiani sterminati dai nazifascisti, dalle bombe alleate, dalle rappresaglie contro i fascisti. Dimenticarsi che il Parlamento per il nostro ordinamento
è l'unico luogo che rappresenta l'espressione della volontà popolare, da cui poi provengono i ministri ed il Presidente del Consiglio, che hanno solo il compito di eseguire i compiti che il Parlamento detta. Rovesciare tutto ciò e stracciare l'habeas corpus, dimenticando che la Costituzione parla di diritto alle cure mediche, ma non di dovere alle cure. Costituzione che all'articolo 10 afferma come l'Italia si uniforma alle norme sul diritto internazionale, che garantisce le cure mediche a chiunque, ed inoltre vieta l'estradizione di uno straniero per reati politici, alla faccia della querele con il Brasile. Sarebbe reato istigare alla violenza tramite Internet, ma cosa vieterebbe a qualsiasi cittadino di intubare i rappresentanti del governo Berlusconi e far passare a loro una vita così difficile e grama? Non sarebbe giusto linciare i nostri politici che all'interno di una vicenda personale dolorosissima non perdono occasione per una lotta politica tesa a recuperare le simpatie dell'UDC nel Parlamento? Non è forse corretto mozzare le mani di quei politici che chiedono voti ad ogni tornata elettorale, mandano a rotoli l'Italia ed i nostri comuni sperperando risorse, facendo uso di droghe leggere e pesanti e vietano a qualsiasi mezzo di comunicazione di poterne parlare? Non è poi forse giusto mettere sui pali le teste di quei politici che usano il dolore di una famiglia e la sofferenza di una donna che soffre per dei piccoli giochi di potere? Una risposta che lascio a chi leggerà questo post che spero susciti qualche forma di reazione. Chi può stabilire dove finisce la vita ed inizia la morte? E soprattutto, cosa distingue la vita umana, fatta di emozioni, sensazioni dalla vita di un vegetale, inerte, insensibile agli stimoli esterni ed incapace di manifestare emozioni?


Macchia 1986

martedì 27 gennaio 2009

La Shoah, Lefebvre ed il perdono

Chi era esattamente il vescovo Marcel Lefebvre, scomunicato da Papa Giovanni Paolo II il 30 giugno 1988 per aver ordinato quattro vescovi, scavalcando il Vaticano? Per capire chi era il fondatore della Fraternità Sacerdotale San Pio X occorre ricostruire la sua storia personale. Ordinato sacerdote nel 1929 Marcel Lefebvre partecipò attivamente al Concilio Vaticano II convocato da Giovanni XXIII in qualità di Superiore Generale dello Spirito Santo. Contrario a tutte le correnti di rinnovamento del rito liturgico, del dialogo ecumenico e della liberta re avrebbe lasciato "a tutte le false religioni la libertà d'espressione". Persino il libero uso delle lingue nazionali durante la messa era visto da Marcel Lefebvre come uno slancio neo-protestante. Dall'evento considerato traumatico del Concilio Vaticano II maturò l'idea di creare una comunità di cui facessero parte laici assolutamente contrari a qualsiasi forma di dialogo con altre religioni considerate false perché non basate sul messaggio del Cristo. Tra di loro il vescovo americano Williamson esce allo scoperto e dichiara apertamente come l'olocausto ebraico sia da ridimensionare nelle cifre e bei risultati. Qualche migliaio di ebrei bruciati, da un regìme formalmente cristiano che levò di mezzo un popolo colpevole di aver crocifisso il Cristo. Una posizione che avvicina il vescovo Williamson più agli estremisti islamici che al messaggio universale lanciato ufficilamente dalla chiesa cattolica. Il problema reale che ha creato imbarazzo e una spaccatura tremenda è un altro. Bagnasco in quanto rappresentante della Conferenza Episcopale Italiana ha condannato le parole del vescovo Williamson, rientrato solo domenica, assieme a tutti i lefebvriani, nell'alveo della chiesa cattolica. Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, aveva già tentato una riconciliazione con gli scismatici francesci rinserendo il codice tridentino che voleva la messa in latino. Anche dal punto di vista teologico Ratzinger, rappresentante principale della Congregazione della Fede, è sempre stato molto vicino ad alcune teorie lefebvriane, senza che si sia esposto in maniera netta. Almeno fino a domenica scorsa. Perché in qualità di Benedetto XVI Ratzinger ha annullato la scomunica e quindi la posizione di un vescovo della Chiesa Cattolica rappresenta in maniera ufficiale e fino a smentita papale, la posizione della chiesa cattolica. Nel giorno della Shoah il silenzio del papa pesa come un macigno non solo sui rapporti interni tra confessioni religiose, ma a livello di diplomazia internaziole. Da una recente indagine di Renato Mannaheimer già pubblicata, risulta che il 14% della popolazione italiana si dichiara apertamente anti-semita mentre il 40% non gradisce le mosse di Israele. Se la recente guerra scatenata a Gaza con l'operazione piombo fuso non ha di certo attirato nuove simpatie al popolo ebraico, da qui a voler riaprire i forni ne passa. Il revisionismo antisionista e antifascista è ormai una realtà nell'Italia del 2009 e tutto questo, purtroppo, va ben aldilà della possibilità di perdono che è alla base della civiltà giudaico-cristiana.


Francesco Quartararo
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lunedì 26 gennaio 2009

Paura su un volo Alitalia

Erano decollati da appena dieci minuti, i passeggeri hanno soltanto avuto il tempo di sentire un tonfo ed il silenzio del motore. Il comandante del volo Alitalia Palermo-Roma delle 11,20 ha potuto solo avvisare i passeggeri di allacciare le cinture e prepararsi all'atterraggio. Minuti di muto terrore per i cento passeggeri a bordo, con i testimoni della vicenda che raccontano come persino le hostess e gli steward a bordo, nonostante le numerose ore di volo, non riuscissero a mascherare la preoccupazione. Stando alla dichiarazione rilasciata dal comandante e dalla compagnia, a causare il guasto al motore sarebbe stato uno stormo di uccelli, proprio come successo recentemente al volo 1549 ammarato nel fiume Hudson. L'Enac e la Gesap hanno comunque avviato un'indagine interna per poter verificare le condizioni del velivolo e controllare eventuali guasti alla zona motori.

Francesco Quartararo

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giovedì 15 gennaio 2009

Le prime immagini dell'aereo ammarato nel fiume Hudson





Prime immagini provenienti da New York del velivolo dell'US Airways costretto ad ammarare nel fiume Hudson. Stando alle prime dichiarazioni il velivolo è rimasto in volo per 6 minuti in cerca di un luogo dove poter atterrare in seguito all'esplosione di almeno un motore in volo per il presunto contatto con uno stormo di oche. Queste le prime dichiarazioni a caldo da parte del presidente della compagnia e dell'FBI. Non si tratterebbe di un caso statistico raro, recentemente alcune fonti accusavano la NASA e l'aviazione civile di non avvertire realmente i cittadini americani della quantità di stormi di uccelli che ogni giorno potrebbero collidere con un aereo. Secondo gli esperti basterebbe un solo uccello di medio/grosso taglio per poter far bruciare un motore di un Boeing

lunedì 12 gennaio 2009

Restyling vigneti, proroga dal ministero dell'agricoltura

É arrivata una proroga, dal Ministero delle Politiche agricole e forestali, per la presentazione della domanda per accedere ai fondi destinati alla riconversione e ristrutturazione dei vigneti. Lo ha fatto sapere l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via dopo la richiesta fatta a dicembre dal Comitato Tecnico. La Sicilia avrà quindi tempo fino al 16 febbraio per accedere alle risorse messe a disposizione dall'Unione Europea nella ristrutturazione e riconversione dei 34.000 ettari di vigneti presenti sull'isola. Il comparto vitivinicolo siciliano contribuisce per il 17% alla produzione lorda, corrispondente ad un valore medio intorno ai 400 milioni di euro. Dal 2000 ad oggi la Sicilia è stata la regione che più di ogni altra ha speso i fondi provenienti dall'Unione Europea per il potenziamento delle sue risorse vitivinicole, arrivando persino ad impiegare risorse non utilizzate da altre regioni. La parte del leone nell'isola la fanno le province di Palermo, Trapani ed Agrigento, che da sole si accaparrano ben il 92% dei contributi messi a disposizione.

Francesco Quartararo

mercoledì 31 dicembre 2008

Tutto il 2008 in un post: storia di un anno di cambiamenti

Un anno che rimarrà impresso nella storia. Al di là delle vicende personali di ognuno di noi, più o meno belle e intense, il 2008 è stato un anno segnato dal cambiamento. In Italia siamo passati dal governo Prodi, alle prese con il "Tesoretto" del ministro de ll'economia Tommaso Padoa Schioppa, con la nascita del PD dalle ceneri dei DS e della Margherita alle dimissioni del ministro della Giustizia Mastella, sotto le pressioni di un'opinione pubblica,  capeggiata da Beppe Grillo, Giannantonio Stella e Sergio Rizzo sugli sprechi colossali dell'apparato politico italiano. Un governo che viene trascinato stoicamente a cadere sotto i colpi di un voto parlamentare senza precedenti, con insulti, sputi, mortadelle e spumante. Le elezioni vedranno il ritorno di Silvio Berlusconi, che con un colpo di mano liquida l'UDC di Cesa e Casini e fa rientrare nei ranghi Gianfranco Fini, riuscendo a far confluire AN nel nuovo PDL.

Tempo di elezioni importanti in tutto il mondo, con Sarkozy che esce trionfante dalle macerie delle banlieu in Francia ed apre una stagione di intensa politica estera, con risvolti anche nella cronaca mondana quando sceglie come nuova premìere dame l'italianissima modella Carla Bruni. Zapatero riesce a farsi rieleggere portando la Spagna a superare il PIL italiano. Putin cede il posto a Medvedev in Russia, rimanendo comunque l'eminenza grigia che soffoca ogni forma di protesta. Medvedev sarà poi protagonista di un lunghissimo braccio di ferro con Bush e con Gordon Brown, nuovo premier britannico al posto di To ny Blair: con il presidente americano si scontrerà per la disposizione dei missili tattici per la costruzione dello scudo spaziale e per la guerra in Georgia (di cui parlerò più avanti), mentre Gordon Brown si troverà al centro di una spy story, con l'omicidio di un'agente segreto con materiale radiattivo usato in un cofee bar di Londra. Da gennaio inizia l'estenuante sfida americana per le elezioni del presidente degli Stati Uniti, con la prima fase, quella della scelta dei candidati, che appassiona forse più della sfida finale. Mentre in casa repubblicana la candidatura di John McCain procede senza grandi intoppi, la battaglia tra Hillary Clinton e Barack Obama segna la storia delle presidenziali. A rappresentare il partito democratico sarà o una donna o un nero molto atipico, simbolo del meltin pot americano. Una sfida epica che vedrà Hillary Clinton soccombere nonostante l'uso di capitali personali e la vittoria di Obama che si baserà sulla raccolta di fondi da parte della gente e soprattutto  sull'uso totalizzante di internet: Barack Obama sarà il primo american web president della storia dell'umanità, in grado di accendere speranza in tutti i paesi del mondo. Nel frattempo il declino di Bush procede inesorabile, con Ridley Scott che gli dedica "un film epitaffio" e con l'ormai celebre giornalista iracheno che gli lancia le scarpe in segno di profondo disprezzo.

L'anno che ci lascia verrà ricordato anche per le grandi proteste, le rivolte studentesche che scimmiottano gli anni '80 ed il '68, l'epopea sindacale dell'Alitalia, la spaccatura dei sindacati e le crociate del ministro Brunetta contro i fannulloni. Una compagnia fallita da anni che si cerca di salvare per mantenere il tricolore italiano sulla fusoleria, una cordata di imprenditori amici del premier che cercano di guadagnare qualcosa da un'azienda i cui debiti saranno pagati da tutti gli italiani per i prossimi anni. La spaccatura pressocché totale tra CGIL e CISL, avvenuta per le accuse reciproche di poca concretezza e di vicinanza ai padroni piuttosto che ai lavoratori. E poi l'onda studentesca, caotica, tecnicamente apartitica ma attraversata trasversalmente da vari sentimenti e nostalgie politiche, ma con un'onoriginalità non indifferente nel segnalare la sua presenza: lezioni in piazza, volantini ai semafori e sit-in spontanei, con gli studenti che per alcuni giorni hanno paralizzato le città.

Il 2008 è anche e soprattutto l'anno delle olimpiadi in Cina, annunciate più per la repressione sanguinosa della protesta tibetana che per i campioni attesi. In tutto il mondo le manifestazioni in difesa del Tibet mettono in allerta il governo cinese, tra le azioni eclatanti si ricordano quelle del sindaco di Parigi e del presidente frances ce Sarkozy, che paventa persino la sua assenza alla cerimonia d'apertura. Il giorno dell'apertura scoppia la guerra tra Russia e Georgia, tra le drammatiche notizie che giungono dal fronte un'atleta russa ed una georgiana si abbracciano sul podio della finale olimpica di tiro a segno con la pistola. Una cerimonia d'apertura che stupisce il mondo, le immagine della marcia dei tamburi rossi invade le tv del mondo con i suoi acrobati, ma crea polemiche la bambina doppiata da una sua coetanea non fotogenica che viene tenuta in disparte.

Gli eroi assoluti dell'olimpiade si dimostreranno su tutti il nuotatore americano Michael Phelps e il giovane giamaicano Usain Bolt. Due personaggi diversissimi uniti solo dalla semplicità per le vittorie: riservato e timido il primo, esplosivo e sfrontato il secondo. Phelps polverizzerà il record precedente di medaglie conquistate in una sola olimpiade prendendo otto medaglie d'oro. Soffre solo in una prova in cui vince per un soffio, per il resto è devastante, uno squalo che nella storia del nuoto mondiale forse è secondo solo a Ian Thorpe. Usain Bolt invece è la leggerezza prestata alla potenza. Bolt non è un ragazzo che mangia pollo fritto prima della gara, è il vento travestito da giamaicano: polverizza il  record dei 100 metri quasi frenando, non usa più le braccia per equilibrare il movimento negli ultimi 20 metri. Disarma la sua potenza nei 200 m, mima il gesto del fucile, si prende il rimbrotto del presidente del CIO ma frantuma il record più difficile da battere. L'antidoping non riesce a fermarlo, Bolt è consegnato alla leggenda. Tra gli atleti azzurri i volti di Pechino 2008 saranno quelli di Federica Pellegrini, Valentina Vezzali e del super massimo Roberto Cammarelle, che con intelligenza suona l'atleta cinese che avrebbe dovuto chiudere l'olimpiade nel segno della Cina. Cina che surclassa per la prima volta gli Stati Uniti nel medagliere, con una quantità impressionante di medaglie saccheggiate nella ginnastica. Il 2008 dal punto di vista sportivo è soprattutto l'anno della Spagna, che trionfa nell'Europeo di calcio (messa in difficoltà solo dall'Italia di Donadoni, buttata fuori come tradizione dai rigori dopo il peggior inizio possibile), scippa con Rafa Nadal il primato nel tennis mondiale a Roger Federer, vince l'olimpiade e la Coppa Davies, trionfa nel ciclismo olimpico ma lascia all'Italia il titolo mondiale su pista, con Bettini che appende la bici al chiodo passando il testimone ad Alessandro Ballan. In Formula 1 il campionato più avvicente degli ultimi 20 anni porta in testa quattro piloti diversi in testa al mondiale, ovvero Raikkonen, Massa, Kubica e Lewis Hamilton, in grado di vincere il mondiale in Brasile all'ultima curva, con una gara vietata ai cardiopatici. Ferrari che conquista il titolo costruttori ma perde quello piloti in Ungheria, quando il motore della Ferrari numero due di Massa si spegne a pochi giri d alla fine. Nel motomondiale torna a vincere Valentino Rossi, che approfitta delle disgrazie di Jorge Lorenzo e di Casey Stoner per mettere le mani su un mondiale non facile. La scelta delle Bridgestone al posto delle Michelin è un rischio, ma quando il Dottor Rossi rischia riesce sempre a portare a casa il mondiale. In 250 sorge l'astro del riccioluto Marco Simoncelli, che a furia di sportellate e duelli al limite del regolamento strappa il mondiale agli spagnoli. Nel campionato di calcio l'Inter continua a dominare in Italia, ma il suo strapotere viene messo in crisi dall'uscita dalla Champions League, la tensione interna cresce fino al punto da far perdere il posto a Roberto Mancini, campione d'Italia grazie alle due magie di Ibrahimovic che manda il Parma in serie B mentre la Roma, campione d'Italia per 40 minuti, perde in casa del redivivo Catania di Walter Zenga.

Il 2008 dal punto di vista economico è un anno che rimarrà stampato nei libri di storia, anche se ad ora non si sa ancora verso quale scenario si arriverà. I primi mesi del 2008 fino all'estate sono caratterizzate dalla corsa dei titoli legati al petrolio, con l'ENI che fa acquisizioni in tutto il mondo e mette le mani sul gas uzbeko. Il petrolio inizia una corsa folle che porterà il barile ad apprezzarsi intorno ai 160 dollari a barile, con seri probabilità di sfondare quota 200 anni entro la fine dell'anno. Contemporaneamente giunge notizia dagli Stati Uniti dell'esplosione di una bolla speculativa legata ad i mutui subprime. Pochi, pochissimi economisti intravedono il reale pericolo, costruito in anni di speculazione finanziara selvaggia, basata su artifici tanto pericolosi quanto altamente volatili. La crisi finanziaria esplode in maniera devastante in tutto il mondo, spariscono i principali colossi finanziari del mondo nel giro di poche settimane mentre le borse di tutto il mondo perdono un quarto del loro valore totale. Paesi come l'Islanda si scoprono coperti di debiti, gli Stati Uniti, patria del capitalismo, varano un piano di salvataggio pubblico imponente e superiore a qualsiasi piano quinquennale mai prodotto dall'Unione Sovietica. La crisi si sposta lentamente verso l'economia reale, crollano le produzioni industriali, cresce la disoccupazione mentre la FED taglia il costo del denaro. Si naviga a vista, i banchieri mondiali propongono misure di cui non conoscono gli effetti sul medio-lungo termine ma che servono a tamponare l'emorraggia di liquidi. Il costo del petrolio crolla a 45 dollari, con l'OPEC pronta ad operare il più imponente taglio di produzione della storia per rialzare il prezzo. I petro-dollari dei paesi arabi sono pronti ad acquistare aziende in mezza Europa, mentre la Libia aumenta le proprie quote di partecipazione in Unicredit, la principale banca italiana bersagliata da speculazioni e truffe. Quest'anno si chiude con una guerra i cui forti venti spiravano già a novembre. Al 2009 il compito di dare risposte agli interrogativi che ci stiamo lasciando ormai alle spalle.

sabato 29 novembre 2008

Esclusiva sull'attacco terroristico di Mumbay: terroristi formati in Gran Bretagna



Secondo alcune indiscrezioni filtrate dalla stampa inglese, dopo 54 ore di attacco all'antica città di Mumbay in India, con le truppe governative alle prese con gruppi di terroristi non ancora bloccati, pare che la mente operativa di questa vera e propria azione militare provenga dalla Gran Bretagna. Un attacco che era nell'aria da almeno un anno, tiene a precisare il servizio segreto russo, intervenuto a seguito della dichiarazione del capo di stato indiano Sonia Gandhi, che ha invitato il miliardo di abitanti indiani a non cedere alla violenza. Un'ondata di violenza che è stata avviata dall'inizio dell'anno dagli estremisti indù che hanno provocato veri e propri massacri di cristiani e che trova uno sfogo massimo di violenza con l'azione coordinata del 27 novembre: gommoni provenienti da alcune navi di piccolo carico sbarcate in simultanea sulle coste di questa lingua di terra che contiene gli hotel di lusso, l'ospedale e la caserma della polizia attaccata. Armi leggere, esplosivi, telefoni satellitari e BlackBerry l'equipaggiamento dei giovani assaltatori, alla ricerca spasmodica di turisti inglesi e americani. Digli che sei italiano consiglia un indiano ad un turista inglese scampato alla strage, un attacco che arriva a 48 ore dall'ultima minaccia lanciata online da Al Qaeda, mentre New York viene controllata come un calzino per il timore, più che fondato, di un attacco terroristico imminente. Online circolano parecchi segnali di pericolo, indirizzati soprattutto al neo presidente eletto alle prese con una fortissima crescita di movimenti xenofobi pronti a far fuori il presidente americano e (plausibilmente) ad offrire armi ad eventuali terroristi islamici per poter riprendere il controllo degli Stati Uniti con una guida forte ed autoritaria. Prosegue intanto l'opera di bonifica a Mumbay da parte della polizia locale e specialisti del Mossad, coinvolti a seguito dell'uccisione di un noto rabbino operante in città e della caccia aperta dei terroristi ad eventuali turisti ebrei.





F.Q.

martedì 25 novembre 2008

Sequestro di prodotti ittici in Sicilia, un appuntamento fisso

Prodotti ittici per 300.000 euro, oltre 27 tonnellate di pescato e prodotti ittici non regolari sono stati sequestrati oggi dai Nas di Palermo in giro per tutta la Sicilia. A Sciacca alle 15 aziende pizzicate durante le indagini è stato revocato il riconoscimento CE, mentre a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, sono stati sequestrati tre impianti di refrigerazione con ben 10 quintali di prodotti ittici prive di indicazioni di provenienza ed in carente stato di conservazione. Irregolarità negli scarichi industriali, prodotti avariati comprati nei vicini paesi arabi e prodotti presi a metà prezzo dal mercato turco e greco. Il mercato ittico locale e nazionale vive da mesi in una condizione praticamente insostenibile. Dopo la crisi estiva del petrolio, con il diesel usato dai pescherecci arrivato a prezzi stellari, il settore legato alla pesca deve reggere il confronto con gli altri paesi dell'Unione Europea con una superficie marina nettamente inferiore a quella italiana. Tra i prodotti italiani più competitivi al momento vi è l'oro azzurro proveniente dalla Sicilia, rappresentato da pesce a basso prezzo e ad alto valore nutritivo, apprezzato anche dai nutrizionisti. Purtroppo con cadenza quasi mensile si assiste al sequestro di tonnellate di pesce avariato o mal conservato, con le aziende che trovano difficoltà nell'aggiornare gli impianti e a tenersi entro i parametri stabiliti da Bruxelles riguardanti le emissioni inquinanti. Un doppio svantaggio per chi opera in un settore dove la qualità ambientale è fondamentale. Un mare inquinato non è produttivo e di conseguenza, chi ha un mare inquinato non è competitivo.

Francesco Quartararo

giovedì 6 novembre 2008

Barack Obama, le sfide, i sogni

Alle ore 3,19:50 ora italiana Foxnews, televisione legata al partito repubblicano, annunciava per prima la conquista dell'Ohio, stato cruciale per arrivare alla certezza matematica della vittoria. Alle prime luci dell'alba la vittoria avrebbe poi preso le proporzioni di una vera e propria onda che ha spazzato via, nelle intenzioni e nei contenuti, gli otto disastrosi anni dell'amministrazione Bush. In campo nazionale Barack Hussein Obama (controllate il link per verificare la straordinaria biografia del 44° presidente degli Stati Uniti) intende spegnere la crisi economica cambiando radicalmente il sistema sanitario, tagliando la dipendenza petrolifera, investendo drasticamente sulle energie rinnovabili, riducendo le emissioni di CO2 in maniera netta e riassorbendo parte dei disoccupati attuali nell'indotto energetico. Entro fine mese Obama debutterà a fianco di Bush nel prossimo G20, indetto per cercare di organizzare le potenze economiche mondiali nell'affrontare una crisi che, aldilà delle parole rassicuranti, rischia di dare un colpo mortale al sistema di produzione capitalistico che è stato concepito finora. Lo scudo spaziale che ha rischiato di rompere la recente alleanza con la Russia sarà fatto solo se Medvedev potrà vedere nel sogno militare di Bush un sistema difensivo comune e non un'invasione di campo. In Medio Oriente gli USA saranno sempre a fianco di Israele, ma Obama intende intavolare una trattativa diplomatica con la Siria, l'Iran e il partito che regge le sorti della Palestina (Hamas). L'Iraq sarà affidato gradualmente agli iracheni mentre le truppe saranno spostate in Afghanistan dove quasi sicuramente il presidente Obama chiederà un maggiore sostegno dagli alleati europei. Sicuramente il fatto di avere vissuto nel più grande paese musulmano per una parte della sua vita (Indonesia) e di avere una parte della famiglia in Kenya permettono a Obama di poter affrontare questioni spinose con una sensibilità ed un'apertura mentale diversa rispetto ad i suoi predecessori. Sarà da vedere se il presidente Obama avrà il coraggio di compiere scelte difficili, nuove ma necessarie: battere il terrorismo dialogando con i popoli arabi, radicali e non, usare la forza contro chi limita la libertà e la democrazia, consegnare l'Africa al mondo non come miniera di ricchezze da saccheggiare, ma come terra fatta di uomini e donne che possono dare un loro contributo alla causa mondiale. Il coraggio sarà l'unico strumento con cui Obama può dare fondo al suo spot elettorale: we need a change. Obama ha dato per ora una grandissima risorsa che è stata apprezzata in tutti i continenti da tutti i popoli da est a ovest: ha ridato al mondo una speranza. Entro quattro anni sapremo se un uomo ha avuto il coraggio di trascinare tutti nel cambiare il mondo.

Francesco Quartararo

giovedì 30 ottobre 2008

La rincorsa alla Casa Bianca, parte decima

Ultima puntata di questo lungo racconto della campagna elettorale americana. Dopo aver seguito con attenzione la lotta all'interno dei due partiti per la candidatura finale, dopo l'estenuante lotta tra la Clinton e Obama eccoci alla settimana finale. I sondaggi si rincorrono, oscillando tra un massimo del 15% ed un minimo del 2% di punti percentuali sulle intenzioni di voto. Calcolando un errore medio intorno al 2,9% la statistica non aiuta più di tanto a capire chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti ma possiamo provare a fare una previsione basata sui fatti che hanno segnato le ultime settimane. La crisi economico-finanziara e lo spettro della recessione hanno inizialmente favorito prepotentemente la campagna elettorale di Barack Obama, che ha fatto valere la sua preparazione universitaria contro la rudezza spicciola del veterano di guerra John McCain. Un effetto che si sta esaurendo vista la contromossa del partito repubblicano, che ha attaccato la ricetta Obama agitando lo spauracchio di nuove tasse, portando alla ribalta le richieste del libero professionista "Joe l'idraulico". Sarah Palin, da voce delle donne repubblicane che lottano ogni giorno per tenere unita la famiglia media americana, con sacrificio e determinazione, si sta rivelando una iattura per il partito repubblicano: spese spropositate per i propri vestiti, quel bambino Dawn usato come una bandierina, un processo che ha certificato l'abuso di potere in Alaska per regolare una vendetta personale e l'annuncio che comunque vada a finire nel 2012 Sarah Palin si candiderà da sola alla presidenza, senza magari rinunciare ad un futuro televisivo. In campo democratico si devono fare i conti con un attentato xenofobo sventato, un razzismo strisciante che detiene tutt'ora un certo potere, come dimostrano i numeri del sito Stormfront, una crisi con la Siria che se si dovesse aggravare sposterebbe l'attenzione dell'opinione pubblica sui nemici esterni del terrorismo contro cui i repubblicani hanno lanciato la propria crociata, bruciando miliardi e consensi. L'ultima arma usata da Obama è stata la trasmissione di uno spot di mezz'ora costruito per parlare all'intera America con una voce calma e pacata, rassicurante ed ammaliante. Il risultato finale parla democratico, ma l'odio razziale e lo spauracchio di un nuovo statalismo forte con un mercato controllato possono far pendere la bilancia verso un pareggio. Un pareggio che sarebbe poi regolato dall'esercito di avvocati schierati dai due candidati. Il mondo rimane in attesa del 4 novembre, mentre le borse continuano a volare sull'ottovolante.

Francesco Quartararo

giovedì 23 ottobre 2008

L'istruzione siciliana tra eccellenza e critica

Palermo- La celebrazione della sesta edizione del premio Btscuola presso l'Albergo delle Povere ha riservato più di una sorpresa: la Sicilia è in grado di esprimere grazie al suo corpo docenti eccellenze nella cooperazione tra scuola ed impresa.

Una delle tre scuole premiate, l'Iti “Mottura” di Caltanissetta si è classificata per due anni consecutivi seconda nel concorso nazionale indetto dalla Bticino, con il patrocinio del Ministero dell'Istruzione, l'Ordine nazionale degli ingegneri e l'associazione nazionale dei periti industriali, per la realizzazione di progetti all'avanguardia nel campo dell'elettronica e dei circuiti elettrici.

Le altre due scuole, l'Ipsia “Calapso” di Siracusa e l'Itis “Euclide” di Caltagirone, premiate dall'assessore regionale ai Beni Culturali e alla Pubblica Istruzione, Antonello Antinoro, hanno assistito ad una dura presa di posizione a difesa del corpo docenti siciliano, che a detta del rappresentante del governo regionale «non è secondo a nessuno». Una volta ringraziato il responsabile del settore scuola dell'azienda, Francesco Bianchi, l'assessore Antinoro ha sottolineato come «un'azienda leader mondiale che chiede alle scuole di far praticare uno stage ai più meritevoli dovrebbe essere la norma». Prima di lasciare la premiazione l'assessore non risparmia un consiglio al ministro Gelmini, al quale chiede di «ascoltare gli studenti ed il mondo della scuola, perché magari la riforma non è stata capita ma, probabilmente, non è stata mai spiegata».

F.Q.

martedì 21 ottobre 2008

La crisi passa anche dalla piazza: l'autunno caldo di Palermo


Palermo- La cittadella universitaria è partita per la città a manifestare il proprio dissenso verso la triste legge 133 per il taglio della ricerca, la fine dell'università pubblica e la fine di una grande stagione di istruzione pubblica. Un taglio pronto a cancellare almeno mezzo secolo di conquiste, quando ancora si credeva che le università, pubbliche e accessibili per tutti, fossero luoghi di crescita per il paese in grado di rendere competitiva la società italiane con le altre. Non solo i giovani di oggi, ma anche e soprattutto i giovani di ieri,
quelli che erano rimasti fuori dalle università venti e trent'anni fa, quelli che ora entrano all'università con i loro figli per cercare di fare carriera dopo una vita di lavoro protestano in piazza. Un fenomeno che investe l'intera società in cui viviamo sembra essere il primo passo verso quello che è già stata una mossa usata in passato. Qualsiasi sistema antidemocratico è quello di distruggere il dissenso dando la cultura e la conoscenza solo alle classi più abbienti. Sono i giovani di tutte le generazioni, quelle vecchie e nuove, che pagano e continueranno a pagare un atto deleterio nei confronti del nostro presente e di un futuro, mai come ora, incerto e nebuloso. L'intero decreto legge potete leggerlo qui per intero. Scorrendolo, noterete come il pacchetto legge è molto vario e composito, in quanto si da attuazione del decreto legge 112 approvato già a giugno e vi sono inserite diverse voci per il contenimento della spesa pubblica, la sistemazione dei fondi per l'Expo del 2015 a Milano e tante altre "misure urgenti" inserite alla rinfusa e approvati in Parlamento senza che opposizione o altri parlamentari abbiano
fatto notare quali effetti aberranti avrebbero generato: scuole ghetto dove gli immigrati sono stipati come capre in attesa di un'integrazione impossibile, dato che solo lo stretto contatto con altri bambini italiani e delle loro famiglie può dare integrazione; aule strapiene dove anche l'insegnate più preparato e sottopagato del mondo perde metà del suo tempo per mantenere l'ordine in una classe di 35 alunni; una società dove chi nasce povero non può sperare di migliorare la propria condizione sociale perché le università saranno fondazioni private dai costi proibitivi. La crisi attuale non si ferma ai mercati, alla finanza o all'economia bloccata. I consumatori sono persone, persone organizzate in una società che viaggia verso lo sfascio. Le università sono in subbuglio in tutta Italia, presto arriveranno le proteste degli altri comparti di lavoratori paralizzati dalla crisi economica. La situazione che si prospetta è dura. I palazzi del potere, anzi il palazzo dell'Ars (Assemblea Regionale Siciliana) è sempre vuoto mentre si cerca di risparmiare nel comparto sanità, quel settore pubblico definito proprio ieri da Ottaviano del Turco la più grande voragine di risorse pubbliche e corruzione esistente. Il quadro è a tinte forti, stiamo a vedere quale opera d'arte riusciremo a tirare fuori.

Macchia 1986

mercoledì 8 ottobre 2008

Ecco come seguire passo passo le elezioni americane

Volete sentire la viva voce dei candidati alla Casa Bianca mentre si sfidano per la poltrona più importante al mondo? Volete seguire in differita lo scontro tra Obama e McCain? Da oggi vi basterà visitare questo blog per avere tutti i dibattiti delle presidenziali americane. Per seguire al meglio il dibattito occorre avere un indirizzo IP americano, reperibile tramite vari software. Tra i tanti vi consiglio Tor, veloce e versatile. Buona visione

lunedì 6 ottobre 2008

Una crisi simile a quella del '29. Non solo nei mercati


Sembra di rivedere la crisi del '29, con il crack finianziario di Wall Street che travolge tutti i mercati mondiali trascinando l'economia mondiale berso il basso in un'annata di recessione. Ma fino a che punto le due epoche si assomigliano?
Le analogie: il crack di Wall Street avvenne anche allora con un'amministrazione repubblicana che predicava il libero mercato, chiudeva gli occhi di fronte gli effetti devastanti del capitalismo selvaggio e di un sistema privo di garanzie statali. In Europa oggi come allora alle crisi profonde dell'economia i governi rispondono con potenti virate a destra, con l'attribuzione delle proprie frustrazione alle classi più deboli (gli ebrei ieri, gli arabi oggi, gli immigrati sempre) e con interventi razziali mascherati da perbenismo. Oggi "Il Giornale" titolava come la donna somala umiliata a Ciampino era stata una corriera della droga, quindi non poteva lamentarsi più di tanto se l'hanno lasciata nuda per diverso tempo. Il cinese picchiato a Roma invece è stato massacrato da una baby gang con molti ragazzini stranieri, quindi non è un problema che ci riguarda. Il ragazzo pestato a sangue a Parma viene chiamato bugiardo dal ministro degli Interni Maroni che crede ai vigili parmensi piuttosto che all'occhio tumefatto del giovane. Come dire, se sei un criminale o peggio ancora sei straniero, non sei mica un uomo, quindi come tale non hai diritti.
Altra triste analogia è la massiccia invasione di campo di telecamere e leggi che intaccano la privacy, con la paura gonfiata a dismisura dai media tradizionali. Dati alla mano, i bulli sono sempre gli stessi da sempre nelle scuole, gli incidenti sono meno fatali grazie alla sicurezza data dalla tecnologia e non dalle innovazioni del codice stradale. Anche le vittime di stupri ed omicidi rimangono sempre di più quelle tra le mura domestiche che non quelle causate dallo "sporco immigrato".
Le differenze: Rispetto al 1929 conosciamo a quali effetti può portare l'odio razziale, una crisi economica profonda e la mancata tutela dei diritti fondamentali dell'uomo. La Germania è oggi la locomotiva che trascina l'UE, mentre negli anni trenta usciva con le ossa rotte dal primo dopoguerra. In media possediamo una cultura maggiore e più beni materiali dei nostri nonni, mentre in America soltanto un attacco terroristico o una gaffe micidiale possono evitare a Obama di perdere le elezioni, avviando una stagione ancora più audace di quella inaugurata da Franklin Delano Roosvelt che portò fuori l'America dalla crisi economica e guidò il mondo alla vittoria contro il nazifascismo. Solo una critica e vigile attenzione al mondo che ci circonda potrà salvarci. Dalla nostra stessa cecità.

Macchia 1986

Il Grande Fratello britannico pronto a partire entro la fine dell'anno


E chi se ne frega potrebbe pensare chi legge il titolo. Ma il Grande Fratello in questione non è la versione britannica del famoso format televisivo, ma si tratta più o meno di quel Grande Fratello di cui parlava George Orwell in "1984". Entro novembre dovrebbe approdare alla Camera dei Comuni un disegno di legge per dare
in mano ai servizi segreti il controllo pressocché totale delle comunicazioni telefoniche sul suolo britannico, compreso il traffico online di mail e discussioni in chat. Un intervento massiccio reso possibile dalla collaborazione di British Telecom e Vodafone, già informate dell'eventuale intervento massiccio. Un "effetto collaterale" della richiesta di sicurezza da parte dei sudditi di Sua Maestà, investiti dalle trame losche di Mosca che mira ai capitali della City con mezzi forti e spregiudicati, la crisi del sistema neoliberista che mina alla base la stabilità economica delle famiglie, oltre che il crollo nei sondaggi nella fiducia del Labour Party a favore dell'astro nascente tories, David Cameroon. Le motivazioni sembrano tante, ma un'invasione di campo totale nella vita privata dei britannici non si registrava dai tempi dell'operazione Leone Marino, quando la Germania di Hitler mirava a conquistare l'isola. Provvedimenti simili, ufficialmente, non sono stati presi in considerazione nemmeno dopo gli attacchi terroristici nelle stazioni metropolitane del 7 luglio 2005. Forse qualcosa cova sotto le ceneri di un diritto alla privacy progressivamente smantellato dalla paura.

Francesco Quartararo

giovedì 25 settembre 2008

Google cerca nuove idee da premiare


Google festeggia il suo decimo compleanno lanciando un'iniziativa mondiale per giovani fantasiosi in cerca di soldi: entro il 20 ottobre, se si pensa di avere una soluzione concreta ad uno dei tanti problemi che ci sono al mondo, Google ti offre 10 milioni di dollari. Niente di complicato per un paese di santi, navigatori ed inventori come il nostro, dove già in passato alcuni format televisivi si erano impegnati nella ricerca di nuovi geni. Gli aspiranti vincitori devono presentare il loro progetto al sito qui indicato entro e non oltre il 20 ottobre. La commissione che si insedierà per valutare i progetti dovrà scegliere fra una rosa di venti progetti, decisi da un sondaggio popolare che si terrà online tra il 27 gennaio ed il 2 febbraio. I cinque progetti vincenti saranno premiati a maggio. Per diventare il Leonardo da Vinci del nuovo millennio, occorrerà rispondere a domande logistiche su come poter realizzare il progetto, quali vantaggi offre e quanto può costare. La sfida è stata lanciata, non c'è nessuna Talpa o bionda plastificata che vi possa spedire su un'isola deserta senza motivo. Un concorso che magari non vi renderà famosi, ma che di sicuro potrebbe riempirvi le tasche facendo qualcosa di utile per l'umanità. Spegnere il televisore e cominciare a pensare.
Francesco Quartararo

lunedì 22 settembre 2008

La rincorsa alla Casa Bianca, parte nona

Pronta a partire la fase finale della più lunga ed attesa campagna elettorale della storia americana. I due contendenti hanno appena finito di concordare le modalità dello scontro, che si terrà in studi televisivi (in cui anche la posizione delle sedie è stata studiata, secondo una precisa scelta tattica di presentazione mediatica) città e palazzetti dello sport riadattati ad arene politiche. Le domande saranno fatte da cittadini, giornalisti, utenti internet ed avventori che affluiranno nelle piazze dei paesini dell'entroterra a caccia di risposte dopo l'uragano Subprime. Dopo che Ike aveva consegnato a McCain un vantaggio di un paio di punti sul rivale, per il modo in cui il partito repubblicano ha reagito all'uragano che minacciava New Orleans, l'uragano che ha spazzato via Lehman Brothers e fatto vacillare AIG ha favorito il rivale democratico Barack Obama, il quale ha sostenuto l'operato de
tratto da img.thesun.co.uk
ll'attuale amministrazione rilanciando sulla possibilità di intervento pubblico in quei settori che toccano le fasce più deboli. Una sanità pubblica per tutti e minori rischi finanziari per i risparmiatori americani che fanno volare Obama nei sondaggi e lo portano a studiare con l'ex stratega dei Clinton una tattica in grado di permettergli di essere pronto su qualsiasi tema, domanda inattesa o questione spinosa. McCain invece affila le armi con il discorso inaugurale alla Bill Clinton Foundation, cercando di racimolare i voti ed i consensi di Hillary Clinton a casa del suo nemico politico. Grande attesa anche per il discorso dei due vice, la Palin e Biden, personaggi vulcanici e carismatici ma abbastanza noti per la loro capacità di spararla grossa. Due scudieri agguerriti che gli americani intendono seguire per capire da quali idee e progetti sosterranno la prossima amministrazione americana.

F.Q.

In arrivo una crisi ben più pericolosa dei subprime

Da domani l'azienda Terra sarà insolvente di fronte alle richieste della popolazione mondiale. Per continuare a sfamare la fame energetica e non dell'intera popolazione mondiale si andranno ad intaccare le riserve stipate da più di 3 miliardi di anni dalla natura in termini di materie prime. Raccontata in questi termini sembra l'ennesima voce allarmistica proveniente dai mercati di Wall Street, ma la situazione potrebbe essere ben più grave. Il massiccio impatto della presenza umana sul nostro piane
tratto da www.corriere.it
ta, è già in grado di privare per quattro mesi la Terra della sua capacità di ricostruire le condizioni necessarie alla rigenerazione delle materie prime, da cui vengono ricavate tutti i beni primari necessari al sostentamento quotidiano. Per continuare a distribuire risorse fino alla fine dell'anno si vanno così ad intaccare le riserve naturali che permette raccolti extra, un pò come se i padri per riparare i loro debiti andassero ad intaccare i ricchi conti correnti dei figli e dei nipoti. Il primo caso di "insolvenza" è datato a partire dal 31 dicembre 1986. Da allora, ogni anno la data del mancato pagamento è arrivata sempre prima. Un'insolvenza destinata a prosciugare del tutto le riserve, secondo alcuni scienziati, entro il 2050, data che coincide casualmente con quella indicata come punto di non ritorno per gli effetti del riscaldamento climatico. Per soffocamento o per fame, la Terra ed i suoi abitanti rischiano grosso. Secondo alcune stime, se l'intera popolazione mondiale dovesse adottare lo stile di vita di alcuni paesi industrializzati, occorrerebbero cinque pianeti Terra per vivere tutti secondo lo stile di vita USA, due pianeti per vivere tutti come in Italia, mezzo se dovessimo seguire lo stile di vita indiano, che con il suo miliardo di abitanti e la sua crescita economica vertiginosamente alta, si avvia a diventare il concorrente principale del colosso economico cinese. Con buona pace di Wall Street, del vecchio capitalismo europeo e dell'aggressività dei finanzieri russi.

Francesco Quartararo

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